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Minorenni italiani: allarme povertà e criminalità

È allarme per i minori italiani, sempre più stretti nella morsa della povertà e che tendono sempre più a  cadere nella trappola dell’illegalità; il dato si evince da due differenti relazioni, non collegate tra loro, che mettono in evidenza numeri inquietanti.
La prima indagine è stata condotta dall’Istat e mostra come, in Italia, sia in aumento la povertà diffusa tra i minori; la seconda relazione è stata presentata dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Roma e certifica un aumento del fenomeno dei baby – pusher, vale a dire spacciatori minori e, nel caso specifico, con meno di 14 anni. Andiamo a leggere i dati.
Parlando di povertà, in Italia  sono 1 milione e 765 mila i minori che vivono in questo stato, vale a dire il 17% del totale; di questi, circa 650 mila versano in condizioni di assoluta povertà, vale a dire sono considerati i più poveri tra i poveri.
I dati, che fanno riferimento all’anno 2009, sono stati diffusi dall’Istat nelle scorse ore in occasione di un seminario promosso dall’Unicef, in collaborazione con altre associazioni, volto a trovare una soluzione a questa piaga sociale.

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Povertà minorile e baby pusher in Italia:

La povertà minorile, dai dati presentati, è in forte aumento se si considerano gli ultimi 13 anni ed è presente maggiormente al sud, dove si trovano circa il 70% del totale degli indigenti minori; anche il numero di bambini in condizione di assoluta povertà aumenta spostandoci verso il Mezzogiorno, e tra le famiglie con almeno due figli a carico. Nel corso del seminario, i rappresentanti dell’Unicef hanno sottolineato come la povertà stia raggiungendo, in Italia, livelli preoccupanti e come sia di conseguenza necessario assumere misure idonee a contrastare il fenomeno.
Parlando di minori, sempre nelle scorse ore è stato diramato un altro dato inquietante; secondo una relazione presentata al congresso nazionale della Societa’ italiana di pediatria da parte del nucleo investigativo dei carabinieri di Roma, sono in aumento i baby – pusher, vale a dire spacciatori con meno di 18 anni; nella maggior parte dei casi si tratta di ragazzi scelti appositamente da adulti, in quanto non imputabili, per spacciare sostanze stupefacenti.
Il numero dei baby – pusher, secondo i dati forniti dai carabinieri, sarebbe aumentato soprattutto nel 2009 e dall’identikit tracciato si tratterebbe per lo più di studenti, con meno di 14 anni e di nazionalità italiana dediti a compiere questo tipo di attività soprattutto davanti a locali frequentati da loro coetanei.

 

Numero dei minorenni arrestati:

Dai dati riportati si evince come, nel 2009, gli adolescenti arrestati per reati connessi alla droga siano stati 823, mentre 1163 sarebbero i ragazzi segnalati all’autorità giudiziaria. La maggior parte degli arrestati ha 17 anni, tuttavia sono ampiamente rappresentate anche fasce più giovani; il 28% ha 16 anni, il 14% ne ha 15 e il 4% ha 14 anni.
Da segnalare che, a differenza della povertà minorile che, come detto, risulta esser maggiormente diffusa nel Mezzogiorno; parlando di baby – pusher il fenomeno è concentrato soprattutto nel Nord Italia (41,10%), poi nel Sud e Isole (36,89%) e Centro (22%).

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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