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Olio di oliva extravergine e frodi

Un’inchiesta giudiziaria che ha portato alla luce una frode colossale. Nelle ultime ore l’olio extravergine è stato al centro dell’attenzione per diverse questioni.
È iniziato tutto con un’inchiesta della Procura di Torino guidata dal pubblico ministero Raffaele Guariniello. L’inchiesta ha scoperchiato una truffa ai danni dei consumatori. In sintesi, talvolta viene venduto come extravergine olio che in realtà non lo è.
La scoperta nasce a seguito di un lavoro portato avanti nel tempo dai Carabinieri dei Nas che hanno prelevato diversi campioni prima di giungere a questa conclusione dopo che i laboratori dell’Agenzia delle Dogane li hanno analizzati. In alcuni casi l’olio è di categoria inferiore rispetto a quella pubblicizzata ma viene venduto al prezzo dell’extravergine.
Questa la triste scoperta che ha portato il magistrato torinese a indagare per tutela del consumatore e del marchio made in Italy. Lo stesso magistrato Guariniello ha quindi iscritto nella lista degli indagati i responsabili legali di 7 aziende ritenute attive in questa truffa: si parla di Carapelli, Santa Sabina, Bertolli, Coricelli, Sasso, Primadonna (nella versione confezionata per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin).

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Come evitare frodi sull’extravergine:

Nel frattempo l’inchiesta procede e i Nas stanno ora indagando per scoprire la provenienza delle olive. A seguito di questo episodio la Coldiretti, che già aveva denunciato il rischio frodi dovuto al record di importazioni dall’estero, nell’anno 2014, di olio, ha provveduto a mettere in guardia i consumatori dettando alcune linee guida.
Secondo l’Organizzazione degli Imprenditori Agricoli un buon olio extravergine non può costare sotto i 6-7 euro. Se la cifra è inferiore, può scattare il campanello d’allarme. L’extravergine è un prodotto di eccellenza del made in Italy che deve rispettare determinati parametri chimici per avere questo riconoscimento.
Deve anche superare il noto ‘panel test’ relativo alle proprietà organolettiche. In sostanza deve avere proprietà ben precise dal punto di vista qualitativo e proprio per questo il suo prezzo non può essere al di sotto di una certa soglia.

Annata di produzione e denominazione Dop:

Un altro consiglio della Coldiretti è quello di guardare sempre la scadenza dando la preferenza a prodotti nuovi in riferimento all’annata di produzione. Così come è importante privilegiare prodotti a denominazione di origine Dop ottenuti al 100% da olive italiane.
Il tutto per evitare truffe come quella emersa se è vero che, coma la stessa Coldiretti ha riportato, “l’olio d’oliva viene spacciato per l’olio extravergine d’oliva e l’olio di sansa passa per olio d’oliva. Servono i controlli per la valutazione organolettica del prodotto che consentirebbero di distinguere e classificare gli oli extravergini d’oliva individuandone le caratteristiche mentre bisogna fissare le sanzioni per il mancato uso obbligatorio dei tappi antirabbocco nella ristorazione dove continuiamo a trovare le vecchie oliere indifferenziate.”

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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