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Crisi: sempre più italiani si rivolgono alla Caritas

Con la crisi economica in atto da tempo e che non accenna a diminuire sono sempre più gli italiani che si rivolgono ai servizi della Caritas: si tratta soprattutto di casalinghe, pensionati ed anziani ovvero categorie deboli che si trovano senza un paracadute sociale.
Sono questi i dati forniti nelle scorse ore dal Rapporto povertà 2012 della Caritas Italiana; dati che certificano una deriva sociale che non accenna ad attenuarsi. Nello specifico si prendono ad esame gli ultimi tre anni, vale a dire quelli nei quali la crisi ha influito maggiormente sulle tasche degli italiani.
Ebbene, in questa fascia di tempo si è assistito ad una vera e propria impennata di richieste alla Caritas da parte di cittadini italiani. Richieste che, come detto, riguardano soprattutto casalinghe (+177,8%), pensionati (+65,6%)ed anziani (+51,3%); un forte incremento della componente demografica in età avanzata.
Per carità, niente di particolarmente nuovo o inaspettato: con il nostro giornale in passato (quasi tre anni fa), avevamo girato alcune Caritas della città di Roma dando notizia di questo fatto. Da quella nostra inchiesta era emerso come fosse in atto un vero e proprio boom di cittadini italiani che, attanagliati dalla crisi, si rivolgevano con frequenza sempre maggiore alle strutture della Caritas (Una mattina alla mensa della Caritas).
E, in base a quanto  emerso da quei nostri sopralluoghi, le persone che si rivolgevano a questi servizi erano, talvolta, anche cittadini di età più o meno avanzata che fino ad allora avevano condotto una vita alquanto tranquilla. Cittadini diversi e con storie diverse ma accomunati da un forte disagio sociale.

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Aumentano gli italiani alle mense e nei dormitori:

Tornando al rapporto povertà 2012, in generale si è assistito ad un’impennata degli italiani che si sono rivolti ai centri Caritas: guardando i dati riferiti agli ultimi 3 anni, orami si parla del 33%, mentre gli stranieri sono ancora in netto vantaggio (circa il 70%).
Detto già dell’ aumento di alcune fasce deboli della popolazione (anziani, casalinghe), da segnalare anche l’incremento di utenti con figli minori conviventi (+52,9%); in generale i fruitori dei servizi Caritas sono prevalentemente donne (53,4%), soggetti coniugati (49,9), persone con domicilio (83,2%).
Quest’ultimo dato non deve sorprendere più di tanto: negli ultimi anni si sta infatti assistendo ad una sorta di ‘normalizzazione’ di quelli che sono alcuni servizi di supporto sociale, quale la Caritas, rispetto al passato quando erano considerati appannaggio esclusivo di determinate categorie borderline (barboni, extracomunitari ecc…).
Oggi come oggi questa differenza va sempre più attenuandosi e può capitare di vedere inclusi tra i fruitori dei servizi della Caritas anche persone insospettabili: a supporto di questa tesi, altri dati forniti sempre dal rapporto stesso: si tratta della diminuzione di persone disoccupate (-16,2%) e ancor più di analfabeti (-58,2%) che fruiscono dei servizi; dati che confermano questa deriva di normalizzazione sociale dei servizi della Caritas mettendo in risalto una volta di più come tra i fruitori non si trovino necessariamente solo cittadini ai limiti della società.

 

Servizi contro la povertà:

Altri dati interessanti estrapolati dal Rapporto povertà 2012 parlano di circa 5.000 attività di contrasto alla povertà in totale sul territorio italiano: i servizi attivi nella distribuzione di beni sono 3.583; le mense sono 449 e nel 30% dei casi gestite dalle parrocchie. Al riguardo, dalla Chiesa arrivano oltre 6 milioni di pasti distribuiti ogni anno
Per quel che riguarda i bisogni di chi si rivolge alla Caritas, tra questi vi sono soprattutto cibo, vestiario, materiale sanitario, biglietti per viaggi, buoni pasto, servizi di igiene personale, mensa. Rispetto agli stranieri gli italiani chiedono maggiormente sussidi economici.
Ultimo dato interessante che segnaliamo sull’argomento arriva da una ricerca sulla condizione delle persone che vivono in povertà estrema condotta dall’ Istat in convenzione con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Federazione degli organismi per le persone senza dimora (fio.PSD) e la Caritas: secondo questa ricerca, le persone senza dimora in Italia sono attualmente 47.648 (lo 0,2% della popolazione). Nei primi sei mesi del 2012 sono inoltre aumentati del 44% gli interventi per fornire beni materiali per la sopravvivenza.
Numeri che testimoniano ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogna, la grave condizione di degrado sociale che stiamo attraversando.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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