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Fattura elettronica: come cambia il Fisco

Lo chiamano digitalizzazione della Pubblica Amministrazione ed è un progetto piuttosto ampio che comprende varie voci con l’ obiettivo di semplificare l’apparato burocratico dello Stato.
Il cuore della riforma ruota attorno ad un provvedimento che mira a eliminare l’utilizzo della carta nei rapporti di fatturazione con le amministrazioni dello Stato. La tanto dibattuta fattura elettronica, che si appresta a diventare realtà pur con tutte le difficoltà che accompagnano ogni cambiamento nel nostro paese.
31 Marzo 2015, questa la data da tenere a mente oltre la quale le varie amministrazioni locali e gli enti nazionali non potranno più accettare fatture che siano state emesse in formato cartaceo. Una rivoluzione digitale che consentirà risparmi sostanziali in termini economici, si parla di circa 2 miliardi di euro, e che parte da lontano.
Non è infatti stato per niente facile tantomeno breve l’iter che ha portato quello che era un progetto a diventare una normativa vera e propria.

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Iter della legge: dal 2007 ad oggi

La scelta di digitalizzare i rapporti con la Pubblica Amministrazione è datata 2007; precisamente è la legge n. 244/2007 a sancire questa nuova tendenza. Ci sono voluti ben 6 anni per vedere la nascita, ad opera del ministero dell’Economia, di un decreto attuativo teso a regolamentare l’argomento fattura elettronica.
Tale decreto del ministero dell’Economia ha vissuto una prima fase a partire dal giugno 2014; fase circoscritta a determinati attori, quali ad esempio ministeri e agenzie fiscali, e a soggetti volontari che hanno voluto testare in anticipo il meccanismo della fatturazione elettronica.
Dal 31 marzo 2015, niente più tentennamenti nè adesioni volontarie; il meccanismo diventa obbligatorio per tutte le altre amministrazioni. Sempre non tenendo conto dei vari ritardi tipicamente italiani.

 

Come funziona la fattura elettronica

A questo punto è importante capire, nel concreto, cosa cambia con la fatturazione elettronica e come questa funzionerà. La nuova norma sulla fatturazione elettronica riguarderà oltre 35mila uffici di circa 20mila amministrazioni pubbliche dello Stato: soggetti di varia natura identificati nella Circolare n.1 /DF emanata dal dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia. fatturazione-elettronica
Si includono nei soggetti obbligati ad emettere fattura elettronica tutte le amministrazioni dello Stato come Regioni, Province e Comuni; le aziende pubbliche; le Camere di commercio; gli enti pubblici non economici; le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale ecc…
Gli obblighi derivanti dalla riforma riguarderanno non solo le pubbliche amministrazioni, ma anche i fornitori di beni e servizi che operano con le P.A; i soggetti intermediari quali ad esempio banche, Poste, commercialisti; operatori economici e consulenti.

Numeri sulla nuova fattura elettronica

Con questa nuova metodologia di comunicazione si andranno a movimentare circa 50 milioni di fatture telematiche; il risparmio calcolato sarà di circa 2 miliardi di euro.
Per gli enti obbligati è indispensabile l’iscrizione all’indice delle Pubbliche Amministrazioni, come da spiegazione sul portale governativo delle Fatture Elettroniche. Naturalmente non tutti gli enti sono riusciti a stare in linea con i tempi e ora saranno costretti ad adeguarsi il prima possibile onde evitare l’impossibilità di ricevere pagamenti da parte dei fornitori.
La rivoluzione fiscale è partita. La speranza è che l’Italia non si faccia trovare impreparata come spesso accade quando viene introdotto un cambiamento.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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