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Chi sono i Millennials, la generazione maledetta

Chi sono i Millennials? Se ne parla sempre di più, spesso soprattutto in riferimento a fatti di attualità non propriamente di matrice positiva: si dice che sono loro quelli che, più di tutti, sono costretti a fare i conti con disoccupazione, pensioni che non ci saranno mai e quant’altro di peggio sia emerso negli ultimi anni.
Una generazione tartassata ed entrata ormai nella storia come Millennials, per l’appunto: un target divenuto  appetibile per le cronache quotidiane visti proprio i dati che li riguardano che vanno a soffiare sulla discussione in atto.
Chi sono i Millennials? Cosa significa questo termine? E, soprattutto, quali sono le criticità maggiori che questa generazione ‘maledetta’ deve trovarsi a contrastare?

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I Millennials negli Usa

Con questo termine si indicano tutti coloro i quali abbiano raggiunto la maggiore età nel corso del nuovo millennio, ovvero dal 2000 in poi. Un segmento non solo corposo da un punto di vista strettamente numerico, ma anche provvisto di una serie di caratteristiche del tutto peculiari tali da farne un obiettivo di grande rilievo per le aziende.
Basti pensare che negli Stati Uniti sono più di 80 milioni (in base ad uno studio di PEW Research Center) e hanno ormai superato di netto coloro che appartengono, invece, alla cosiddetta Generazione X.
In pratica si tratta di più di 80 milioni di potenziali consumatori cui i grandi marchi riservano naturalmente una certa attenzione, giustificata dal fatto che secondo uno studio di eMarketer risalente al 2014, nel 2020 consumeranno la bellezza di 1,4 trilioni di dollari nei soli Stati Uniti.

I Millennials nel nostro Paese

Per quanto concerne invece il nostro Paese, il dato è più contenuto attestandosi comunque a quota 11,2 (dati Istat), mentre a livello globale la cifra va ad situarsi intorno a 2,3 miliardi.
Una moltitudine di ragazzi e ragazze che, almeno nel mondo occidentale, sono perennemente, o quasi, connesse a internet. E qui entriamo a gamba tesa su un altro aspetto focale quando si parla di Millennials: ovvero, l’importanza della rete nella loro vita.
Si parla di una generazione cresciuta in piena rivoluzione multimediale, quindi utenti che fin da ragazzini sviluppano una certa dimestichezza con la rete internet.

L’importanza di internet nella quotidianità dei Millennials

E proprio internet per questa generazione diventa ben più di uno strumento di svago. L’importanza della rete nella vita dei Millennials si deve a tre principali motivi:

  1. la risoluzione delle esigenze che possono prospettarsi nel corso della giornata, tanto che il 71% di loro va alla ricerca di informazioni relative a lavoro e studio, proprio nel momento in cui un’esigenza di questo tipo va a manifestarsi;
  2. la voglia di intrattenimento e aggiornamento, che fa della rete non solo il luogo in grado di soddisfare il lato ludico, ma anche di dare vita ad una sorta di finestra sul mondo, in relazione ai propri interessi e passioni;
  3. l’esigenza di rimanere informati e aggiungere nuove conoscenze al proprio bagaglio culturale.

Considerato che nel corso del 2015 Internet ha operato in Italia lo storico sorpasso sulla televisione, almeno tra i Millennials (7,4 milioni di utenti contro 7,1), si può capire come questo target acquisisca agli occhi delle aziende un interesse assoluto, rappresentando potenzialmente una miniera d’oro.

Digitali, ma soprattutto dediti al mobile

Più nello specifico i Millennials sono digitali, ma soprattutto dediti al mobile tanto che il 76% del loro tempo passato online transita tramite smartphone e tablet, che ormai guardano dall’alto i vecchi pc in materia di supporti più utilizzati per accedere alla rete.
Secondo una analisi condotta da Yahoo Advertising, circa il 15% di questi utenti si collegherebbe alla rete solo ed esclusivamente tramite dispositivi mobili; al contempo, il 70% del tempo passato sullo smartphone verrebbe utilizzato per consultare Internet.
Collegato a questo tema vi è il dato relativo all’uso della app: sono oltre 38mila le applicazioni utilizzate dai Millennials almeno una volta nel corso del 2014. Si parla di un utilizzo critico, a testimonianza della forte conoscenza che questa generazione ha della rete e di tutta la tecnologia che vi gravita attorno.

Una generazione in grado di scegliere in modo critico sul web

In particolare la generazione dei Millennials adusa all’utilizzo quotidiano di app di varia natura, nella scelta dei contenuti ripone molta attenzione a fattori quali:

  • completezza delle informazioni;
  • professionalità di chi pubblica contenuti;
  • tempestività nella loro pubblicazione;
  • unicità ed originalità.

In sostanza trattandosi di una generazione cresciuta a pane e internet, nel corso del tempo si è sviluppato uno spirito critico verso il web.

Alcune leggende sui Millennials

La generazione dei Millennials si è trovata spesso a dover rispondere alle accuse mosse da più parti, ad iniziare dal settimanale Time che li bollò, alcuni anni fa, alla stregua di narcisisti e superficiali, pronti a ricondurre tutto alla propria persona senza badare alle esigenze degli altri.
In aggiunta a questo erano stati definiti anche pigri, cosa che non guasta mai e che ricalca in parte quanto successo qui in Italia con epiteti vari quali bamboccioni, troppo choosy e via discorrendo con i quali i politici di turno hanno etichettato i nostri giovani.
A fronte di questi slogan, si può andare a controbattere che proprio i Millennials sono protagonisti, in Italia, della nascita di un elevato numero di imprese ad alto contenuto tecnologico.

La necessità di emigrare a l’attitudine social a condividere

Inoltre sempre questa generazione maledetta ha dovuto suo malgrado rispolverare, dimostrando anche notevole forza di carattere e volontà, un’antica usanza molto praticata ai tempi dei nostri nonno: ovvero il dover emigrare all’estero per trovare lavoro. Operazione che richiede molto coraggio e spirito di sacrificio.
Chi resta qui lo fa suo malgrado e accettando una realtà non certamente all’altezza, tra l’altro eredità diretta della generazione precedente che ha contribuito a distruggere anziché costruire badando solo al proprio tornaconto.
Sempre dalle teste dei Millennials sono nate realtà legate alla condivisione, forse perché figli della generazione Social, tanto da trovare del tutto naturale mettere in comune i progetti, i pensieri e le passioni, sino addirittura ad utilizzare i cosiddetti spazi coworking e le forme di mobilità incentrate sulla sharing economy.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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