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Burocrazia: un piano di interventi per combatterla

Burocrazia in Italia

La burocrazia in Italia: basta solo questa parola per far rabbrividire chiunque viva nel nostro paese o ne abbia avuto a che fare in qualche modo. Un termine il cui significato è da ricercarsi nel francese bureau, che significa ‘ufficio’, e nel greco kratòs, ovvero ‘potere’: capire cosa voglia dire la parola burocrazia risulta a questo punto più semplice.
L’enciclopedia Treccani parla di “insieme di apparati e di persone al quale è affidata, a diversi livelli, l’amministrazione di uno Stato o anche di enti non statali”. Si parla quindi dell’ insieme degli apparati pubblici, la cosiddetta macchina statale che, in Italia, è terribilmente complessa e variegata. E rende difficile qualunque cosa.
La burocrazia si pone come un argine tanto per chi vuole fare impresa, siano piccole o grandi aziende, quanto per chi ha bisogno, a vario titolo, del supporto dello Stato: valga ad esempio la lunga trafila cui si deve sottoporre chiunque debba rivolgersi a un ufficio pubblico per pagamento tasse, richiesta di permessi vari o autorizzazioni, concessioni, pensioni o assegni di invalidità ecc….
In sostanza, un pachiderma da cui si deve passare per forza e che assorbe una marea di risorse: si parla addirittura di 2 punti del Pil, circa 30 miliardi di euro, che siamo costretti a spendere per dialogare con lo stato. Una cifra spropositata.

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Il piano antiburocrazia

È allo studio in queste ore un piano antiburocrazia per tentare di alleviare sofferenze e facilitare la vita dei cittadini; se ne parla da decenni per la verità, ma non si è mai riusciti a fare qualcosa di concreto per rendere più efficiente il meccanismo statale.
In queste ore si sta parlando di un pacchetto di misure e provvedimenti tesi a sburocratizzare lo Stato: un piano di interventi per la semplificazione da effettuarsi entro 3 anni e distribuiti in cinque distinte aree di intervento.
Agenda per la Semplificazione, questo il nome del piano che, nel concreto, non è un decreto legge o similare ma un progetto per dare battaglia alla lunga e tortuosa burocrazia italiana. Vari campi di applicazione come detto, e tempi di intervento che vanno da qui al 2017. Vediamo nello specifico di cosa si occuperà questa Agenda per la Semplificazione.

 

Impresa, edilizia e tecnologia:

Tra i settori che si vogliono aggredire per tentare duna semplificazione burocratica vi è quello dell’ impresa, che presenta una situazione piuttosto ingarbugliata e nota a livello internazionale; chiunque voglia fare impresa in Italia va incontro, ad oggi, a una lunghissima trafila burocratica e ad un iter infinito fatto di richieste di permessi, attese, oneri vari da sostenere, tasse e tributi infiniti.
Come si dice spesso in questi casi, si finisce per scoraggiare l’imprenditore che voglia investire in Italia. Le misure pensate riguarderebbero essenzialmente la riduzione dei troppi adempimenti burocratici per chi fa impresa andando ad abbattere tempi e costi per ottenere i vari permessi. Il tutto tramite controlli coordinati dei vari enti pubblici coinvolti e autorizzazioni certe.
Altro campo di intervento è quello dell’edilizia: anche qui si rendono indispensabili moduli unici per i vari tipi di intervento così come regolamenti uniformati in tutta Italia. Obiettivo, semplificare la vita di chi deve fare richiesta al Comune di competenza per piccoli interventi edilizi all’interno della propria casa. Oltre a questo si attende, con ben altre tempistiche in programma, la nascita del Regolamento Unico per l’Edilizia per tutti gli 8.000 comuni italiani per semplificare il settore costruzioni.
Vi è poi l’aspetto relativo alla tecnologia, che prevede l’introduzione del cosiddetto Pin unico per l’accesso a tutti i siti della Pubblica Amministrazione e per poter dialogare con regioni, comuni ecc.. si parla poi dell’introduzione del bollo online e della nascita, entro il 2016, di siti pubblici dove dovranno essere inserite tutte le informazioni utili ai cittadini.

 

Semplificazioni su fisco e welfare:

Vi sono poi altre due voci piuttosto consistenti in materia di burocrazia e lungaggini; si parla di fisco e welfare. Per quanto riguarda il fisco, si punta prima di tutto all’introduzione della tanto sbandierata tassa unica sulla casa per semplificare il calcolo delle imposte che, ad oggi, prevede le varie Imu, Tasi, Tare, Trise e chi più ne ha più ne metta. semplificazioni
Prevista poi la possibilità di presentazione telematica della dichiarazione di successione, riducendo così oneri a carico del contribuente e tempistiche, e di favorire dialogo digitale e scambi di informazioni via telematica tra contribuenti e fisco. Entro il 2015 dovrebbe inoltre prendere il via la novità relativa all’ invio da parte del fisco del 730 già compilato.
Ultimo capitolo, quello relativo al welfare: qui le novità che emergono maggiormente sono quelle che riguardano le richieste di invalidità civile e l’ accesso da casa, tramite pc, ai referti ospedalieri.
Per quanto riguarda la prima voce, le semplificazioni per certificati vari, permessi, congedi e quant’altro altro relativo alla burocrazia degli invalidi civili è un passo che si sta aspettando da anni. Come d’altra parte tutti i cambiamenti che questa pianificazione di semplificazioni potrebbe portare; chissà se finalmente sarà la volta buona.

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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