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L’Aquila e ricostruzione: il punto dei Vigili dei Fuoco

Nella giornata del prossimo Lunedì 4 Aprile si svolgerà a l’Aquila, a ridosso del secondo anniversario del terremoto che ha colpito il territorio, un incontro organizzato dai Vigili del Fuoco per discutere delle delicate fasi di ricostruzione che, come noto, sono ancora in alto mare; un’occasione per cercare di capire cosa è cambiato da quella terribile data, cosa si è evoluto e quanto invece c’è ancora da fare.
Alla data del  22 Marzo 2011 infatti, tanto per fornire qualche dato, le persone beneficiarie del contributo di autonoma sistemazione risultavano essere 13697, 13878 sono quelle alloggiate nel Progetto C.A.S.E., 7.098 nei MAP (Moduli abitativi provvisori), 2018 in affitto e altre strutture comunali, 1.112 in strutture ricettive (299 fuori provincia) e 254 nelle caserme a L’Aquila.

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Cosa sta succedendo a L’ Aquila:

“Per mesi le persone terremotate sono rimaste spaesate -si legge dalla nota diffusa dal sindacato di base Usb Vigili del Fuoco in riferimento all’ incontro del 4 Aprile -e totalmente escluse dalle scelte politiche che decidevano il loro futuro.
Sono passate dalla rassegnazione alla rivolta, attraversando mille trasformazioni. Intrecciando voci, e risate di sciacalli: imprenditori che hanno con le loro parole scatenato la protesta popolare delle carriole, quando ormai il terremoto non faceva più notizia. <Riprendiamoci la città!> hanno gridato gli abitanti dell’Aquila, dimostrando la volontà di non rassegnarsi al silenzio, anche se costretti a vivere nelle periferie di una città fantasma. Il terremoto ha svegliato i cittadini la notte del 6 aprile 2009 alle ore 3.32: in poche ore l’Aquila, i comuni limitrofi colpiti, sono diventati zone militarizzate inaccessibili.”

 

L’Aquila: tanti vigili ma non operativi

In passato dalle pagine di questo giornale avevamo già affrontato la situazione dei vigili del fuoco presenti a l’Aquila (L’Aquila: Vigili del Fuoco senza direttive e funzioni), (Vigili del Fuoco, il sindacato: “noi emarginati e dimenticati“) e delle loro difficoltà; in concomitanza della ricorrenze dei due anni dal sisma tornano a far sentire la loro voce.
“I Vigili del Fuoco – si legge ancora nella nota –  hanno prestato soccorso la notte del tragico 6 aprile 2009, pur essendo in servizio solo in 12. Quale è la situazione oggi? In effetti l’organico dell’Aquila è stato potenziato. Nonostante tutto, non si riesce a rendere operative queste forze per mancanza di fondi. Partono da tutta Italia per portare soccorso e avendo mezzi di trent’anni rimangono fermi in autostrada come carovane di pellegrini.
Hanno denunciato che tutte le risorse vanno in mano ad una Protezione Civile che ha gestito l’emergenza, come è costume fare in Italia, con poca trasparenza e grande spreco di risorse. Hanno denunciato la mancanza assoluta, in questo Paese, della cultura della prevenzione, della previsione e dell’analisi dei rischi che è il fondamento per limitare i danni derivanti da eventi calamitosi. Hanno gridato che le tragedie come quella dell’Aquila diventano occasione di lucro per politici scaltri ed imprenditori senza scrupoli, chiaramente sulla pelle di tutti, terremotati e non.”
Ricordiamo che lo stato di emergenza e calamità naturale è stato dichiarato fino al 31 Dicembre 2011 e che, come si legge ancora nella nota dei Vigili del Fuoco, la speranza è che, dopo quella data, “il Governo sarà finalmente pronto a formulare una legge organica sulla ricostruzione uscendo finalmente dall’emergenza”. Tutte queste tematiche saranno affrontate nell’incontro previsto per il prossimo 4 Aprile a l’Aquila, in Piazza Duomo.

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La Vera Cronaca

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