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Guida al voto: astensione, scheda bianca e scheda nulla

Si torna a votare e, come per ogni tornata elettorale, il dibattito politico e non solo si fa incandescente: che si tratti di elezioni amministrative, politiche o europee il fardello di polemiche che accompagna ogni votazione è il medesimo.
D’altra parte il voto, almeno per chi ci crede, è un qualcosa di estremamente serio: è l’esplicarsi della democrazia, almeno così ci dicono. Proprio per l’importanza di questo evento è fondamentale comprendere alcuni concetti di base che ruotano intorno al tema delle elezioni e che, spesso e volentieri, inducono in confusione l’elettore anche a causa di una scarsa chiarezza da parte dei giornali ed organi di informazione.
Uno su tutti, l’argomento relativo al non voto, astensione, annullamento scheda, rifiuto di ritirare la propria scheda elettorale ecc.. termini che si riferiscono a concetti estremamente diversi tra loro e che tornano più che mai di attualità vista la grande disaffezione degli elettori alla politica (ed agli attori spesso discutibili che la compongono) attuale. Procediamo con ordine.

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L’astensionismo:

L’opzione che spesso prevale per chi non vuole votare, per convinzione o per protesta, è quella dell’astensione ovvero il non recarsi proprio alle urne: quello dell’astensionismo è uno schieramento sempre più in crescita nel nostro paese ( Elezioni e non voto: il Movimento Astensionista ), espressione di un malcontento che certifica una chiara presa di distanza dalla politica. In sostanza, il non voto è una sorta di delegittimazione dell’elezione e della politica stessa; tramite questo il cittadino dichiara di non riconoscersi il alcuno schieramento e nemmeno nel sistema tutto. Chi opta per questa ipotesi viene annoverato tra gli astenuti e, di conseguenza, non si viene in alcun modo conteggiati e non si influisce ai fini del voto finale.

La scheda bianca:

Altra ipotesi è quella relativa alla scheda bianca: in questo modo l’elettore si reca comunque a votare, ma sceglie di non dare alcuna indicazione di voto. Le schede bianche saranno comunque valide pur non contenendo alcuna preferenza e non influendo, come ovvio, sul risultato finale; in sostanza, la scheda bianca influirà sulla percentuale dei votanti a favore della legittimità dell’elezione facendo aumentare i dati relativi all’affluenza alle urne. Tra i possibili ‘inconvenienti’ del votare scheda bianca vi è quello relativo al rischio di brogli elettorali che potrebbero avvenire qualora uno scrutatore riuscisse ad apporre una croce sulla scheda bianca al momento dello spoglio. A pensar male si fa peccato, ma viviamo in Italia.

La scheda nulla:

Vi è poi il discorso relativo alla scheda nulla: le schede nulle sono quelle che vengono compilate (volontariamente, o per sbadataggine) in maniera non conforme alle regole stabilite dal ministero dell’Interno. Può essere una decisione voluta (scarabocchiare la scheda o indicare nomi di candidati non presenti né reali) o può essere una mancanza di attenzione (spesso le indicazioni sulle procedure di voto non sono poi così chiare); fatto sta che queste schede vengono conteggiate nei voti non validi e quindi non influiscono sull’ esito finale del voto, mentre vanno naturalmente ad incrementare (come nel caso della scheda bianca) i dati relativi all’affluenza alle urne.

Rifiuto della propria scheda elettorale:

Da segnalare inoltre che la legge prevede la possibilità di rifiutarsi di ritirare la propria scheda elettorale: o meglio, come spiegato dal Ministero dell’ Interno, per questa pratica non vi è una specifica disciplina normativa ma non può certamente ritenersi vietato”. Quindi, rifiutarsi di ritirare la propria scheda elettorale (accade sempre più spesso) è assolutamente legittimo; da segnalare che in questo caso ci si trova di fronte ad un non voto, in sostanza la medesima condizione del non recarsi a votare.

Differenze tra astensione, scheda bianca e scheda nulla:

In conclusione da un punto di vista pratico astensione, scheda bianca e scheda nulla si possono accostare poiché in tutti questi casi non si ha voce in capitolo sull’esito finale delle elezioni e sull’assegnazione finale dei seggi; se invece guardiamo la questione da una angolazione più concettuale, alcune divergenze si possono indicare.
Scheda bianca o annullamento della stessa rappresentano comunque una manifestazione di volontà: nel primo caso può essere interpretata come un non riconoscersi in alcun candidato ma voler comunque partecipare; nel caso dell’annullamento, invece, si vuole porre l’accento su un malcontento e si va a manifestare una azione di protesta. Entrambe queste opzioni implicano comunque una partecipazione e sono utili ad incrementare il numero totale dei partecipanti al voto.
Viceversa l’astensione è una forma di protesta più drastica quando non una disaffezione totale nella politica, mancanza di fiducia totale in tutti i candidati e partiti presenti, delegittimazione globale per le elezioni stesse e per chi ne uscirà vincitore. È il distacco più grande e traumatico che ci possa essere tra cittadini e governanti, ed in Italia è in continua crescita; guardando gli spettacoli indecenti che la nostra politica ci ha fornito negli ultimi anni non c’è da esserne sorpresi.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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