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Sicurezza stradale. La responsabilità nelle singole regioni

Il progetto promosso dal Dipartimento della Gioventù traccia la classifica delle realtà territoriali più a rischio. Semaforo verde principalmente per Lombardia, Liguria e Piemonte.
Tra le più irresponsabili Molise, Calabria e Basilicata. Due le infrazioni più frequenti tra i giovani: l’utilizzo del cellulare alla guida e il superamento dei limiti di velocità. Circa il 10% degli under 25 reo confesso di assumere alcol qualche istante prima di mettersi alla guida. Oltre sette giovani su dieci, infine, disconoscono il nuovo codice della strada.
Più di 3.000 morti all’anno, poco meno di 180 mila incidenti stimati nel 2015, bollino rosso il venerdì tra le 18 e le 19, oltre il 30% dei giovani coinvolti, almeno una volta, in un incidente stradale.
Sono alcuni dei risultati emersi dal progetto “a tutto G.A.S.S.“, promosso dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e realizzato dalla partnership ICS Associati, Automobile Club Cosenza, Automobile Club Roma e Orsa srl.

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Le Regioni con meno infrazioni:

Una iniziativa che ha osservato comportamenti, abitudini e orientamenti di ben 1.600 giovani tra i 15 ed i 25 anni, residenti in Calabria e Lazio, con l’obiettivo prioritario di mappare la responsabilità stradale nell’intero paese.
Ben 16 indicatori di responsabilità diretta e indiretta utilizzati, legati ai comportamenti responsabili, al rischio incidentalità, al contesto in cui si manifesta il fenomeno, allo stato e al livello di sicurezza delle infrastrutture stradali, alle condizioni di circolazione. Indice di responsabilità: Nord virtuoso, Centro temerario e Sud irresponsabile.
Ottengono il “semaforo verde”, collocandosi in testa alla classifica nazionale con il più alto indice di responsabilità stradale (I.R.S.), cinque regioni, di cui quattro del Nord e una del Centro Italia. Al primo posto la Lombardia che totalizza 1.030 punti, seguita al secondo ed al terzo posto da Liguria e Piemonte, rispettivamente con 974,05 e 927,10 punti; quarta posizione per il Lazio che totalizza 925,85 punti, quinto il Trentino Alto Adige con un punteggio nel ranking generale delle regioni “più responsabili” pari a 902,53 punti.

 

Le Regioni meno disciplinate:

Con il “semaforo arancione” posizionate nella parte centrale della classifica la Toscana al sesto posto (882,24 punti) e la Campania al settimo (872,55), mentre all’ottavo, nono e decimo troviamo ancora tre regioni del Nord: Valle d’Aosta (864,53), Veneto (858,86) e Friuli Venezia Giulia (844,49).
“Semaforo rosso” per tutte le altre regioni “meno responsabili” che ottengono i punteggi più contenuti collocandosi nella parte più bassa del ranking generale dell’indice I.R.S. In coda, con i peggiori piazzamenti ben cinque regioni del Mezzogiorno: Molise ultimo posto con 642,84 punti, al penultimo la Calabria con 655,29 punti, precedute da Basilicata 705,88, Puglia 706,44 e Sicilia 715,65. Salendo la classifica troviamo, sempre in “area rossa”, due regioni del Centro Italia, Marche (720,02) e Umbria (722,19), ancora due regioni del Mezzogiorno, Abruzzo (774,64) e Sardegna (775,80) e una sola regione del Nord Italia, l’Emilia Romagna (813,66) che si colloca, comunque, all’undicesimo posto della classifica generale.

 

Comportamenti irresponsabili alla guida:

Ben 16 indicatori di responsabilità diretta e indiretta utilizzati. Fanno parte del primo gruppo gli indici epidemiologici di prevalenza dei comportamenti responsabili e dei comportamenti a rischio incidentalità quali: l’uso delle cinture, del casco e dei sistemi di sicurezza, automobilisti sanzionati con decurtazione di punti della patente, la guida in stato di ebbrezza, l’uso dei mezzi pubblici e indicatori che misurano la prevalenza dell’impatto del rischio, vale a dire tassi di incidentalità, indici di mortalità, gravità e lesività sul quadro complessivo osservato del fenomeno dell’incidentalità.
Nel secondo gruppo rientrano le variabili di “responsabilità indiretta” legate al contesto in cui si manifesta il fenomeno, allo stato e al livello di sicurezza delle infrastrutture stradali, alle condizioni di circolazione ed a tutti i fattori che possono determinare una maggiore o minore esposizione al rischio di incidentalità.
Questo secondo gruppo comprende: il tasso di motorizzazione, autoveicoli circolanti per estensione stradale, spese per la viabilità e il mantenimento dei livelli di sicurezza stradale, spese per il trasporto pubblico, disponibilità di aree pedonali e di piste ciclabili, estensione aree e zone a traffico limitato (ZTL), offerta e qualità dei servizi di trasporto pubblico.

 

Quando e dove si verificano più incidenti:

Caratteristiche del fenomeno: bollino rosso venerdì. Tra le 18 e le 19 il picco maggiore. Quasi nell’80% dei casi rilevati gli incidenti stradali avvengono in condizioni di tempo sereno ed in presenza di un manto stradale asciutto. Il maggior numero di incidenti si verifica il venerdì, tra le 18 e le 19 il picco maggiore, in conseguenza dell’effetto sinergico dell’aumento del traffico per il rientro dal lavoro, del maggior livello di stress e della difficoltà di percezione visiva dovuta alle condizioni non ottimali di illuminazione.
Il 75% degli incidenti stradali si verifica sulle strade dei centri urbani e interessa in misura nettamente maggiore l’universo maschile: quasi l’80% delle vittime è rappresentato, infatti, da individui di sesso maschile. In oltre l’80% dei casi gli incidenti stradali ed i morti causati dagli stessi interessano autovetture e motocicli.
Cause: guida distratta, non rispetto della segnaletica, mancata distanza di sicurezza, eccesso di velocità e sorpassi azzardati. Stagionalità “mortale”: 16 vittime al giorno nel mese di luglio. Il periodo dell’anno in cui si verifica il maggior numero di incidenti è complessivamente quello estivo, ma la differenza con le altre stagioni è tutto sommato sottile: per il 2014 è il mese di maggio che fa segnare il maggior numero di incidenti (luglio nel 2013), mentre la percentuale dei morti è leggermente superiore nel mese di giugno (agosto nel 2013).
Analizzando i valori giornalieri, luglio rappresenta comunque il mese di punta, periodo nel quale è massima la media giornaliera degli incidenti (689); analogo discorso per quanto riguarda il numero dei morti (punte di 16 vittime al giorno nel mese di luglio del 2014).

Le strade più pericolose di Italia:

Lamiere contorte: il tratto calabrese della Salerno-Reggio Calabria, il più pericoloso d’Italia. Il 75% degli incidenti stradali in Italia si verifica sulle strade dei centri urbani.
Sebbene rimanga la tipologia di strada più interessata, esistono delle diverse caratterizzazioni del fenomeno nelle diverse aree del paese. Gli incidenti stradali in autostrade e raccordi sono più frequenti in Calabria, ad esempio, dove la percentuale dei casi è quasi il doppio della media italiana (9,06% contro il 5,17 di media nazionale).
Allo stesso modo, si rileva una percentuale maggiore di casi di incidenti in strade statali in Molise: un incidente su quattro (24,66% a fronte di una media nazionale del 5,18%) in questa regione avviene su questa tipologia di strada.
Le strade regionali, poi, sono maggiormente interessate dal fenomeno in Friuli Venezia Giulia (9,38% contro 1,69 di media nazionale), mentre in Liguria si registra il picco di incidenti stradali avvenuti in strade urbane, ben l’85,69% dei casi. Cellulari killer: quasi 1 giovane su 2 guida parlando al telefono. Il 44,3% dei giovani ammette di aver utilizzato, con maggiore frequenza, il cellulare alla guida. A seguire il superamento dei limiti di velocità segnalata da ben oltre un terzo del campione intervistato (35,3%).
Gli altri comportamenti sono assunti con meno frequenza pur evidenziando percentuali sicuramente non trascurabili: quasi un giovane su dieci (9,3%) ammette che gli è capitato non di rado di assumere alcol prima di mettersi alla guida, al 7,4% di passare ad un incrocio con il rosso, al 3,5% di aver assunto delle sostanze stupefacenti ed, infine, di fare una gara tra auto o moto con gli amici (1,9%).

Giovani e codice della strada:

Strade vissute: quasi tre giovani su dieci “toccati” dall’esperienza dell’incidente. Il 31,1% dei giovani è stato coinvolto almeno una volta in un incidente, a piedi mentre camminava per strada su un mezzo a due ruote o alla guida di un automobile.
Il fenomeno dell’incidentalità ha interessato, in misura maggiore, i ragazzi (34,2%) delle ragazze (27,9%) e i più adulti tra i 19-25 anni, il 37,6%, a fronte del 18,1% della classe più giovane 15-18 anni.
A livello territoriale si riscontrano percentuali maggiori tra i giovani laziali rispetto ai loro coetanei calabresi, il 35,7% contro il 24,6%. Codice della Strada: quasi l’80% dichiara di non conoscerlo.
Un giovane su tre dichiara di non conoscere affatto il nuovo Codice della Strada, un’altra quota rilevante del campione, il 42,8%, ammette di conoscerlo poco o superficialmente.
Solo il 23,3% del campione, di contro, sostiene di conoscere “discretamente” o “approfonditamente” le novità introdotte nel 2015. Tra i giovani “informati”, i provvedimenti più apprezzati riguardano l’inasprimento delle sanzioni per la guida in stato di ebbrezza per i giovani e per i neopatentati.
La possibilità di trasportare un passeggero sul ciclomotore per i conducenti tra i 16 e i 18 anni, al contrario, è risultato il provvedimento ritenuto più inutile.

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Scritto da

La Vera Cronaca

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