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Nasce la Sanità senza frontiere Ue: libera scelta su dove curarsi

La data è ormai prossima e l’Italia, come in occasione di ogni ricorrenza che si rispetti, rischia di non farsi trovare pronta; a decorrere da venerdì 25 ottobre entra in vigore la vigore la cosiddetta ‘Schengen dell’assistenza sanitaria’, ovvero una direttiva che sancisce il diritto per ogni cittadino comunitario di scegliere liberamente in quale paese dell’Unione Europea farsi curare.
Un passo avanti importante ed una scadenza ormai imminente per un’innovazione che, come dicevamo, l’Italia non sarebbe ancora pronta a mettere in pratica; anche se in questa mancanza il nostro paese, per una volta, non sarà solo.
Ad oggi infatti, soltanto il 25% degli Stati ha notificato l’introduzione nel proprio ordinamento nazionale delle nuove regole e quindi il restante 75% (tra cui l’Italia, per l’appunto) non è al passo con i tempi.
Quello che manca a tutt’oggi, e ci riferiamo qui esclusivamente alla situazione italiana, è il decreto legislativo di recepimento della direttiva sulle cure transfrontaliere; decreto per il quale c’è tempo fino al 4 dicembre, ed al riguardo il ministero della Salute ha provveduto a rasserenare gli animi assicurando che ben prima di questa scadenza tutto quanto sarà sistemato.
Certo, conoscendo come vanno le italiche cose tra tempi burocratici, iter nelle varie commissioni parlamentari competenti e via discorrendo, il dubbio è più che mai lecito anche perché molte cose a livello tecnico devono ancora essere sistemate; si parla dei tariffari ancora da definire, della traduzione in tutte le lingue di certificati e fatture ed altri punti in sospeso che hanno portato le regioni a chiedere al Governo una legge ad hoc per regolamentare il tutto.

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Cos’ è la Sanità senza frontiere:

Ma cos’ è la sanità senza frontiere? Quali novità introduce e cosa cambierà per i cittadini dell’Unione Europea? La sanità senza frontiere si pone l’obiettivo di creare una cornice giuridica all’interno della quale ai cittadini del’Unione Europea sia consentita la libera scelta del luogo dove curarsi; il tutto sempre all’intero di un discorso di assistenza sanitaria accessibile a rimborso. Esattamente quello che succede per un italiano che si accede, all’interno dei confini del nostro paese, ad un servizio sanitario ‘passato’ dalla sanità pubblica.
Un cittadino di un paese dell’Unione Europea quindi, e, proseguendo nel nostro esempio, un cittadino italiano, può scegliere liberamente di rivolgersi all’estero per una consulenza, cura, intervento chirurgico o quant’altro con gli stessi diritti garantiti qui in Italia dalla sanità pubblica. Dalla normativa sono escluse alcune prestazioni come i servizi di assistenza di lunga durata, i trapianti d’organo e i programmi pubblici di vaccinazione e, naturalmente, per accedere al regime di rimborso della prestazione sanitaria saranno indispensabili determinati requisiti.  
È importante sottolineare, per operare un distinguo, che attualmente è già possibile usufruire di prestazioni sanitarie in uno stato Ue differente da quello di appartenenza, ma che tale eccezione vale solo in determinati casi e per specifiche categorie protette; come ad esempio i cittadini che si recano all’estero per turismo, per studio, per lavoro o nei casi di trasferimento all’estero proprio per motivi di cure.
In sostanza, come si vede, si tratta di casi di cittadini che si trovano già all’estero (eccezion fatta per chi vi si reca per motivi di cure di alta specializzazione) e quindi non ha niente a che fare con la nuova direttiva finalizzata a garantire il diritto di scegliere liberamente in quale paese dell’Unione Europea ricevere cure.

Rimborso delle prestazioni sanitarie:

Facevamo prima riferimento ai criteri per il rimborso della prestazione sanitaria all’estero ed al fatto che si possa usufruire di questo solo in determinate circostanze; la direttiva sulla Schengen dell’assistenza sanitaria prevede che lo stato membro deve determinare la casistica della copertura dei costi ed il livello di questa copertura.
I costi per le prestazioni sanitarie ricevute in un altro stato membro Ue non devono superare il costo previsto nel paese di residenza di chi accede al servizio. In caso di superamento di questa soglia è lo stato membro che può decidere, in autonomia, di rimborsare comunque l’eccedenza. Per cure non ospedaliere, i pazienti potranno farsi curare all’estero senza alcuna autorizzazione preventiva e chiedere poi il rimborso una volta tornati a casa.
L’autorizzazione preventiva è infatti un meccanismo che può essere utilizzato (ma non è un obbligo, salvo rari casi quali quelli riguardanti assistenza che comporti il ricovero del paziente, l’utilizzo di apparecchiature altamente specializzate ecc..) dai singoli stati per evitare fenomeni di congestionamento del sistema, ovvero fughe in massa di cittadini verso un singolo paese Ue ritenuto, magari, più sviluppato in un determinato campo di applicazione. Ogni singolo stato può quindi compilare un elenco delle prestazioni che prevedono l’autorizzazione preventiva.

 

Necessità di cooperazione tra diversi Stati:

Un sistema, quello della sanità senza frontiere e della possibilità di usufruire di cure sanitaria in qualsiasi paese Ue a scelta del paziente, che implicherà come facilmente intuibile una grande cooperazione da parte di tutti gli stati.
Sarà indispensabile la creazione di una rete transfrontaliera dove chiunque possa accedere ad informazioni sul tipo di assistenza sanitaria disponibile in quel dato paese; sui diritti e sugli aspetti tecnici dell’assistenza sanitaria; su quelli che sono i fornitori di assistenza sanitaria. Sarà inoltre indispensabile che gli stati membri dell’Unione Europea trovino un punto di incontro per il riconoscimento delle prescrizioni mediche rilasciate in altri paesi Ue e sul riconoscimento di medicinali prescritti in altro territorio.
Una bella scommessa quindi, oltre che un banco di prova non da poco; staremo a vedere se l’Europa, e soprattutto l’Italia, sarà in grado di superare un esame del genere.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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