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Italia: il natale in tempo di crisi

Saranno feste all’insegna del risparmio e dell’austerità e non c’è tanto da stupirsi visti i tempi che corrono. All’interno del vasto circuito consumistico che ruota attorno al Natale, il settore più colpito sembrerebbe quello turistico.
A rivelarlo è uno studio di Trademark Italia secondo cui solo 1 italiano su 5 trascorrerà quest’anno almeno una notte fuori casa. In generale, infatti, il 2011 ha registrato una decisa frenata dei passeggeri negli aeroporti e delle presenze turistiche negli alberghi e al mare (fatta eccezione per le localita’ piu’ rinomate della montagna, come le Dolomiti, e le citta’ d’arte come Roma, Firenze e Venezia, che contano ancora un elevato numero di presenze). 
Ad ogni modo lo stallo turistico c’è eccome e a dimostrarlo con più evidenza sono molteplici fattori: il calo dei viaggi internazionali, il crollo cioè delle destinazioni tropicali (Mar Rosso, Nord Africa, Caraibi e Sudamerica), la flessione della montagna a Capodanno, la contrazione della spesa media pro-capite e, infine, l’impennata dei costi per il week end dell’ultimo dell’anno.

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Budget limitato: niente viaggi

Quest’anno, dunque, l’ 85% degli italiani rimarrà a casa e di questi ben 6 su 10 ammettono di farlo per motivi economici. Anche secondo l’Osservatorio Turistico della Montagna le presenze nel 2011-2012 faranno segnare un calo dell’1,7% su base annua, con un contestuale aumento del 2% dei prezzi degli alberghi e del 3% degli skipass.
Gli italiani si ritrovano quindi a fare i conti con budget sempre più stretti. Gli stipendi infatti non crescono, rimangono al palo mentre i prezzi continuano la loro corsa. In altre parole il potere d’acquisto si assottiglia, perdendo pezzi di mese in mese.
L’Istat, infatti, certifica per novembre retribuzioni ferme rispetto ad ottobre e in aumento solo dell’1,5% a confronto con lo scorso anno. L’immobilità degli stipendi è proprio ciò che più preoccupa in questo momento le famiglie italiane, angosciate per le condizioni generali dell’economia e, in particolare, per le aspettative negative sulle possibilità di risparmio, con i timori di prezzi in crescita.
E mentre i politici pensano vergognosamente a salvare i loro vitalizi, i campanelli che i comuni cittadini sentiranno suonare di più durante queste feste sono quelli “d’allarme”.  Ma alla casta pare non ne arrivi nemmeno l’eco.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

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