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Italia: il boom delle tasse locali

Uno studio di Confcommercio che probabilmente non arriverà come un fulmine a ciel sereno ma che serve a fotografare con esattezza una situazione ormai radicata in Italia. Si parla di tasse e questo già basterebbe per comprendere la delicatezza del tema.
Il nostro paese è, da sempre e per antonomasia, uno dei più tartassati in termini di tassazione. Ebbene lo studio presentato dalla Confcommercio su finanza pubblica e tasse locali ha focalizzato la propria attenzione sulle tasse locali, andando nel particolare a vedere la loro evoluzione negli ultimi 20 anni.
E il risultato è piuttosto esplicativo: si è registrata una crescita del 248%. In soli 20 anni. Un vero e proprio salasso che si può riscontrare, pur se con numeri decisamente minori, anche a livello nazionale dove le tasse sono cresciute, sempre parlando degli ultimi 20 anni, del 72%.

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Perchè le tasse locali aumentano?

È la domanda che si pongono un po’ tutti i cittadini. La risposta è da ricercarsi nei tanti tributi locali che si è costretti a pagare. Per esempio su questo dato di crescita enorme degli ultimi 20 anni incidono moltissimo le tasse sui immobili, vedi Imu, e rifiuti, vedi la Tari.
Al riguardo basti pensare che dal 2011 al 2015 le imposte sugli immobili sono cresciute del 143% passando da 9,8 miliardi a 23,9 miliardi di euro. Il 2016 potrebbe quindi segnare una leggera controtendenza partendo ad esempio dal taglio dell’Imu sulla prima casa. Il meccanismo che vede lo Stato centrale intervenire per tagliare i finanziamenti agli enti locali con la finalità di limitare la spesa pubblica è andata, secondo lo studio, a rivoltarsi contro i cittadini dato che gli amministratori degli enti locali hanno dovuto utilizzare loro come bancomat per fare cassa.

Federalismo fallito?

C’era una volta il federalismo fiscale, verrebbe da pensare leggendo questi dati che dicono come dal 1995 al 2015 le tasse locali siano passate da 30 miliardi a 103 miliardi di euro con una crescita del 248%, mentre le tasse centrali sono passate da 228 miliardi a 393 miliardi con una crescita del 72%.
In sostanza il decentramento di alcune delle funzioni pubbliche dallo stato agli enti locali iniziato verso la fine degli anni ’90 e proseguito con la Legge 5 maggio 2009, n. 42 “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione” non sarebbe riuscito nel suo intento principe di porre un argine alla spesa pubblica.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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