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Storia delle filastrocche italiane: quali sono le più note

Le filastrocche rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale nel nostro Paese, un fatto di folklore e non soltanto canzoncine per bambini senza un senso. Nel termine filastrocche sono presenti tanti generi di varia natura, un mondo nel quale vanno ad entrare di diritto testi di poesia popolare, canti eseguiti dai bambini accompagnati con una recitazione ritmata, ninne nanne, giaculatorie, scongiuri e indovinelli, filastrocche di Natale.
Il vero legame che unisce tutti questi generi è comunque l’apparente insensatezza del testo, che può quindi essere spiegato in molti modi, ove si provi a farlo. Un patrimonio culturale, come nel caso delle leggende metropolitane. Ma quali sono le filastrocche italiane più famose?

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Ambarabà ciccì coccò

Se i dubbi sul suo significato sono molti, non ne esistono invece sul fatto che Ambarabà ciccì coccò sia la filastrocca più nota in assoluto. Citata da molti artisti (Nilla Pizzi, Vasco Rossi, Elio e le Storie Tese i più famosi) e associata al mondo dell’infanzia, a cercare di spiegarne il significato è stato in particolare il linguista Vermondo Brugnatelli, che deve la sua notorietà allo studio della lingua berbera, e secondo il quale il primo verso deriverebbe dal latino “Hanc para ab hac quidquid quodquod”, suonando quindi come “Ripara questa (mano) da quest’altra (che fa la conta)”.
Quanto ai versi successivi, si è spesso puntato l’indice sul curioso quanto incomprensibile senso delle “3 galline sul comò che facevano l’amore con la figlai del dottore“. Ma come detto, le filastrocche non devono avere necessariamente un significato.

Il Giro tondo

Altra filastrocca molto famosa è poi il Giro tondo, di cui esistono molte versioni. Solitamente è associata ad un gioco infantile, che vede i partecipanti darsi la mano e girare in cerchio, sino all’atto conclusivo il quale li vede accovacciarsi per terra. Si annovera quindi nelle filastrocche per bambine e bambini.
Anche in questo caso le origini non sono note: spesso associata al periodo in cui il nostro Paese venne flagellato dalla Peste Nera, non manca però chi invece la fa risalire addirittura al paganesimo pre-cristiano. Oltre che in Italia, ne esistono versioni nel Regno Unito (Ring a Ring o’ Roses), in Germania e in Serbia (Ringe Ringe Raja).

Stella stellina

In questa breve panoramica delle filastrocche più famose in uso nel nostro Paese non può mancare Stella stellina, una via di mezzo con la ninna nanna utilizzata proprio al fine di indurre i piccoli ad addormentarsi in maniera serena.
Composta da Lina Schwarz, più nota come “Zia Lina” e pubblicata nel suo libro di poesie “Ancora…e poi basta!”, punta a rassicurare i piccoli utenti andando a stabilire una serie di legami tra madre e figli nel mondo animale, cercando in tal modo di instillare nel bimbo la sicurezza derivante dalla presenza della famiglia al suo fianco nel momento della nanna, con l’evidente intento di spingerlo a lasciarsi andare e a chiudere gli occhi per poter riposare.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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