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Misteri di Cronaca Nera

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Padre Fedele: la strana storia del frate ultras

Il processo a padre Fedele è da rifare: in data 17 settembre 2014 la Cassazione ha annullato al condanna a 9 anni e 3 mesi di reclusione che era stata stabilita per il frate cappuccino in primo grado e confermata poi in secondo grado.
Il verdetto è stato emesso dalla III sezione penale della Corte di Cassazione la quale ha anche annullato la condanna per il segretario di padre Fedele Bisceglia (questo il nome completo del frate), Antonio Gaudio, che era stato condannato a 6 anni e 3 mesi. Una lunga camera di consiglio che ha stabilito l’ annullamento della “sentenza limitatamente ai reati ascritti al Bisceglia e si rinvia ad altra sezione della Corte d’appello di Catanzaro.”
Tra l’altro il frate cosentino oltre alla giustizia ordinaria aveva ricevuto, nel 2008, anche una sospensione a divinis, vale a dire una pena canonica prevista dal relativo codice della Chiesa cattolica che consiste nella sospensione dai ministeri divini.
La storia di padre Fedele è piuttosto controversa; il nome del frate cappuccino dai comportamenti quantomeno coloriti è noto all’opinione pubblica da diversi anni. Su di lui pendevano accuse di violenza sessuale nei confronti di una suora ed era stato ritenuto colpevole nei primi due gradi di giudizio.
Il nome padre Fedele è noto anche agli appassionati di calcio; il frate ultras, così viene soprannominato per la sua passione nei confronti del Cosenza calcio. Squadra che amava seguire dalla curva nelle vesti di ultras appassionato.
Una figura particolare e una storia discussa che, come sempre in questi casi, ha spaccato l’opinione pubblica a metà tra innocentisti e colpevolisti. Ripercorriamo la storia di padre Fedele e della sua vicenda giudiziaria.

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Violenza sessuale su una suora e arresto:

La controversa storia giudiziaria di padre Fedele ha inizio il 23 gennaio del 2006 quando viene arrestato per presunti abusi sessuali nei confronti di una suora; il frate francescano era già noto all’opinione pubblica per le sue opere di beneficenza, per la passione calcistica che viveva con spirito da ultras e per alcune iniziative particolari che avevano destato scalpore: come la decisione di partecipare alla fiera itinerante dell’erotismo, l’Erotica tour, nel 1995 a fianco della nota ex pornostar italiana Luana Borgia. Non male per un frate.
Malgrado queste sue iniziative colorite, in data 23 gennaio la notizia dell’arresto di padre Fedele per violenza sessuali è, per molti, un fulmine a ciel sereno. L’accusa è violenza sessuale ai danni di una suora, suor Tania, che ha denunciato l’accaduto e l’accusa fonda su diverse intercettazioni telefoniche e video (1). Con lui, anche il suo suo segretario Antonio Gaudio.
Alcuni giorni dopo l’arresto, una signora di nazionalità rumena dichiarerà di aver conosciuto padre Fedele e di aver subìto anche lei violenza sessuale dal frate. Il 31 gennaio del 2006 padre Fedele ottiene gli arresti domiciliari e si ritira presso il convento di Belvedere Marittimo.
In data 15 maggio 2006 il frate viene scarcerato per decisione del giudice del riesame di Catanzaro; padre Fedele Bisceglia commenta in lacrime: “Mi hanno fatto a pezzi. Sono state raccontate menzogne su menzogne. Hanno voluto colpire l’Oasi francescana che però nessuno mai riuscirà a distruggere.” Ma il peggio per lui dovrà ancora arrivare.

Revoca della libertà ed espulsione dall’ordine dei Frati

In data 26 ottobre 2006 a padre Fedele viene revocata la libertà: la Cassazione accoglie il ricorso della Procura del Tribunale di Catanzaro contro le ordinanze attraverso le quali era stata revocata la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Padre Fedele e del suo segretario Antonio Gaudio.
Padre Fedele torna ai domiciliari; per lui viene ripristinato il provvedimento di custodia cautelare per l’accusa di violenza sessuale nei confronti di suor Tania (2). L’anno successivo, nel 2007, padre Fedele viene espulso dall’Ordine generale dei Frati Minori; decisione che arriva non a causa della sua vicenda giudiziaria, per la quale in quel momento storico era attesa ancora la sentenza di I grado, ma per i comportamenti del frate considerati troppo intemperanti e per i quali era già stato ammonito.
La decisione finale dell’espulsione arriva dopo la partecipazione, l’ennesima, del frate ad una partita di calcio del suo Cosenza; partita alla quale assiste seduto in curva tra gli ultras rossoblu e con la sciarpetta della squadra al collo. Per l’Ordine dei Frati minori tanto basta per espellere padre Fedele.

Sentenza di I grado: padre Fedele ha stuprato

Ma la sentenza più dura deve ancora arrivare; è quella della giustizia ordinaria. Che si abbatte anch’essa su padre Fedele nell’anno successivo. È il 6 luglio 2011 quando arriva la sentenza di I grado da parte del collegio dei giudici del tribunale di Cosenza; ed è una sentenza pesantissima per il frate.
Nove anni e tre mesi per violenza sessuale nei confronti di suor Tania; per il segretario di padre Fedele, Antonio Gaudio, imputato per lo stesso reato, la condanna è di sei anni e tre mesi di reclusione. “Un complotto messo in piedi ai miei danni”: queste le parole con le quali il frate commenta la sentenza dei giudici di I grado. “Vergognatevi tutti, magistrati, suore e preti, perchè è stato condannato un innocente” grida padre Fedele dopo la lettura della condanna.
Nei giorni precedenti alla sentenza, padre Fedele aveva ribadito in aula di essere innocente e aveva anzi invitato la suora che lo accusava di violenza sessuale a dire la verità: ma questa sua invocazione non sortisce effetti.
La sentenza è piuttosto pesante e padre Fedele se la prende anche con le suore giunte in tribunale per la lettura della sentenza di I grado: “Avete fatto una cosa vergognosa. Vergognatevi, il Signore vi perdonerà. Pentitevi!” l’esortazione nei confronti delle suore da parte del frate che etichetta tutta la vicenda come una “interminabile e diabolica barzelletta raccontata da una spericolata e scaltra pseudo suora, e raccolta solo da alcuni curiosi, eè come il reality Beautiful o Centovetrine”.
Da parte loro le suore ribattono affermando che “La sentenza di colpevolezza pronunciata dal Tribunale di Cosenza, certamente rappresenta un grande sollievo per la nostra suora e tutte le donne immigrate coinvolte come vittime in questa triste vicenda (…) la nostra suora ha trovato il coraggio di denunciare, proprio a sostegno delle altre donne, che si trovavano nella stessa situazione di abuso. La ringraziamo per questo e quindi aperto ancora di più gli occhi e il cuore sulla drammatica situazione in cui versano tante donne vittime di violenze di ogni genere” (3).
A seguito della sentenza di I grado, per la legge italiana padre Fedele è colpevole di aver stuprato una suora.

La conferma della sentenza di II grado

E il secondo grado di giudizio conferma quanto stabilito dal collegio dei giudici del tribunale di Cosenza in I grado. In data 17 dicembre2012 i giudici della Corte d’appello di Catanzaro confermano la pena di 9 anni e 3 mesi nei confronti di Padre Fedele Bisceglia.
Confermata quindi l’accusa di abusi sessuali nei confronti della suora. Anche per il segretario del frate, Antonio Gaudio, è ribadita la condanna a 6 anni e 3 mesi. La Corte d’Appello ritiene quindi attendibile la testimonianza di suor Tania; e questo malgrado il fatto che, come riporteranno gli stessi giudici nello scrivere la sentenza, l’imputato principale fosse un frate e quindi potesse la vicenda invitava “ad accostarsi istintivamente con prudenza e stupore alle drammatiche rivelazioni della suora”.
Ma a supporto della tesi della suora, anche l ’istruttoria dibattimentale che ha permesso di tracciare un quadro piuttosto preciso della personalità di padre Fedele; e il profilo che ne è venuto fuori si discosta di molto da quello di un frate. Si pone l’accento su come “l’imputato in parola sia stato soggetto, quantomeno negli anni coevi agli episodi denunciati, alla forza irrefrenabile di istinti sessuali che lo hanno portato ad atteggiamenti quantomeno lascivi nei confronti di diverse donne (4).”
Anche per il secondo grado di giudizio della giustizia italiana quindi, padre Fedele è colpevole di aver stuprato suor Tania.

Cassazione: il processo è da rifare

L’ultimo colpo di teatro di una vicenda così particolare arriva in data 17 settembre 2014;la corte di Cassazione ha, come detto, annullato con rinvio la condanna a 9 anni e 3 mesi di reclusione inflitta a padre Fedele. Il processo d’Appello è quindi da rifare. Anche nei confronti di Antonio Gaudio, segretario dell’ex frate francescano, è stato stabilito un nuovo processo.
Si tornerà quindi in aula e si ripartirà dal principio. “Sarò contentissimo quando ci sarà la conversione sua (di suor Tania, ndr.), delle altre suore e di tutti coloro che mi hanno gettato fango addosso” ha commentato padre Fedele. Che ha poi aggiunto: “Adesso vorrei riavere al più presto il ministero sacerdotale. Senza mi sento un pesce fuor d’acqua. Io quel reato non solo non l’ho mai fatto ma non l’ho neanche pensato”.
La vicenda del frate ultras, criticato e inviso a causa dei suoi comportamenti quantomeno informali per un religioso, riparte dal principio.

*in data 22 giugno 2015 a seguito del secondo processo d’ appello a suo carico Padre Fedele viene assolto per non aver commesso il fatto. Ribaltata quindi la condanna a 9 anni e 3 mesi che era stata già annullata dalla Cassazione.


Fonti:

  1. http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/25/padre.shtml
  2. http://www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2006/02/07/news_1495.shtml
  3. http://www.affaritaliani.it/cronache/ha_violentato_suora_9_anni_3_mesi_a_padre_fedele60711.html
  4. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-17/condannato-padre-fedele-bisceglia-165416.shtml?uuid=Ab3Z63CH
Pubblicato in Misteri di Cronaca Nera

Scritto da

Erik Lasiola

Giornalista di inchiesta, blogger e rivoluzionario

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