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Caso Astori: causa della morte. Bradiaritmia e patologie cardiache

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Una morte improvvisa, arrivata come un fulmine a ciel sereno e che ha riguardato un giovane atleta, motivo per il quale lo sconcerto è ancora più grande. Quando episodi di questo genere colpiscono calciatori (e purtroppo non è la prima volta che succede) professionisti, inevitabilmente ci si interroga su tutta una serie di questioni connesse.
Come è possibile che un atleta professionista e controllato costantemente possa incorrere in situazioni del genere? Si tratta veramente di un qualcosa che sfugge ad ogni monitoraggio, impossibile da prevedere?
Tante domande che vanno a fare il palio con l’amarezza che un fatto simile genera, frutto anche della consapevolezza di quanto la vita possa essere realmente fragile, appesa ad un filo e svanire da un momento all’altro. Anche per ragazzi giovani, sportivi, che dalla vita stessa hanno avuto tutto e che, almeno in apparenza, sembrerebbero essere assolutamente sani.
Per fare luce sulla vicenda Astori, cercare di comprendere le cause della morte, quello può essere successo dal punto di vista medico e, soprattutto, per capire se episodi simili possano essere previsti, parliamo con il Dott. Michael Donahue, Cardiologo. Responsabile Laboratorio di Emodinamica del Policlinico Casilino di Roma.

Bradiaritmia: cos’è e come si manifesta

Parliamo della Vicenda Astori: che idea si è fatto?
“Una triste vicenda che ci ricorda quanto la medicina in determinati casi possa ancora poco davanti all’ineluttabilità della morte. L’esame autoptico condotto da esperti nel campo ha dato risultati per ora indicativi, con buona probabilità ulteriori indagini ci faranno capire qualcosa di più. Si è parlato infatti di ‘morte cardiaca senza evidenze macroscopiche verosimilmente su base bradiaritmica’.
Si è parlato di bradiaritmia: cosa si intende con questo termine?
“Per bradiaritmia si intende un’aritmia caratterizzata da un rallentamento della frequenza cardiaca che in casi particolari potrebbe sfociare in pause e cessazione del battito. Le bradiaritmie, meno frequentemente rispetto alle tachiaritmie ovvero aritmie con aumento della frequenza cardiaca, possono portare a morte improvvisa.”

Perché un episodio simile può capitare ad un atleta

Il giocatore era un atleta controllato periodicamente: è possibile che una persona assolutamente sana che non ha mai evidenziato problematiche pregresse possa andare incontro a episodi di questo genere?
“Come tutti sappiamo gli atleti professionisti vanno incontro a indagini diagnostiche in grado di evidenziare malattie cardiache organiche e funzionali; tuttavia esistono rare patologie cardiache su base genetica i cui segni e sintomi sono spesso trascurabili o assenti e la cui diagnosi di certezza si ha solo con indagini estremamente specifiche. Quindi rispondendo alla domanda, si è possibile, ma in questo caso non parlerei di soggetti sani. Purtroppo nella maggior parte dei casi nei soggetti che vanno incontro a morte improvvisa la prima manifestazione della patologia cardiaca è proprio la morte.”
Può esserci una correlazione tra episodi come questo e attività sportiva?
“Assolutamente no, non esiste una correlazione. È chiaro che la morte di un giovane atleta, magari durante una partita di calcio o anche in altri contesti, come per Astori deceduto in albergo, faccia notizia; questi tristi episodi tuttavia non avvengono solo in ambito sportivo.”

Correlazione tra sport e patologie cardiache

Al di là dell’episodio del calciatore Astori, qual è la correlazione tra sport e cuore? Si sente spesso parlare della sindrome del cuore di atleta o cuore ingrossato.
“È pleonastico al giorno d’oggi affermare che nei soggetti sani un’attività sportiva regolare anche a livello agonistico abbia effetti benefici sull’organismo. È chiaro che a certi livelli si richiede al cuore un lavoro extra che si traduce in un ispessimento delle sue pareti ed eventualmente in una lieve dilatazione delle camere cardiache, adattamenti necessari per soddisfare l’aumentata richiesta di ossigeno da parte dei muscoli. Si tratta quindi di un processo fisiologico, non patologico.”

La morte di Astori si poteva prevedere?

Tornando al caso Astori, una morte cardiaca per cause assolutamente naturali, non dovute a fattori esterni e senza alcun segnale pregresso, non può essere in alcun modo prevenuta?
“Sicuramente si dovrà ragionare sul sistema di screening a cui gli atleti amatoriali e professionisti vanno incontro. In alcuni casi l’elettrocardiogramma non è sufficiente a fare diagnosi, a noi medici il compito di riconoscere anche le minime anomalie e procedere con indagini più specifiche in casi selezionati. La sfida del futuro sarà proprio quella di diagnosticare preventivamente le patologie cardiache con carattere di asintomaticità ma che possono portare alla morte.”

Pubblicato in Interviste

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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