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Suicidi nelle carceri: la serie infinita

Nella giornata di sabato 12 Giugno un altro detenuto Italiano di 55 anni di origine salentina e con circa tre anni ancora da scontare si è suicidato nel reparto infermeria presso la Casa Circondariale di Lecce.
Un episodio non nuovo che si colloca nella scia di suicidi che sembra pervadere in modo ineluttabile le carceri italiane e che è il secondo avvenuto nel giro di qualche giorno all’interno della struttura salentina; questo la dice lunga sull’ attuale situazione venutasi a creare dentro il penitenziario leccese e che in passato, dalle pagine di questo giornale, avevamo già denunciato anche con il supporto di alcuni sindacati di categoria.
La condizione di precarietà che si è delineata diventa ogni giorno sempre più preoccupante per problemi ormai noti e messi in risalto da più parti ed a più riprese, come la grave situazione igienico-sanitaria in cui verte il carcere di Lecce con la presenza di quasi 1400 detenuti a fronte di 660 posti disponibili.
A questo va aggiunto l’allarme dato dalla carenza di acqua che tante proteste sta generando tra la popolazione detenuta soprattutto con l’arrivo della stagione torrida.

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La condizione del carcere di Lecce:

Una situazione ormai nota, dunque, quella del carcere salentino ma che tuttavia continua a produrre effetti drammatici; in passato ne avevamo dato testimonianza diretta con le parole del Segretario Nazionale Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) il quale ci aveva descritto dettagliatamente e con dovizia di particolare la situazione di questa struttura.
Un carcere relativamente nuovo, costruito 30 anni fa, e che già cade a pezzi, celle all’interno delle quali il più delle volte ci piove, reparti in preda al degrado ed all’abbandono totale per la carenza di personale.

Un degrado assoluto che, tra l’altro, è riscontrabile anche in molte altre carceri pugliesi con la popolazione che, a fronte di una capienza di 2200 posti disponibili, ha superato le 4000 unità; praticamente il doppio. 
Tornando a parlare di suicidi va rimarcato che il carcere di Lecce non è nuovo a questi episodi, andati a buon fine o anche soltanto tentati; dall’inizio del 2010, infatti, sono già 2 i detenuti che si sono tolti la vita all’interno della struttura salentina. Senza contare le numerose manifestazioni di protesta da parte dei carcerati per le suddette condizioni di degrado ed abbandono. Una situazione oltre il limite, che rischia di portare a reazioni di violenza da parte dei detenuti e che è più che mai specchio di quanto accade a livello nazionale.

 

Numeri sui suicidi nelle carceri italiane:

Dall’ inizo del 2010 sono stati infatti ben 30 i detenuti che si sono tolti la vita all’ interno di strutture italiana; inoltre 96 agenti, 2 medici e 4 infermieri hanno subìto aggressioni. Un vero e prorpio bollettino di guerra all’interno del quale non entrano miracolosamente i carcerati che hanno tentato il suicidio, ben 44, e che sono stati salvati in extremis dagli agenti penitenziari poco prima di compiere il gesto estremo; è quanto accaduto recentemente in un carcere vicino Genova.
L’ episodio di Lecce, ennesimo di una catena che ha per teatro le carceri italiane giunte ormai al collasso, ripropone prepotentemente il problema del sovraffollamento cui ancora non si riesce a dare una risposta efficace; circa 67.000 detenuti in tutta Italia a fronte di 42.000 posti disponibili.
Una vera e propria enormità, nonchè una bomba innescata pronta a deflagrare a causa delle condizioni di vita all’interno delle carceri che questi numeri inevitabilmente producono come effetto. E che, sempre più, porta molti detenuti a compiere, spesso nell’indifferenza, gesti estremi .

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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