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Guida al Certificato energetico per la casa

Il certificato energetico per la casa, noto anche con l’abbreviazione ACE, è un documento ufficiale, rilasciato da un ente certificatore riconosciuto, che descrive le caratteristiche energetiche di un immobile e, quindi, che attesta l’effettiva classe di consumo di un edificio. A rilasciarlo è un ente certificatore riconosciuto, a livello regionale o locale, che deve essere estraneo alla proprietà, progettazione o edificazione dell’immobile in questione.
L’ ente incarica un tecnico di compiere un sopralluogo per verificare come l’edificio è stato costruito dal punto di vista dell’isolamento termico e del risparmio energetico e lo colloca in una scala di efficienza che va da G, per gli edifici meno efficienti, ad A, per quelli più efficienti.
Oggi, il certificato energetico per la casa acquista un’importanza fondamentale, poiché non solo informa sui consumi di un appartamento ma, anche, influisce sull’effettivo valore degli edifici, aumentandolo in presenza di immobili ad alto risparmio energetico.
Farsi redigere il certificato energetico per la casa, inoltre, è consigliato per poter accedere alle detrazioni del 65% sul reddito Irpef e poter ricevere gli incentivi statali erogati dal GSE in riferimento all’energia prodotta da impianti fotovoltaici installati sugli edifici.

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Cosa dice la legge:

Alla luce di questi vantaggi, già a partire dal 2013, la legge italiana, in attuazione di una direttiva europea, ha sancito l’obbligatorietà del certificato energetico per la casa:

  1. per i contratti di locazione, al fine di consentire all’affittuario di prendere coscienza sull’effettivo consumo energetico della casa;

  2. per i contratti di compravendita e trasferimenti a titolo oneroso, come ad esempio la permuta. In questo caso, infatti, il certificato energetico per la casa dovrà essere allegato al contratto di vendita, pena una sanzione a carico del proprietario, variabile tra i 3.000€ ed i 18.000€.

Certificato energetico nelle compravendite: obblighi ed esoneri

Sempre in riferimento alla compravendita di un immobile, il decreto legge 145 art. 1 comma 7, del 23/12/2013, stabilisce che all’interno del contratto di compravendita debba essere apposta una clausola con cui l’acquirente dichiari di avere ricevuto tutte le informazioni e la documentazione, comprensiva del certificato energetico per la casa:certificato-energetico casa

  • per le donazioni e trasferimenti a titolo gratuito;
  • al momento della pubblicazione di un annuncio di vendita o affitto di un immobile, quindi, inserendo nello stesso annuncio gli indici di prestazione energetica;
  • nei casi di nuova costruzione di un immobile e ristrutturazioni che interessino più del 25% dell’intero edificio;
  • per tutti gli edifici pubblici che vantino una superficie maggiore di 500 mq.

La normativa del D. Lgs 192/2005, contenuta nel suo art.3 comma 3, espressamente esonera dall’obbligo di redigere il certificato energetico per la casa: tutti gli edifici agricoli e rurali, non residenziali, purché sprovvisti di impianti di climatizzazione; gli edifici adibiti a luogo di culto; i ruderi, se così dichiarati nell’atto notarile; tutti gli edifici industriali e artigianali, qualora i relativi ambienti siano riscaldati solo per esigenze proprie del processo produttivo, oppure quando la climatizzazione sia stata ricavata utilizzando reflui energetici del processo produttivo; box e cantine.

Dove richiedere il certificato energetico e relativi costi:

Per il rilascio del certificato energetico per la casa occorrono da qualche giorno fino a due settimane circa. Infatti, il rilascio è subordinato al compimento di calcoli, realizzazione di disegni e sopralluoghi, che possono richiedere un pò di tempo.costi-certificato-energetic
Subito dopo aver ricevuto la richiesta del rilascio dell’attestato, gli enti certificatori autorizzati si avvalgono della collaborazione di un tecnico, che può essere un architetto, un geometra o un ingegnere.
Si procede ad effettuare una attenta analisi energetica dell’immobile, valutando le caratteristiche delle murature e degli infissi.
Si passa a valutare i consumi in generale della casa, prestando attenzione alla produzione di acqua calda, al riscaldamento degli ambienti, all’impianto, ed alla presenza di sistemi di produzione di energia rinnovabile, come gli impianti fotovoltaici.
Reperiti i dati il certificatore provvede a compilare il documento in cui annota le caratteristiche energetiche dell’immobile. Quanto al suo costo, infine, questo è interamente a carico del richiedente ed oscilla da un minimo di 150€ ad un massimo di 300€.

Pubblicato in Focus

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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