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Stranieri: troppe vittime sul lavoro

Il problema dell’emigrazione è una questione antica come il mondo: non è concesso all’uomo decidere come, quando e dove nascere, per cui diviene naturale che, per garantirsi la migliore esistenza possibile, egli abbia da sempre cercato luoghi capaci di soddisfare tale esigenza.
Quasi tutti i popoli del pianeta hanno conosciuto tale fenomeno che, nella fase attuale di sovrappopolazione, sconvolgimenti climatici, scontri bellici in moltissimi paesi per accaparrarsi potere e risorse ed altri elementi  legati  a commercio e lavoro, produce dei riflessi che molti non sanno leggere nella loro giusta dimensione ed evoluzione.

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Italia e il passato di paese di emigranti:

L’Italia conosce bene la propria storia di paese di emigranti ed ha pagato tributi di sofferenza e sangue non indifferenti per sollevarsi dalle necessità sottostanti al fenomeno. Malgrado questo, ci sono uomini che preferiscono venire a compromessi con la propria memoria assumendo comportamenti egoistici che sfociano talvolta in atti disumani. Da questi uomini derivano sempre più spesso i dati che forniamo al lettore. 
L’Inail ha da poco comunicato che gli incidenti sul lavoro per gli stranieri sono aumentati del 15% in tre anni. Immigrati ad alto rischio, in tale tragedia, sono soprattutto giovani: nel 2008 sono registrati 143mila casi, di cui 189 mortali. Il 16,4% degli infortuni ha coinvolto un lavoratore straniero, con un’incidenza media che oscilla tra il 12,3% delle donne e il 18,1% degli uomini. Le comunità più colpite sono state quella marocchina, albanese e rumena, che in totale hanno raggiunto il 41% degli infortuni e il 46% dei decessi. Oltre il 57% delle denunce degli immigrati si è concentrato in 3 regioni: Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, ma nessuna regione italiana risulta esente dal fenomeno.

 

 

Dati sui lavoratori stranieri in Italia:

A questi dati bisogna aggiungere tutti quei casi in cui i lavoratori stranieri hanno preferito non fare denuncia e risolvere in modo privato i problemi di cui sono stati vittime. Ciò per svariati motivi, non ultimo quello della paura di essere identificati come irregolari.
Gli studiosi delle organizzazioni internazionali addetti al monitoraggio del processo immigratorio dicono che bisogna combattere lo sfruttamento degli immigrati, soprattutto in agricoltura, ed il traffico di manodopera a basso costo, facendo leva sulla mobilitazione dei consumatori che devono essere sensibilizzati e coinvolti nel problema in quanto portatori di potenziali pressioni nei confronti delle organizzazioni facenti capo alla grande distribuzione. Ciò, evidentemente per il peso di queste sui mercati e la collegata capacità di condizionamento.
E’ superfluo ricordare che troppo spesso il traffico immigratorio è semplicemente motivato dalla domanda di manodopera e dall’obiettivo di ottenere prodotti a prezzi eccessivamente a buon mercato. Chiaramente ci sono molti altri settori dell’economia, come l’edilizia, che dipendono
dalla manodopera pagata in condizioni di quasi miseria, che trovano molti chiudere un occhio e talvolta tutt’e due sulle posizioni di lavoro irregolari. Nel fare questo si determina una cocente sconfitta per l’uomo nel suo complesso ed un arretramento nelle conquiste dei valori fondamentali cui la società umana deve rispondere. Ma sembra del tutto inutile parlare di queste cose di questi tempi.

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