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Studenti e lavoratori: la protesta in piazza

La rivolta degli studenti contro la riforma Gelmini, come preannunciato, è molto lontana dall’esaurirsi ed oggi, 27 Novembre, i giovani tornano di nuovo in piazza a Roma per chiedere un futuro migliore.
Accanto a loro ci saranno anche i lavoratori, con cui condividono pienamente la prospettiva di un futuro allo sbando qualora la cosiddetta Legge di stabilità 2011, comprensiva della riforma scolastica ed universitaria, dovesse passare così com’è anche al Senato.
I giovani si sentono derubati dell’istruzione, del lavoro e delle prospettive di un futuro migliore, sfruttati da un sistema che lascia allo sbaraglio milioni di persone senza alcuna tutela. Oggi, 27 Novembre, verrà perciò rivendicato ancora una volta il diritto allo studio e al lavoro, a fronte di scuole ed atenei martoriati dai tagli economici e di un mercato del lavoro dove il merito non è influente ai fini di una concreta assunzione.
Il presente del nostro Paese è di fatto sempre più contraddistinto da praticantati, contratti precari, lavoro nero e assenza di prospettive.

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I diritti di studenti e lavoratori:

Le proteste che in tutta Italia continuano periodicamente a verificarsi ribadiscono del resto l’esigenza di una politica incisiva che guardi in concreto alle nuove generazioni, per le quali un futuro dignitoso, libero da precarietà e sfruttamento (e comprensivo dell’abolizione dell’apprendistato per i minorenni, con investimenti in formazione e ricerca pari ai livelli europei) sarebbe un diritto previsto dalla stessa Costituzione.
L’Unione degli studenti scende in piazza per ribadire tutto questo, insieme alla Rete degli studenti medi, all’Unione degli Universitari e a tantissimi lavoratori e lavoratrici provenienti da tutta Italia. La manifestazione di oggi nella Capitale prevede infatti l’arrivo di 2.100 pullman e 13 treni speciali che daranno vita a due cortei: uno da Porta San Paolo (metro B Piramide) ed un altro da P.zza della Repubblica: entrambi confluiranno a P.zza San Giovanni dove si svolgerà il comizio di Susanna Camusso, nuovo Segretario Generale della CGIL.
“Siamo giovani, studenti e studentesse, lavoratori in nero, precari e idonei non beneficiari della borsa di studio – recita l’appello dei manifestanti – uno su tre è disoccupato. Uno su due l’anno prossimo non avrà più la borsa di studio o non l’avrà per l’ennesima volta. Siamo stagisti senza retribuzione, studenti sfruttati da stage e percorsi di apprendistato che da tre mesi scendono in piazza, si mobilitano, occupano scuole ed università di un Paese che non ci guarda, che ci considera invisibili, che ci vede come numeri e percentuali e che ci etichetta come “bamboccioni” e facinorosi, come se le dinamiche che lo attraversano non riguardino ragazze e ragazzi che vivono i risultati delle scelte di ieri e che vivranno sulla propria pelle quelli delle scelte di oggi”.
L’appello si riferisce anche ai tagli sulle borse di studio: il fondo statale apposito, nell’ultima finanziaria, viene ridotto per il 2012 del 90% e del 95% per il 2013. 

 

Tutte le proteste nelle università di Italia:

In questi ultimi giorni il fronte delle proteste si è concretizzato con un sit-in e un blitz al Senato; uno striscione calato dal secondo anello del Colosseo accompagnato da fumogeni rossi; striscioni srotolati davanti alla Sapienza; un corteo di 400 studenti nel centro di Milano dove non sono mancati momenti di tensione con la polizia; uno striscione calato dalla Torre di Pisa nello stupore generale dei turisti; occupazioni nelle università di Napoli; cortei con migliaia di studenti che a Palermo hanno bloccato la stazione e l’ingresso al porto; l’occupazione della facoltà di ingegneria di Bari; ricercatori dell’università di Torino che hanno trascorso la notte sul tetto della sede delle facoltà umanistiche; lancio di uova e fumogeni davanti alla sede della Regione Piemonte; occupazione di un gruppo di studenti del tetto della facoltà di ingegneria del Politecnico di Ancona; un corteo a Bologna di qualche centinaio di studenti che ha creato difficoltà al passaggio degli autobus in centro; una carica di alleggerimento delle forze dell’ordine davanti alla facoltà di scienze sociali di Firenze dove si erano raccolti circa 500 giovani che protestavano contro la partecipazione del sottosegretario Daniela Santanchè a un dibattito sull’immigrazione ed infine l’occupazione di studenti e ricercatori del tetto del Palazzo delle scienze a Cagliari.
Proteste che si svolgevano mentre il ministro Gelmini votava per errore contro la sua stessa riforma: come può un governo continuare ad ignorare tutto questo?

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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