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Il Petrolio e il suo prezzo: l’altalena si riversa sui consumatori

Continua l’andamento altalenante del prezzo del petrolio; quello che una volta era comunemente noto come ‘oro nero’ e che negli ultimi anni sembrava aver perduto tutto il proprio lustro.
Una materia prima in nome della quale sono state lanciate guerre a livello mondiale; che è servita a tirar su l’economia di intere nazioni salvo poi andare a distruggerla causa calo del prezzo. Un bene assolutamente prezioso a causa del quale possono mutare gli equilibri geopolitici.
Era il luglio del 2008 quando il petrolio raggiunse il suo livello più alto di valore: una cifra vicina ai 150 dollari al barile (unità di misure utilizzata per il petrolio). È il gennaio 2016 quando l’oro nero tocca il suo minimo storico: 27 dollari al barile o poco più. In pratica 1/5 del valore di otto anni prima.

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Su cosa influisce il prezzo del petrolio:

Un record negativo dietro al quale ci sono molti fattori politici ed economici che non staremo qui ad analizzare; ma che hanno portato ad un indubbio rovesciamento degli equilibri mondiali. Oltre che una diretta ricaduta sui consumatori finali.
Dal valore del petrolio dipendono infatti tante componenti: quale il prezzo della benzina ad esempio; anche se poi in Italia il costo finale dei carburanti è gravato da altre componenti e quindi spesso il prezzo della benzina non segue il calo del petrolio.
Anche i costi delle bollette energetiche sono ovviamente legati all’andamento del valore del petrolio dato che il nostro paese è ancora basato su un approvvigionamento energetico fortemente legato agli idrocarburi.

 

L’andamento del petrolio in Borsa:

Nelle ultime ore la questione prezzo del petrolio sta per prendere una svolta sostanziale. I paesi produttori ed esportatori di petrolio, sia quelli Opec che quelli non Opec (su tutti la Russia), stanno raggiungendo un accordo per limitare la produzione di greggio così da tentare di rialzare i prezzi.
Il che ha avuto riscontri diretti sul costo del petrolio: arrivato in questi giorni a 53 dollari al barile. Un fattore da non sottovalutare è anche l’impatto diretto che il rimbalzo del valore del petrolio ha sulla Borsa.
Andando a controllare la quotazione del petrolio in tempo reale delle ultime ore si nota un incremento dei principali listini europei, compresa Milano, grazie proprio al rimbalzo del prezzo del petrolio che nelle ultime ore ha intrapreso una salita evidente.
Sono bastate le notizie di una apertura della Russa ai paesi dell’Opec per dare slancio ai mercati borsistici in riferimento alla quotazione del petrolio. Ecco quindi un altro segmento dell’economia sul quale il prezzo dell’oro nero riesce ad avere una ricaduta pratica: l’andamento della Borsa.

Cosa potrebbe succedere a breve:

Il mondo intero segue ora con interesse la questione dell’accordo tra Russia e paesi Opec sul ridimensionamento della produzione di greggio per capire verso quale direzione si procederà.
Per il momento in queste ore si sta assistendo a rialzi continui del prezzo dei carburanti che sta riguardando i principali marchi. Di qui a breve l’effetto potrebbe essere un rialzo dei prezzi del petrolio di circa 10 dollari al barile che si tradurrebbe in un aumento del costo dei carburanti alla pompa pari a circa 10 / 15 centesimi.
Prezzi che inizierebbero a portare il prezzo del carburante verso il record assoluto che si raggiunse nel 2012 quando sia la benzina che il diesel raggiunsero picchi da record.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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