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Pavia: gara di solidarietà per il piccolo Mohamed

Mentre alcuni scagnozzi della Lega Nord distribuiscono vergognosamente sapone agli abitanti di diversi comuni in provincia di Pistoia, in altri luoghi del territorio italiano viene espressa la vera indole e cultura della nostra gente con gesti che non devono passare, in questa fase di speculazione emotiva dovuta alla rincorsa di posti di potere regionali, inosservati. Ci riferiamo, in particolar modo, a quanto sta succedendo in queste ore a Pavia, dove è in atto una gara di solidarietà per tentare di salvare la vita ad un bambino tunisino di 5 anni, di nome Mohamed.
Questi è in attesa, da circa tre anni,di un donatore di midollo a lui compatibile, che gli consenta di effettuare un trapianto riparatore di una malattia genetica rara che l’ha colpito fin dalla nascita e che già ha causato la morte di una sua sorellina ancora in fasce.
Mohamed in questa fase drammatica ha scoperto di non essere solo perchè il cuore di moltissimi italiani sta battendo in modo solidale insieme al suo. Sta ricevendo infatti manifestazioni di affetto e di calore da parte di moltissimi cittadini, sia italiani che stranieri, a dimostrazione che il nostro ancora non è quel Paese preda di ingiustizie e barbarie che vorrebbero farlo diventare i leghisti.

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Tutti insieme per salvare Mohamed:

Dal 2007, per salvare Mohamed, si sono attivati in molti ed inoltre sono state portate avanti delle ricerche, diramate per mezzo del registro internazionale dell’èquipe di Oncoematologia pediatrica dell’ ospedale San Matteo, che però, purtroppo, ancora non hanno prodotto i frutti sperati.
Le persone, infatti, che finora si sono presentate all’appello, tra cui alcuni suoi connazionali, non si sono rivelate compatibili. L’ufficio relazioni esterne del San Matteo sta continuando a ricevere varie telefonate da parte di cittadini che hanno preso il caso molto a cuore.
A Pavia non si ha timore di avere contatti fisici con gli immigrati, per cui l’idea leghista di distribuire alla gente sapone si rivelerebbe certamente un fallimento. Anzi: c’è chi ha addirittura offerto delle somme  in denaro per il padre, Sami, 53 anni, che malgrado possegga una buona istruzione e conosca 4 lingue non riesce purtroppo a trovare un lavoro che gli permetta di vivere dignitosamente. 
Non manca, nel contesto di questa storia, chi si è informato su come diventare donatore e neppure  chi ha messo a disposizione un paio di stanze della propria casa per ospitare la famiglia tunisina – marito, moglie e due figli – che attualmente viene seguita e sostenuta per affrontare i vari costi del caso in oggetto dall’Agal,  l’associazione amici del bambino leucemico. 
Insomma, i fatti di Pavia sembrano dar ragione al grande Thoreau che affrmava che ” la bontà è l’unico investimento che non fallisce mai “.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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