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Second Hand Economy: gli italiani ricorrono all’usato

Acquistare oggetti usati o di seconda mano, che dir si voglia, sta diventando una tendenza sempre più praticata dagli italiani; che l’aumento del fenomeno sia da accostare al conseguente aumento della crisi economica sarebbe forse banale dirlo.
Ma il fatto è che il mondo della Second Hand Economy in Italia sta crescendo di anno in anno; a certificarlo è ora uno studio condotto da Doxa, l’istituto che si occupa di ricerche e analisi di mercato, realizzato per conto del noto portale di compravendita di oggetti usati leader in Italia Subito.it.
Da questa indagine emerge come ben il 44% degli italiani scelga di orientarsi verso l’usato (si parla qui di acquisti di vario genere) e che questa tendenza ha generato nell’ultimo anno un giro di affari di 18 miliardi di euro. ovvero,l’1% del PIL.
Altro numero interessante è quello relativo all’online; del dato di cui sopra di 18 miliardi di lire, quasi il 50% deriva da compravendite realizzate in rete: il ricorso a siti e portali internet per acquistare e vendere oggetti usati di vario genere cresce.

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La Second Hand Economy

Acquistare e vendere oggetti di seconda mano, che si tratti di vestiti, automobili, accessori vari; la parola d’ordine sembra essere ‘usato è bello’. E, possiamo aggiungere, conveniente. In rete sono anche nate realtà dove gli oggetti usati vengono regalati a patto che ci si faccia carico del trasporto: è il caso ad esempio della community su Facebook Te lo regalo se vieni a prenderlo, che conta decine di migliaia di iscritti.
Si perché se da un lato il sempre maggior ricorso a compravendite di oggetti usati è da mettere in relazione con la crisi economica, dall’altro non si può non evidenziare come si tratti di una tendenza che ha sempre affascinato e conquistato.
La passione per tutto ciò che è usato, vintage, vissuto, da collezione affonda le sue radici non soltanto nella necessità di sopperire alla crisicompravendita-usato economica; forse non ai livelli del mondo anglosassone, Londra su tutti, ma gli italiani hanno sempre nutrito una passione per il mondo del second hand.
Un tempo era probabilmente un amore più circoscritto a chi aveva la pazienza di girare per mercatini e botteghe dell’usato; oggi, anche grazie al diffondersi della rete come abbiamo visto, la Second Hand Economy sta diventando una realtà popolare di massa. Una cultura, quella della second hand, che abbina alla passione per tutto ciò che è usato e vissuto una attenzione al risparmio e all’eco-sostenibilità.
Le città italiane si stanno riempiendo di negozi, anche franchising, dediti alla compravendita di oggetti usati di ogni genere: una nuova forma di mercato che va a ridisegnare parzialmente le abitudini dei consumatori.

Gli oggetti usati più ricercati

Tornando allo studio condotto da Doxa per conto del portale di compravendita Subito.it, secondo i dati raccolti il 71% ha acquistato oggetti usati per mere ragioni di risparmio mentre il 57% di coloro che hanno messo in vendita oggetti lo ha fatto per liberarsi di oggetti superflui ottimizzando così gli spazi.
Ben 3 italiani su 5 vedono questa forma di compravendita come una soluzione eco-sostenibile e intelligente per fare acquisti; a farla da padrone, come detto, il web. Che ormai prolifera di siti e portali dove avviene la compra vendita di oggetti usati.
Dando uno sguardo alle categorie singole, in forte aumento gli acquisti relativi alla tecnologia; d’altra parte oggetti come smartphone, tablet ecc.. sono ormai di uso quotidiano e vengono immessi continuamente sul mercato nuovi modelli. Ecco perché ricorrere al second hand può essere una soluzione intelligente. Seguono gli acquisti per la casa e la persona.
In generale partendo dai dati relativi al portale Subito.it gli oggetti più ricercati risultano essere orologi (Rolex su tutti); scarpe e borse soprattutto di Louis Vuiton, Gucci e Hogan; smartphone e cellulari. L’ oggetto meno ricercato, l’abito da sposa: almeno per quello si ricorre ancora al nuovo.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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