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Consultazioni per formare Governo: qual è l’iter

L’articolo 92 della Costituzione Italiana specifica e chiarisce le modalità per la formazione di un nuovo Governo. In particolare, l’articolo suddetto ricorda come spetti al Presidente della Repubblica dare mandato ad un esponente politico oppure della società civile, quindi non necessariamente eletto in Parlamento, per dare vita ad un nuovo Esecutivo.
Il mandato viene deciso dal Presidente della Repubblica dopo aver incontrato tutte le forze politiche presenti in Parlamento durante le cosiddette Consultazioni. In pratica, vengono fissati incontri con i rappresentati dei Gruppi Parlamentari per capire le loro posizioni e le loro considerazioni sull’attuale momento politico.

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Consultazioni: prassi consolidata e non obbligo

È importante sottolineare come le Consultazioni non siano obbligatorie tant’è che non vi è alcun articolo della Costituzione in cui se ne fa cenno, bensì rappresentino una prassi ormai consolidata (si parla di galateo istituzionale) attraverso la quale il Capo dello Stato può avere una fotografia fedele degli ‘umori’ presenti nello stesso Parlamento.
Da rimarcare come le Consultazioni si rendono necessarie non solo dopo l’esito delle elezioni politiche ma anche in virtù di una crisi del Governo che potrebbe dar vita ad un cosiddetto ‘rimpasto’ (all’interno della stessa maggioranza viene deciso un cambiamento alla guida del paese) oppure alla formazione di una nuova maggioranza.

Come avviene l’iter delle consultazioni

Dunque, l’iter delle consultazioni prende il via rispettando un calendario ben definito nel quale vengono fissati data e orario di incontro per ogni singolo gruppo parlamentare. La prassi vuole che il Capo dello Stato incontri per primi il Presidente del Senato, il Presidente della Camera e quindi gli ex Presidenti della Repubblica. Quindi si procede con i vari gruppi parlamentari.
Solitamente si parte dal gruppo meno numeroso fino ad arrivare a quello più numeroso in Parlamento. Durante questi incontri i rappresentanti dei vari Gruppi informano il Presidente della Repubblica delle rispettive posizioni rispetto alla formazione di possibili Esecutivi.
È prassi consolidata, inoltre, che al termine di ogni consultazione, ogni gruppo tenga una breve conferenza stampa in cui andrà a ribadire pubblicamente quelle che sono le proprie posizioni.

Le consultazioni del Presidente della Repubblica per formare un Governo

Al termine di tutte consultazioni, in genere, anche il Presidente della Repubblica incontra i media facendo un rapido riassunto di quanto accaduto indicando, a volte, eventuali tempistiche relative alla nascita del Governo.
Può accadere che dalle Consultazioni, non emerga una maggioranza chiara (50% + 1 degli eletti sia alla Camera che al Senato) per cui il Presidente in base alle proprie convinzioni e nel rispetto del parere del Popolo Italiano (risultati elezioni politiche), possa affidare ad un esponente politico un cosiddetto incarico esplorativo.
In pratica il Presidente della Repubblica concede un determinato lasso di tempo durante il quale il potenziale Presidente del Consiglio dei Ministri sarà chiamato a formare una maggioranza parlamentare in grado di Governare.

Cosa succede se dalle Consultazioni non esce una maggioranza

Terminato il tempo utile, il potenziale Presidente del Consiglio incontra nuovamente il Presidente della Repubblica per metterlo a conoscenza di quanto accaduto: se il potenziale Presidente del Consiglio è riuscito a mettere insieme una maggioranza allora l’incarico sarà ufficiale, mentre in caso contrario si darà il via ad una seconda fase di Consultazioni.
In questi passaggi istituzionali, ha grande rilevanza il fattore tempo, in quanto con il passare delle settimane le principali forze politiche per il bene del Paese potrebbero anche trovare un congruo accordo per un Governo di larghe intese. Naturalmente, questa è soltanto una delle possibili soluzioni (Governo di scopo, Governo del Presidente, Governo Tecnico, nuove elezioni).

L’incarico del Presidente a formare un nuovo Governo

Se invece dalle Consultazioni dovesse uscire fuori una maggioranza chiara con un candidato ben preciso al ruolo di Presidente del Consiglio, allora il Capo dello Stato, in questo caso Sergio Mattarella, lo incaricherà di formare il Governo.
La prassi vuole che l’incaricato accetti con riserva per un breve giro di consultazioni con tutte le forze politiche, e quindi si ripresenti dal Presidente della Repubblica per sciogliere positivamente o negativamente la riserva.
In caso positivo, l’incaricato dovrà mettersi a lavoro per comporre la sua squadra di Governo (Ministri, vice Ministri e Sottosegretari). Gli ultimi passaggi, sono rappresentati dal giuramento alla presenza del Presidente della Repubblica e quindi della cosiddetta Fiducia in Parlamento.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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