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Pass disabili europeo: finalmente anche in Italia

Il 15 settembre è la data spartiacque che sancisce l’introduzione in Italia del nuovo Contrassegno di parcheggio per disabili, il cosiddetto pass.
Con il decreto del Presidente della Repubblica n. 151 del 30 luglio pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 203 del 31 agosto infatti, si va a regolamentare il rilascio del nuovo permesso europeo in ottemperanza alla raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea n° 98/376/CE del 4 giugno 1998 (quindi, con 14 anni di ritardo) che sollecitava gli stati membri a rendere uniformi i contrassegni.
Il Contrassegno unificato disabili europeo è un pass uniformato per tutti i paesi membri, un tagliando azzurro che già viene adottato negli altri stati dell’ Unione europea e che andrà a sostituire il vecchio contrassegno: dovrà essere esposto sulla parte anteriore del veicolo e sarà valido, oltre che sul territorio nazionale, anche sulle strade di tutti i paesi membri dell’ Unione Europea.
La finalità naturalmente è quella di garantire agli automobilisti italiani che hanno diritto al pass, di vedersi riconoscere la validità del contrassegno anche in altri paesi potendo usufruire quindi degli stessi vantaggi riservati in Italia.

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L’attuale pass per i disabili e il nuovo pass europeo:

Ricordiamo che ad oggi in Italia, il ‘vecchio’ contrassegno arancione da esporre sui veicoli attestante lo stato di invalidità (e che permette ai veicoli stessi al servizio delle persone disabili la circolazione in zone a traffico limitato e il parcheggio negli spazi appositi riservati) può essere ottenuto previa visita medica che certifichi tale condizione di handicap.
Per il rilascio del pass disabili, il richiedente deve rivolgersi alla propria ASL per farsi rilasciare la certificazione medica e, quindi, deve presentare una richiesta al Sindaco del Comune di residenza per il rilascio del contrassegno allegando il certificato della ASL. Il contrassegno ha validità quinquennale, è personale e non cedibile.
Tornando al nuovo contrassegno in conformità con la raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea, la sostituzione dell’attuale pass invalidi di colore arancione con il nuovo modello dovrà avvenire entro tre anni (in questo intervallo di tempo i pass già rilasciati restano naturalmente validi); limite temporale entro il quale i Comuni dovranno adeguare tutta la segnaletica stradale con la nuova simbologia conformandola al simbolo previsto dalla Raccomandazione europea, operazione che avverrà tramite modifica del Codice della Strada (tra le novità introdotte, segnaliamo quella che prevede la sosta gratuita per i disabili anche negli stalli a pagamento se quelli riservati risultano già occupati o comunque non disponibili).

 

Ben 14 anni per adeguarsi alla raccomandazione UE:

Ma perché si è dovuto attendere tutto questo tempo (ben 14 anni) per aderire ad una raccomandazione arrivata dall’Unione Europea la quale si rese conto, nel lontano 1998, che il contrassegno rilasciato in Italia era diverso da quello che ciascun altro Paese della Comunità rilascia?
L’ostacolo insormontabile è stato fino ad oggi una norma italiana relativa alla privacy: nel 1999 il Garante per la tutela dei dati personali si era infatti espresso in materia concludendo che sul pass per disabili non dovevano essere visibili le generalità del titolare poichè bastava semplicemente il numero di concessione per permettere ai vigili di effettuare controlli e verifiche. Questo proprio per tutelare il diritto di privacy dei cittadini.
Nel 2010 con l’introduzione del nuovo codice della strada si stabilì che i contrassegni per disabili dovessero quindi rispettare la privacy autorizzando i titolari a mascherare o cancellare i propri dati personali sostituendoli con il solo numero di concessione: il pass esposto infatti, permette ad oggi di visualizzare esclusivamente questi estremi di autorizzazione mentre sul retro, non visibili, vi sono i dati personali.  
A  due anni di distanza da questa decisione finalmente, è arrivato il tanto atteso regolamento che porterà all’attuazione anche in Italia del contrassegno per invalidi comunitario. Un passo importante verso l’integrazione: pur con i tempi biblici caratteristici del nostro paese.

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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