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Fecondazione assistita e selezione degli embrioni

Con una sentenza emessa dalla Corte Costituzionale in data 11 novembre si è andato a stabilire che la selezione degli embrioni in fase di fecondazione assistita non è un reato.
Si va così a dare una nuova spallata alla legge 40 del 2004 in materia di procreazione medicalmente assistita, ovvero la norma (prima in Italia sulla fecondazione assistita) che da quando è entrata in vigore ha portato una serie di polemiche e ribaltamenti nelle varie sentenze.
La legge andava a prevedere i paletti della fecondazione assistita, che è la pratica medica per “favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dall’infertilità umana qualora non vi siano altri metodi efficaci per rimuovere le cause di sterilità o di infertilità”.

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Fecondazione assistita in Italia

Ad oggi in Italia possono accedere alla fecondazione assistita tutte le coppie maggiorenni sterili di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi, previa certificazione di un medico dello stato di sterilità o infertilità.
La fecondazione assistita non può invece mai essere praticata dai single, dalle coppie omosessuali e dalle cosiddette mamme – nonne, ovvero donne che decidono di avere figli in età avanzata (pur non essendo specificata con chiarezza un’età di riferimento).
Uno dei paletti della legge 40 era quello relativo alla fecondazione eterologa: in sostanza si vietava di ricorrere a questa pratica che prevede un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità. Questo limite è caduto con una sentenza della Corte Costituzionale dell’aprile 2014.

Selezione degli embrioni e scelta di quelli sani:

La Consulta ha più volte dato spallate alla legge 40 andando via via a renderla più morbida e meno stringente ed evitando così di assistere a fenomeni piuttosto diffusi come quello dei viaggi all’estero per accedere alla fecondazione assistita.
Da quando ha visto la luce, la legge in questione è finita svariate volte in tribunale e sono state molte le sentenze che hanno dato ragione a chi opponeva ricorso.Selezione embrioni
L’ultimo colpo è quello relativo alla selezione degli embrioni sani. La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto alla scelta nel caso di gravi malattie genetiche e va così a cadere il divieto contenuto sempre nella legge 40.
Nella fecondazione assistita non sarà più considerato reato la selezione dei feti se finalizzata esclusivamente ad evitare l’impianto di embrioni affetti da gravi patologie genetiche trasmissibili. Per quest’ultimo aspetti si farà riferimento alla legge 194 sull’aborto.

Come funziona la diagnosi genetica preimpianto:

Come spesso accade la decisione ha portato un notevole strascico di polemiche. C’è chi parla di tentativo di eugenetica, ovvero una sorta di selezione artificiale mirata a raggiungere il perfezionamento della razza umana abolendone difetti e imperfezioni.
Secondo altri si tratta semplicemente di andare a tutelare la salute della donna oltre che del nascituro. Fatto sta che adesso la diagnosi preimpianto sarà del tutto legittima. In teoria anche oggi lo era, o almeno non poteva considerarsi fuori legge. La diagnosi preimpianto per coppie fertili con patologie genetiche era garantita esclusivamente in tre strutture ospedaliere pubbliche italiane: veniva fornita invece in tutti gli ospedali privati.
Le coppie nel tempo si sono dovute rivolgere prima ai tribunali i quali hanno emanato diverse ordinanze finalizzate a garantire un diritto che era stato stabilito da una precedente sentenza della Corte Costituzionale. In sostanza con quest’ultima sentenza l’iter della diagnosi genetica preimpianto sarà il seguente:

  1. Le cellule uovo saranno fecondate in vitro;
  2. Gli ovuli fecondati verranno lasciati sviluppare fino al raggiungimento dello stadio di 6/8 cellule;
  3. Da ogni singolo embrione sarà prelevata una cellula che sarà sottoposta a test genetici per trovare eventuali malattie;
  4. Come ultimo passaggio gli embrioni ritenuti sani saranno impiantati nell’utero materno.

Da segnalare che nella sentenza della Consulta emerge come sia vietata la soppressione per gli embrioni affetti da patologie gravi genetiche trasmissibili.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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