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Crisi economica e mercato immobiliare

L’acquisto di una casa per molte persone costituisce un ambito traguardo dopo una vita di lavoro e sacrifici: uno sforzo caricato di una valenza simbolica, oltre che economica. Purtroppo, però, si tratta di un sogno che sempre meno persone riescono a coronare. Attualmente, infatti, la “cultura” all’acquisto dell’immobile, da sempre molto radicata in Italia, sta lasciando il posto all’opzione del vivere in affitto, spesso considerata un’alternativa svantaggiosa rispetto alla proprietà, alla stregua di un vero e proprio “fondo perduto”.
L’andamento del settore immobiliare è infatti una lente in grado di riflettere fedelmente e in modo esaustivo la situazione economica e sociale che sta vivendo il nostro Paese. I dati Istat relativi al terzo trimestre 2009 sono stati interpretati come un vero e proprio “crollo del mercato immobiliare”, con sole 174.800 convenzioni relative a compravendite di unità immobiliari.

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Crollo del mercato immobiliare:

Si tratterebbe, cioè, di un calo del 10,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: per l’esattezza 16.327 transizioni in meno, come riportato dall’Agenzia del Territorio, con vendite diminuite soprattutto al Centro e al Sud, come ha specificato invece Bankitalia. Nello stesso periodo, cioè tra il 2008 e il 2009, è aumentato solamente il numero di case vendute tramite asta giudiziaria, dove infatti si riesce a risparmiare circa il 30% sul prezzo di mercato per l’acquisto dell’immobile.
In sostanza la contrazione del mercato immobiliare dal 2007 ad oggi, secondo le ultime stime dell’Agenzia del Territorio, si attesterebbe intorno al 26%. A quanto pare nel 2010 il mercato immobiliare si presenta fermo e, molto probabilmente, ci resterà.

Calo costante del prezzo delle case

La previsione arriva da un’indagine compiuta da Tecnocasa e, se confermata, porterebbe oltre i limiti storici la crisi che sta interessando da tempo questo settore. La prova del nove che conferma la situazione pesantemente negativa del mercato immobiliare arriva, paradossalmente, dal continuo abbassamento dei prezzi delle case.
Come riportava Gabetti ai primi di marzo, infatti, nell’ultimo anno e mezzo si è registrato un calo del 9,1% sui prezzi degli immobili: una cifra, anche questa, ai minimi storici.
Parallelamente, si regista un aumento delle locazioni. Il calo dei prezzi delle case, infatti, non è accompagnato da un aumento del potere d’acquisto, come si può evincere dai dati relativi al tasso di disoccupazione, in particolare dei giovani: la categoria sociale che avrebbero maggiori esigenze di acquisto ma che non riesce a “comprare” per via dei suoi miseri stipendi, tra i più bassi d’Europa.

Niente mutui: i giovani scelgono gli affitti

Nonostante il calo dei tassi di mutuo, infatti, le concessioni da parte delle banche sono e restano difficoltose. Questo è il motivo per cui i giovani, soprattutto, ricorrono agli affitti.
Il problema del disagio abitativo dei giovani emerge chiaramente da uno studio condotto dall’Ires (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali) secondo cui circa il 60% dei giovani sotto i 35 anni non guadagna più di 1000 euro al mese.
A questi numeri vanno affiancati quelli forniti dal Sindacato Nazionale Unitario Inquilini e Assegnatari, secondo cui una locazione media mensile si aggira intorno ai 750 euro per i contratti in corso. Tuttavia le richieste per la stipula dei nuovi contratti possono arrivare, in media, fino a 1.030 euro: uno scenario decisamente preoccupante, che mostra difficoltà sempre più insormontabili per la realizzazione dell’autonomia sociale dei giovani.

La piaga degli affitti in nero

Proprio da questi fattori, quindi, sembrerebbe originarsi la pratica degli affitti in nero cui, soprattutto i giovani e gli studenti, sono costretti a ricorrere per risolvere il problema dell’alloggio, con una relativa evasione fiscale di svariati milioni di euro da parte dei proprietari degli immobili, come riporta la Guardia di Finanza.
Particolarmente anomala è la situazione delle periferie, dove c’è un surplus di nuove costruzioni, ma dove l’offerta supera la domanda, con il risultato di molte abitazioni vuote.
Se dunque la situazione attuale del mercato immobiliare rivela, per via traverse, quali sono i disagi che impediscono alla maggior parte delle persone di poter acquistare un immobile, ancor più indicativo a tal proposito è il numero, in costante crescita, delle persone senza fissa dimora.

Cresce il numero dei senza fissa dimora:

Secondo i dati emersi da un’indagine dell’Ascus, confermati da varie associazioni compresa la Caritas, sta aumentando di circa il 32% il numero di famiglie “indigenti”. Di queste, il 10,9% non riesce ad affrontare le spese mediche, il 5,9% le spese alimentari. Solamente nel Lazio dal 2003 al 2008 le famiglie povere sono aumentate del 34,6%, di cui il 4% si registra solo nell’ultimo anno.
Particolare perplessità suscitano quindi le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che appena il 10 luglio scorso in uno dei suoi comizi ha affermato: “la ripresa economica è una realtà confermata da tutte le rivelazioni statistiche”, il governo “ha fatto molte cose positive per fare uscire l’Italia dalla crisi economica senza lasciare indietro nessuno”.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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