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Eurosur: più controllo contro sbarchi clandestini

Dalla giornata di lunedì 2 dicembre è diventato operativo Eurosur, il sistema di sorveglianza delle frontiere europee; un progetto previsto nel quadro di rafforzamento dell’agenzia Frontex (che, lo ricordiamo, è l’ Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea) approvato dai 28 paesi della Ue a seguito dell’ ennesima strage di migranti cui si è assistito lo scorso 2 ottobre al largo di Lampedusa.
In quella circostanza un barcone proveniente dalla Libia con a bordo circa 500 migranti naufragò davanti alle coste di Lampedusa a seguito di un incendio alimentatosi a bordo; il bilancio drammatico aveva parlato di centinaia tra vittime certificate e corpi non ancora ritrovati.
Visto che, come spesso accade, è necessaria una tragedia per porre l’attenzione su una problematica, a seguito di quel naufragio si era levata alta la voce di chi aveva chiesto un intervento anche dal parte dell’Unione Europea per porre un argine ai numerosi sbarchi che avvengono sulla costa siciliana (ed a Lampedusa in particolare), sbarchi spesso e volentieri conditi da tragedie di siffatta natura.

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Cos’è Eurosur e come funziona:

Ebbene a due mesi da quell’accaduto diventa adesso operativo il sistema di sorveglianza Eurosur,un nuovo piano per la difesa dei confini europei con lo scopo di creare un network per la comunicazione immediata delle informazioni transfrontaliere; un fronte comune (almeno queste sono le intenzioni) contro l’immigrazione clandestina che al tempo stesso operi per prevenire la criminalità e proteggere la vita dei migranti che sbarcano nell’area Ue.
Eurosur avrà una dotazione finanziaria di 244 milioni di euro per il periodo 2014 -2020, circa 35 milioni all’anno, e sarà introdotto in modo graduale nei paesi Ue: inizialmente nei 18 stati membri dell’Unione europea alle frontiere esterne meridionali e orientali e in Norvegia (paese associato a Schengen); a partire dal dicembre 2014, quindi un anno dopo, Eurosur diverrà operativo anche negli altri 11 Stati membri. 
Un budget non da niente e che nelle intenzioni dovrebbe bastare per ridurre il numero degli immigrati che entrano in Europa senza essere identificati e prevenire il traffico di clandestini oltre a favorire l’identificazione dei criminali. Come funzionerà Eurosur e quali saranno i suoi campi di azione è presto detto: la nuova tecnologia dovrà garantire una condivisione di informazioni che arrivano da più fonti in un’unica piattaforma. Il sistema consentirà infatti agli stati membri la condivisione di immagini e dati sugli sviluppi alle frontiere in tempo reale. 

 

Coordinamento tra le varie autorità nazionali:

Una cooperazione sostanziale alla cui base vi sarà un sistema di centri nazionali di coordinamento tramite i quali le varie autorità nazionali responsabili della sorveglianza delle frontiere andranno a collaborare scambiandosi informazioni utili ed in tempo reale su episodi che si verificano alle frontiere esterne terrestri e marittime. A seguito di questa condivisione di informazioni, gli stati membri dovrebbero avere una maggior rapidità nell’agire concretamente e ad entrare in azione per casi di migrazione irregolare, di criminalità transfrontaliera, o per qualunque altra circostanza che comporti un rischio per la vita dei migranti.
Si tratta quindi di uno strumento pratico e concreto fermo restando che, come sempre, saranno poi le scelte politiche dei vari paesi a dargli o meno rilevanza: al riguardo, i paesi Ue che utilizzano Eurosur s’impegnano a rispettare i diritti umani prevedendo tra l’altro il divieto di respingimento, vale a dire il rimpatrio di persone minacciate di vita o private della libertà nei loro paesi di origine. Comportamento, quello dei respingimenti in mare, a seguito del quale il nostro paese è stato spesso sanzionato dall’ Unione Europea.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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