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Ecomafie: forte aumento in Italia

Quello delle ecomafie è, nel nostro paese, un fenomeno in forte aumento in grado di produrre oltre 20,5 miliardi di euro di fatturato confermandosi quindi come una holding solida e potente che sottrae risorse importanti all’ economia legale.
A sancirlo è il rapporto annuale stilato da Legambiente che dal 1997 si prende cura di realizzare un consuntivo della situazione in Italia in collaborazione con le forze dell’ ordine (Carabinieri, Corpo Forestale, Capitanerie di porto, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Direzione investigativa antimafia), Istituto di ricerche Cresme (per quanto riguarda il capitolo relativo all’abusivismo edilizio), magistrati impegnati nella lotta alla criminalità ambientale e avvocati dei Centri di azione giuridica di Legambiente.
Il termine “ecomafia”, coniato proprio da Legambiente, indica quei settori della criminalità organizzata attivi nel traffico e smaltimento illecito dei rifiuti, l’abusivismo edilizio ed attività di escavazione, combattimenti clandestini tra cani, saccheggio dei beni archeologici, commercio illegale di specie protette e di legname pregiato.

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Numeri sulle ecomafie:

I numeri forniti in riferimento all’anno 2009, come detto, sono in forte aumento; si è registrato un incremento degli illeciti totali accertati (28.576 oggi, 25.776 lo scorso anno)  e delle persone denunciate (da 21.336 a 28.472), dati che vanno di apri passo con l’aumento degli arresti (+43%) e dei sequestri (da 9.676 a 10.737).
Nello specifico, si registra una forte impennata di infrazioni accertate nel ciclo dei rifiuti (da 3.911 nel 2008 a 5.217 nel 2009), e un leggero calo nel ciclo del cemento (da 7.499 a 7.463), mentre crescono i reati contro la fauna (+58% ) e i diversi reati contro l’ambiente marino e costiero.
Per quel che concerne il ciclo dei rifiuti, l’incremento delle infrazioni accertate è stato del 33,4%, con un aumento delle denunce (6.249, erano 4.591 l’anno precedente), e degli arresti 2.429 a fronte dei 2.406 del 2008. La Campania si conferma in testa alla classifica seguita da Puglia, Calabria, Sicilia e Toscana.
Parlando di ciclo del cemento è interessante analizzare il dato relativo al mancato ridimensionamento del fenomeno dell’abusivismo a causa della crisi economica; se il settore legale delle costruzioni ha vissuto un calo piuttosto cospicuo delle abitazioni ultimate, passando dalle 316mila del 2008 alle 280mila del 2009, la parte illegale ha visto una diminuzione di sole mille abitazioni, da 28mila abitazioni abusive del 2008 alle attuali 27mila.
Nel complesso, 7.463 sono state le infrazioni accertate, 784 le denunce (contro le 9.986 nel 2008) e 2.832 i sequestri (2.644 nel 2008). Anche qui la Campania si conferma al primo posto con 1.179 reati accertati, seguita da Calabria con 905 reati, e Lazio con 881.

 

Agricoltura, rifiuti e reati contro l’ambiente:

Da segnalare per importanza il fenomeno del calcestruzzo depotenziato: strade, ponti, ferrovie, case, centri commerciali, scuole ed ospedali a rischio crollo perché costruiti utilizzando cemento di bassa qualità. Un business molto redditizio per i clan che, sempre secondo i dati forniti dal rapporto di Legambiente, controllano tutto il ciclo del cemento del Paese e per questo si aggiudicano appalti nazionali e locali per costruire opere pubbliche e private.
Non manca di essere contaminato dai reati di ecomafia anche il settore dell’agricoltura, con un giro di affari di circa 50 miliardi di euro l’anno, così come risulta essere molto prolifico il business nel campo della fauna; 5.154 infrazioni accertate per 2.933 persone denunciate, 52 arrestate e 2.836 sequestri effettuati.
Si va dai piccioni viaggiatori corrieri della droga ai combattimenti tra cani, dalle corse clandestine di cavalli al traffico di specie protette ed al commercio illegale di cuccioli di cane di razze pregiate provenienti spesso dall’Est europeo.
Nell’ultimo trimestre del 2009 è stata inoltre attivata un’operazione di controllo contro il traffico illecito di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. I controlli hanno preso in esame circa 100 spedizioni che erano state dichiarate apparecchiature funzionanti e che, invece, contenevano rifiuti elettronici destinati all’estremo oriente ed all’Africa, ovvero paesi che mancano di procedure appropriate in materia e che divengono quindi mete preferite di smaltimento da parte delle organizzazioni criminali.
Chiudiamo con un quadro generale dei reati contro l’ambiente prendendo in esame l’Italia nella sua totalità; al primo posto per i reati vi è la Campania con il 17% sul totale nazionale; al secondo posto sale il Lazio, in ascesa e considerato molto esposto alle infiltrazioni dei clan soprattutto per quel che riguarda il Sud pontino; al terzo posto la Calabria ed al quarto la Puglia; scende di 2 posizioni, al quinto posto, la Sicilia.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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