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Tutto è interconnesso e il denaro non dorme mai

Un brillante ricercatore americano, esperto di comunicazione integrata e strategie applicate al business, Steve G. Jones, ha definito così l’imprenditore del futuro (già presente): “olistico”. Tutto è integrato, interconnesso e appunto chiamato a diventare un tutto, come esprime l’aggettivo qualificativo “olistico”.
Ci siamo, questa è la realtà contemporanea, apparentemente senza forma specifica, di fatto delineata sufficientemente bene nei tratti qualificanti. Uno di questi tratti è di fronte a noi, con brutale evidenza: cash is the king. Il denaro cash, pronto, in contanti, disponibile, fa la differenza, oggi assai più di ieri. E’ finita l’epoca del “pagherò” e i Paesi e le valute fondate su debiti sovrani stratosferici sono ufficialmente avvisate.
Di qui l’importanza del forex, soprattutto oggi, perché questo mercato è paurosamente liquido, il più liquido e gonfio di cash che ci sia in circolazione, e il proliferare degli investimenti nel trading online.

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L’Italia scompare dai paesi forti e la borsa va giù:

Infatti – ecco il primo esempio – l’Italia è scomparsa. La Borsa di Milano gioca al ribasso, gli stocks dominano, ma non incidono più di tanto. La grandezza del mercato mondiale, integrato come il salotto di casa nostra con l’open space che introduce in essa, sta schiacciando un non-Paese come il nostro, con un sistema bancario solido ma statico, che ha in pancia spazzatura da smerciare, privo di guida politica, una società impaurita, zero classe dirigente (caso mai “digerente”). Attenzione, qui c’è un paradosso non banale: il trend è rialzista a Milano, ma l’Italia è sparita.
E sul mercato mondiale integrato si vince col cash in mano, ossia con i Paesi forti, punto e a capo. Ecco perché la Cina sta mettendo tutti in riga e la Federal Reserve sta per fare uno dei più giganteschi errori dai tempi della prima Grande Crisi del 1929: alzare i tassi.

L’ attitudine provinciale italiana:

In risposta al deragliamento della Cina, che apporta invece uno squilibrio fisiologico assai salutare agli stocks e perfino a un indice come il Dax, che viaggia non male, tiene botta e usa la ristrutturazione cinese per fare cassa. Perché è possibile ciò?forex
Innanzitutto perché – secondo esempio – le aziende forti assemblate nell’indice Dax sono mondiali, hanno fatturati da capogiro e cash, tanto cash. Mercato interconnesso, cash dominante: ecco l’equazione. Qui si gioca col “pezzo” in mano, non sulle carte.
Infine, terzo esempio, il Far East, l’Asia, la regione più interessante e naturalmente, secondo la più rigida attitudine provinciale italiota, pressoché ignorati nel dettaglio. Vediamone uno, in particolare: quale mercato ha retto, e bene, all’urto della fuoriuscita di cash dalle casse cinesi? Uno, ignorato dai più: Manila.

L’Italia fuori dal grande giro internazionale:

Un grande giornale come Philippine Daily Inquirer documenta, giorno dopo giorno, questa realtà. Il Corriere della Sera e il Sole24ore tacciono, gonfi di nullismo provincialotto.
Negli States stanno iniziando a valutare la cosa, ma brucia molto il crollo dell’impero, perché la Cina ha pagato fino a ieri i debiti americani e oggi, col ritorno dell’operazione, i conti non tornano. E, mentre questi cosiddetti giganti si fanno la pelle, e l’Italia scompare dal gioco internazionale, le Filippine si candidano a diventare, nei prossimo dieci anni, secondo gli analisti più all’avanguardia del globo, la prossime tigre asiatica. Tra dieci anni se ne riparlerà.
L’ultimo esempio ci racconta, così, una grande verità: oggi sul mercato mondiale interconnesso vince chi tiene e, per tenere, devi avere una cosa che in Italia ha fatto la fortuna del Belpaese, quando era tale: la domanda interna.

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L’importanza della domanda interna:

Nelle Filippine c’è un’enorme domanda interna, un consumo di beni e servizi che fa paura, un ottimismo diffuso perfino in coloro che hanno perso il lavoro, e una stabilità politica in grado di favorire e facilitare la tenuta e addirittura la crescita degli stocks, la parte più importante di quel mercato.
Tutto è interconnesso, dunque, e tutto è, nel contempo, regionale. Non è una contraddizione incomponibile, al contrario, è il tema dei frattali, ma su questo ci diffonderemo in un’altra occasione, dopo la prossima castroneria da parte della Fed, l’impero che fu e che mai più sarà.

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Nato a Grosseto e laureatosi in filosofia all' Università di Pisa, ha studiato teologia e si è dedicato alla scrittura a 360 gradi. Al suo attivo anche diversi libri pubblicati e collaborazioni con molte realtà editoriali.

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