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Manovra economica: l’ agonia dei trasporti pubblici

In Italia sono decine di migliaia i pendolari che ogni giorno utilizzano i mezzi di trasporto pubblico per varie necessità, come raggiungere il luogo di lavoro o di studio.
L’efficienza e l’accessibilità al settore pubblico dei trasporti è assolutamente determinante per la qualità della vita di moltissime persone, essendo un servizio economicamente sostenibile, ad esempio, dagli studenti, lavoratori, pensionati ed in generale dalle categorie sociali con un reddito mensile medio o basso.
Tuttavia, se l’attuale manovra economica confermerà i tagli previsti nel settore, per il popolo dei pendolari il rischio di rimanere a piedi sarà più che reale, a causa dell’ aumento vertiginoso delle tariffe che potrebbe verificarsi.
L’ Asstra, l’associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale, ha effettuato una simulazione di ciò che potrebbe accadere con una riduzione delle risorse del 10% o del 20% nel settore dei trasporti pubblici, in base ai tagli previsti dall’attuale manovra economica.

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Indagine sul trasporto pubblico italiano:

L’indagine svolta dall’associazione si basa su un campione di 50 imprese che svolgono servizio di trasporto pubblico in ambito urbano ed extraurbano e parte dai tagli previsti nella manovra agli enti locali per 6,3 miliardi nel 2011 e 8,5 miliardi nel 2012.
Nella prima ipotesi, riduzione del 10% delle risorse, i pendolari che resteranno a piedi ogni giorno saranno 740.000. Nella seconda ipotesi, cioè tagli del 20%, i pendolari a rischio saranno invece un milione e mezzo. Non solo. I tagli della manovra avranno pesanti ricadute sulle tariffe.
Se, infatti, le risorse al settore subiranno una diminuzione del 10%, ci sarà un incremento medio del prezzo del biglietto del 36%; se il taglio ai trasporti si attesterà al 20%, le tariffe aumenteranno in media del 78%. Nel primo caso, chi oggi paga l’abbonamento mensile dell’autobus 32 euro, dopo la manovra dovrà sborsare 43 euro e 50 centesimi. Se, invece, il taglio sarà del 20%, il prezzo di un abbonamento mensile potrebbe salire fino a 57 euro.

 

Aumento del prezzo dei biglietti e meno servizi:

I 15 milioni di italiani che ogni giorno utilizzano bus, tram e treni, oltre all’aumento vertiginoso delle tariffe, dovranno inoltre prepararsi a un’offerta di servizi devastata. Ad essere a rischio, infatti, non sono solo i servizi pubblici essenziali, ma anche migliaia di posti di lavoro: 116.000 lavoratori nei settori bus, tram e treni rischiano infatti il licenziamento. Riduzione dei servizi significa infatti riduzione della forza lavoro necessaria a produrli, cioè licenziamenti collettivi.
La scure che si abbatte sui trasporti pubblici locali a causa dei tagli previsti dall’attuale manovra economica è particolarmente inclemente poiché questo settore non ha infatti margini di recupero in grado di assorbire i tagli enormi ipotizzati. Con un taglio del 10% verranno licenziate circa 10.000 persone, tra autisti e altro personale. Se il taglio sarà del 20%, i posti di lavoro a rischio saranno 20.000.
È la prima volta in assoluto che si prospetta uno scenario così negativo nel settore dei trasporti pubblici locali. Passeggeri in fuga da mezzi di trasporto dal costo proibitivo, riduzione drastica dei servizi con tagli delle linee e soppressione delle corse di bus, tram, metro e treni regionali, nonché licenziamenti di massa: se verranno confermati i tagli del 10% o del 20% assisteremo alla “morte certa del sistema dei trasporti pubblici in Italia”: parole di Marcello Panettoni, presidente dell’Asstra.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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