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Legalizzazione Cannabis: cosa prevede la proposta di legge?

Si chiama “Norme per la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati” la proposta di legge bipartisan firmata da 218 parlamentari appartenenti all’ intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis.
Un organismo bipartitico nato di recente per trovare una soluzione definitiva all’annosa questione della cannabis e della sua regolarizzazione partendo anche da quelli che sono i troppi reati legati alle droghe leggere in Italia. Un proposta firmata da tutti i gruppi parlamentari ad esclusione della Lega e che parte dal fatto che l’azione repressiva messa in atto fino qui ha fallito.
Proprio analizzando i dati sui molteplici reati che continuano a susseguirsi, si è arrivati a prendere atto dell’esigenza di cambiare. Una proposta di legge dell’intergruppo presieduto dal parlamentare Benedetto Della Vedova che andrebbe a modificare diversi aspetti della normativa attuale di riferimento.
La legge, ovvero la nota legge Fini-Giovanardi in vigore dal 2006, era stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale nel febbraio 2014; incostituzionale, e il punto critico era la famosa equiparazione di droghe leggere e pesanti. Ecco allora l’esigenza di trovare nuove strade in materia di cannabis e droghe leggere.

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I punti della nuova legge

La proposta di legge presentata dall’intergruppo parlamentare per la liberalizzazione della cannabis va a modificare diversi aspetti. Vediamo nello specifico:

  • Viene introdotto il principio di detenzione lecita di un certo quantitativo di sostanza. Si parla di 5 grammi che possono arrivare fino a 15 in caso di possesso in privato domicilio. Si parla di possesso personale, lo spaccio anche di piccole quantità resta perseguibile.

  • Novità anche in materia di cannabis terapeutica: anche qui si consente il possesso di un quantitativo pari a quanto prescritto dal medico pure se questo quantitativo eccede la soglia prevista per l’uso ricreativo di cui sopra.

  • Via libera all’autocoltivazione di piante di cannabis. Anche qui fino a un massimo di 5 piantine di sesso femminile, ovvero derivate dall’utilizzo di semi di canapa femminizzati. La detenzione del prodotto nato da quanto coltivato è consentita. La coltivazione potrà avvenire solo dopo invio di comunicazione all’ ufficio dei Monopoli territoriale.
  • In materia di coltivazione in forma associata, sarà necessaria la costituzione di associazioni senza finalità lucrativa sul modello dei cannabis social club spagnoli, che avevamo descritto in un accurato reportage effettuato nel Maggio 2015 presso i cannabis social club di Barcellona. Si potranno associare solo persone maggiorenni e residenti in Italia e ogni associato potrà coltivare fino ad un massimo di 5 piantine.

Coltivazione e utilizzo personale:

  • Per la coltivazione sarà istituito un apposito registro con soggetti autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Si parla anche di soggettiBedrocan farmaco cannabis privati. Per queste attività soggette a monopolio, si dovrà sottostare a regole specifiche come tracciabilità del processo produttivo; autorizzazione per la vendita al dettaglio solo a determinate tipologie di attività; divieto di esportare o importare piante di cannabis e prodotti derivati ecc…

  • Per l’utilizzo personale, sarà sempre vietato fumare in luoghi pubblici. Sarà possibile fumare esclusivamente in appositi spazi privati.

  • Previste norme per facilitare l’utilizzo curativo della cannabis. Ad oggi l’ iter per accedere alle cure con farmaci a base di cannabis è lungo e tortuoso. Sono previsti cambiamenti dell’attuale impianto normativo per semplificare la burocrazia legata all’accesso al farmaco.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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