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Testamento solidale: cresce in Italia. Guida all’uso

Sempre più persone in Italia scelgono di redigere un testo scritto per lasciare in eredità il proprio patrimonio, o parte di esso, ad una associazione senza scopo di lucro o ad istituti per meno fortunati a scopo benefico.
Che sia a causa delle tante baruffe che spaccano le famiglie per la suddivisione dell’eredità di genitori, zii e parenti defunti, che sia perché il bisogno di condivisione risuona più forte al solo pensiero della fine della propria vita, il Testamento solidale sta vivendo un vero e proprio boom, ormai anche in Italia.
Vediamo meglio di cosa si tratta e come il nostro paese vive la realtà del Testamento solidale.

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Il Comitato Testamento Solidale

Sono ben 16 le associazioni senza scopo di lucro che hanno scelto di aderire al Comitato Testamento Solidale per promuovere la successione di beni a scopo benefico, tra queste spiccano alcuni nomi quali ActionAid, Save the Children, Unicef, Intersos, Fondazione Telethon e Operation Smile.
Lo scopo è quello di diffondere informazioni su un’iniziativa che permette di promuovere la cultura della solidarietà supportando associazioni e istituzioni impegnate nella battaglia contro la fame e la povertà, le malattie, l’emarginazione sociale, l’analfabetizzazione, la violenza sui minori, etc…

Una misura accessibile a tutti

Quella del testamento solidale non è, tuttavia, una moda dell’ultimo minuto, poiché vanta antichi e illustri praticanti: dal musicista Giuseppe Verdi che, in assenza di eredi diretti, lasciò tutti i suoi averi ad alcuni istituti per ciechi, rachitici e sordomuti, allo statista Camillo Benso Conte di Cavour che finanziò la costruzione di un asilo pubblico per i bambini poveri in un sobborgo torinese.
Non mancano donatori celebri nella nostra epoca, tra cui Bill Gates, che avrebbe sottratto buona parte del proprio patrimonio ai figli per donarlo ai meno abbienti.
Il lascito solidale non richiede tuttavia un patrimonio ingente come quello dei nomi sopracitati, né tanto meno che si debbano finanziare iniziative così importanti.
Il testamento solidale può infatti avere ad oggetto anche un piccolo contributo, un gioiello, un componente d’arredo o qualsiasi altro avere. È il caso, ad esempio, di Filippo, un ragazzo al quale è stata diagnosticata la sclerosi multipla e che ha scelto, a soli 26 anni, di devolvere parte della sua eredità alla ricerca contro questa malattia.

Giovani e Testamento Solidale:

È anche la scelta di Iole, che ha scelto di destinare dei fondi alla ricerca contro la leucemia, dopo esserne stata colpita. È la scelta di tante altre persone, che hanno deciso di servirsi di questo strumento per supportare iniziative umanitarie e dare un contributo alla riduzione della sofferenza nel mondo.
I dati statistici rivelano che negli ultimi dieci anni il numero di persone, più o meno giovani, che ha scelto di redigere un testamento solidale, è cresciuta di circa il 15%.
Quasi tutte le organizzazioni dichiarano inoltre che la maggioranza dei donatori solidali (oltre il 60%) è costituita da donne. Si tratta, ormai, della terza fonte di raccolta fondi per le ONLUS che sono entrate a far parte del Comitato Testamento Solidale.

Come redigere un testamento Solidale

Se non mancano resistenze nei confronti del lascito solidale, sono per lo più legate allo scetticismo rispetto alla modalità di redazione. In realtà predisporre un testamento solidale è molto semplice, e non richiede necessariamente la presenza di un notaio o di un professionista.
Nel caso del Testamento olografo, tutto ciò che serve è scrivere un testo, anche con carta e penna, in cui si dichiara l’oggetto della successione e il destinatario, apporre data e firma e conservare in un luogo sicuro.
Si può anche scegliere di affidare il testamento a una persona di fiducia, fatta salva la possibilità per il titolare del bene di modificarlo in qualsiasi momento. Al notaio spetta invece l’apertura dell’atto dopo la morte del redattore.

Testamento pubblico o in forma segreta

Nel caso in cui si scelga il testamento pubblico, sarà il notaio ad occuparsi di redigere per iscritto le volontà del titolare in presenza di due testimoni.
La terza ed ultima modalità di redazione del testamento solidale è quella in forma segreta, in cui il notaio riceve dal dichiarante, in presenza di due testimoni, una busta chiusa, già sigillata o da sigillare, il cui contenuto verrà rivelato solo post mortem.
In tutti e tre i casi è fatta salva la possibilità di revocare il testamento semplicemente redigendo un nuovo testo in cui si dichiara di voler revocare ogni precedente disposizione.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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