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Nel blu dipinto di blu: l’autismo, un problema in aumento

È chiamata la malattia silenziosa. Colpisce ogni anno sempre più bambini e se in passato diagnosticarla era difficile oggi, con le nuove tecnologie in campo medico, non lo è più.
In Italia l’autismo colpisce prevalentemente i maschi rispetto alle femmine, in rapporto di cinque a uno. Il termine autismo fu identificato dallo psichiatra Leo Kanner che nel 1943 fu il primo a parlare di una sindrome specifica e difficile da riconoscere.
Proprio per la complessità e la gravità della malattia, si parla oggi di disturbi dello spettro autistico. Nella sindrome di Asperger è intaccato solo il comportamento sociale del bambino che può non presentare alcun ritardo cognitivo evidente nella prima infanzia.
Il quoziente intellettivo è nella norma, ma sono deficitarie le aree della comunicazione e della relazione, sebbene sia presente una capacità di adattamento (deficitaria nell’autismo) che rende difficile farne una precisa diagnosi.

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La sindrome dello spettro autistico:

Il 2 aprile è la giornata mondiale dell’autismo e tutto si tinge di blu. Ma che cosa è la sindrome dello spettro autistico? L’autismo è una malattia comportamentale associata a un disturbo dello sviluppo del cervello con esordio nei primi tre anni di vita del bambino.
I sintomi riguardano inizialmente difficoltà di linguaggio, di comunicazione e anche un difficile contatto emotivo dei bambini sia nei confronti dei genitori sia dei coetanei.
Le sfumature ovviamente possono cambiare da bambino a bambino anche in base alla gravità della malattia. Le cause dell’autismo sono tutt’oggi sconosciute.
Si tratta di una malattia a genesi multifattoriale che può essere associata a condizioni cliniche diverse. Molto importante nella vita di un bambino autistico è il rapporto con i genitori e il loro approccio nei confronti del problema.
Proprio per questo sono nate in Italia diverse onlus allo scopo di aiutare le famiglie con percorsi terapeutici e di sostegno per comprendere i bisogni e le esigenze del bambino.

Vaccinazioni in età pediatrica e autismo:

Nonostante le ripetute smentite da parte della comunità scientifica, da anni continuano a circolare voci sull’ipotesi che lo sviluppo dell’autismo sia stato aiutato anche da alcune vaccinazioni in età pediatrica dei bambini.
L’attore americano Robert De Niro, cofondatore del Tribeca Film Festival di New York, con un figlio diciottenne affetto da autismo, pochi giorni fa ha deciso di ritirare il film che fa luce sul presunto legame tra vaccini e autismo. “Vaxxed: from cover up to catastrophy” non è stato più proiettato dopo incessanti polemiche.
Il film espone la teoria dell’ex gastroenterologo Andrew Wakefield che nel 1998 diffuse una vera e propria psicosi tra i genitori di bambini autistici, sostenendo di aver individuato nel vaccino polivalente Mpr contro morbillo, Rosolia e parotite, un possibile legame con l’autismo.
Ovviamente la tesi non è stata sposata dalla Big Pharma che ha sostenuto come il professore fosse stato radiato dall’Albo dei Medici visti i falsi risultati della ricerca.

In moto negli Usa con il figlio autistico:

Ma la storia dell’autismo e della voglia di abbattere i muri ce la racconta Franco Antonello, che con il figlio autistico di diciotto anni, Andrea, ha intrapreso un viaggio in moto negli Stati Uniti.
Una storia raccontata nel libro “Se ti abbraccio non aver paura” nel 2012 seguito un anno dopo da “Sono graditi visi sorridenti” in cui il padre di Andrea parla della sua vita prima e dopo aver saputo della malattia del figlio all’età di tre anni. Della dura battaglia per fargli avere una vita il più possibile normale e aiutarlo a esprimere i suoi sentimenti, cosa più difficile per un ragazzo autistico.
Ecco perché il padre ha messo tutto da parte per dedicarsi solo a lui. Oggi Franco Antonello ha fondato una onlus “I bambini delle fate” per aiutare quelle famiglie che ne hanno bisogno e promuovere progetti di assistenza. Questa è la loro pagina facebook: https://www.facebook.com/Franco.Andrea.Antonello/

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Diletta Della Rocca

Calabrese, testarda e con la passione per il giornalismo.

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