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Fisco all’attacco: l’Anonimometro

L’Agenzia delle Entrate è al lavoro da settembre 2023 per scovare i redditi evasi grazie all’Anonimometro. L’algoritmo incrocia le informazioni contenute nei conti correnti con altri dati a disposizione del Fisco, per individuare le posizioni a rischio.

Cos’è l’Anonimometro

L’Anonimometro, lo strumento del Fisco per contrastare l’evasione fiscale, è in azione da diversi mesi. Grazie a un sofisticato algoritmo, l’Agenzia delle Entrate può analizzare in modo più efficiente l’archivio dei rapporti finanziari (conti correnti) e altre banche dati a sua disposizione. L’obiettivo? Individuare i contribuenti a “elevato rischio di evasione, frode ed elusione fiscale”. Il meccanismo di questo nuovo strumento, noto con il nome di anonimometro, è il seguente:

  • Incrocio di dati: l’Anonimometro confronta i dati dell’Archivio dei rapporti finanziari (movimentazioni sui conti correnti) con circa 200 archivi del Fisco (redditi, spese, ecc.).
  • Focus sui redditi alti: l’Agenzia delle Entrate si concentra su chi ha dichiarato redditi bassi ma movimentazioni consistenti sui conti correnti.
  • Verifiche e accertamenti: in caso di incongruenze, l’Agenzia delle Entrate avvia verifiche e, se necessario, notifica avvisi di accertamento.

Come funziona l’Anonimometro

L’Agenzia delle Entrate, in un suo documento ufficiale, chiarisce il funzionamento dell’Anonimometro, lo strumento per contrastare l’evasione fiscale. Al primo posti vi è la tutela della privacy (da cui il nome ‘anonimometro’), con i nomi dei contribuenti che, in una prima fase, vengono trasformati in codici fittizi, per garantire che nessun dato finanziario possa essere associato a un individuo specifico prima di aver accertato un potenziale rischio di evasione.
Il processo non è completamente automatico, ma prevede sempre l’intervento di un operatore umano, a tutela della privacy dei cittadini. L’Anonimometro incrocia dati provenienti dai conti correnti (archivio dei rapporti finanziari) con altre informazioni a disposizione del Fisco (redditi, beni immobili, ecc.). Vengono individuati i contribuenti che presentano un elevato rischio di evasione, frode o elusione fiscale: se emergono incongruenze, l’Agenzia delle Entrate avvia verifiche approfondite e, se necessario, notifica avvisi di accertamento.

Cosa fare se si riceve un avviso di accertamento

Cosa si può fare se si riceve un avviso di accertamento legato a questo nuovo strumento dell’Agenzia delle Entrate? Si deve prima di tutto contattare l’Agenzia delle Entrate stessa per chiarire la propria posizione e fornire eventuali giustificazioni. Quindi può essere utile arsi affiancare da professionisti a supporto, se necessario, rivolgendosi a un commercialista o a un avvocato esperto in materia fiscale.
L’Anonimometro è solo uno degli strumenti che il Fisco utilizza per contrastare l’evasione fiscale.

L’obiettivo dell’Anonimometro

L’Agenzia delle Entrate dispone di una serie di altri poteri, come la possibilità di accedere ai tabulati dei conti correnti e di effettuare controlli incrociati con altri dati. L’obiettivo del Fisco è quello di garantire un sistema fiscale più equo e trasparente. L’Anonimometro rappresenta un passo importante in questa direzione, ma è importante ricordare che i contribuenti hanno sempre il diritto di difendersi e di dimostrare la propria correttezza fiscale.

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Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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