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Sanità, ecco i Nuovi Lea: i Livelli essenziali di assistenza

Arrivanno i nuovi Lea, ovvero i Livelli essenziali di assistenza e quindi le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale fornisce a tutti i cittadini gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione; il ticket.
Il tutto è contenuto in un decreto attualmente all’esame della Conferenza delle Regioni che dovrà approvarlo preventivamente. La Conferenza avrebbe già dato un parere positivo andando tuttavia a condizionare l’approvazione definitiva ad un’ulteriore valutazione di copertura finanziaria.
I nuovi Lea incideranno infatti sulle casse statali per 771,8 milioni di euro. In sostanza ora, dopo il primo parere favorevole delle regioni, manca il si definitivo del ministero dell’Economia. Dopodichè i nuovi Lea potranno decollare.

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Cosa cambierà dopo 15 anni:

Il decreto presentato andrebbe a sostituire in modo definitivo i vecchi Lea, che erano stati approvati nel 2001. La differenze con quel precedente decreto è sostanziale: in passato si era andati a dare al provvedimento un’impronta ricognitiva, con descrizioni generiche dei Lea.
Questo provvedimento dovrebbe invece avere carattere costitutivo, ovvero proporre una nuova definizione delle attività, dei servizi e delle prestazioni che saranno garantite ai cittadini tramite risorse del Servizio sanitario nazionale.
Detto dei nuovi Lea, che sostituiranno i precedenti dopo 15 anni, le novità riguarderanno anche nuove nomenclature, protesi e ausili per persone con disabilità dopo 17 anni. Per i nuovi livelli di assistenza sono stati stanziati circa 800milioni di euro.

I costi per la Sanità:

Una cifra non da poco che, secondo il provvedimento, dovrebbe portare una definizione della differenza tra i costi aggiuntivi derivati dalla previsione di prestazioni aggiuntive; ed economie da conseguire in vari ambiti assistenziali oltre che in maggiori entrate connesse alla partecipazione ai costi sulla quota di consumi aggiuntivi di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale.
Il testo è stato criticato aspramente da parte delel associazioni che difendono i diritti delle persone con disabilità; in particolare la Fish. Secondo loro la bocciatura sarebbe dovuta alla mancanza di attenzione verso la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilita, oltre che verso le prescrizioni dell’OMS sullo stesso tema.

La questione dei disabili:

A mancare sarebbero la prescrittività del consenso informato, importante per le persone con disabilità intellettiva; riferimento all’art 26 della Convenzione Onu sul concetto di riabilitazione e abilitazione; la non considerazione degli ausili di riabilitazione come un diritto, bensì come compensazione di una menomazione.
Inoltre, sempre secondo la Fish, a mancare sarebbe anche l’inserimento dei Lea sull’autismo; e il servizio di diagnosi precoce e screening neonatale rivolti a tutte le disabilità. In sostanza un provvedimento che, come d’altra parte tutti, nasce già diviso tra aspettative tradite e attese.

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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