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Se essere immigrato è una colpa

Qualche giorno fa la prima sezione civile della Corte di Cassazione, ha respinto il ricorso di un genitore, immigrato di origine albanese, senza permesso di soggiorno, che chiedeva di rimanere vicino ai due figli minori, regolari, che frequentano le scuole del nostro Paese.
Contava sul fatto che, essendo sul territorio italiano cessata la barbarie da qualche secolo, gli sarebbe stato naturalmente concesso il diritto elementare di stare accanto i suoi figli per seguirne lo sviluppo psicofisico. Si sbagliava.
La Corte di Cassazione ha respinto  la sua richiesta motivandola col fatto che, poichè i suoi due figli minori non si trovano in una situazione di emergenza, è conseguenziale che il loro sviluppo psico-fisico non corra alcun rischio.
La sentenza praticamente ha contraddetto un’altra decisione che, sempre avente come soggetto la prima sezione civile della Corte di Cassazione, nel mese di gennaio aveva accolto una analoga istanza di un immigrato irregolare che vive a Roma.

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Diritti dei minori e figli di immigrati irregolari:

Non essendo noi esperti di garbugli giurisprudenziali, non ci sembra onesto lanciarci in un approfondimento della materia che già da queste premesse ci appare molto complessa: così, ad occhio, ci sembra però che qualcosa non quadri, essendo evidente che il nostro sistema sociale ha sempre incluso e mai escluso. Sulla questione è intervenuta anche il ministro Gelmini affermando, tra l’altro, che le colpe dei genitori non possono ricadere sui figli.
Quali colpe? Naturalmente, in questo caso, quella di essere un immigrato irregolare che molto probabilmente aveva in animo di strumentalizzare il suo rapporto con i figli per cercare di aggirare le regole sancite dalle attuali leggi sull’immigrazione.  In base ad esse un genitore che non abbia un regolare permesso di soggiorno non può pretendere di stare vicino ai propri figli.
Nella sentenza ci sembrano presenti profili di incostituzionalità, capaci di ledere i diritti dei minori sia per quanto riguarda la possibilità di un corretto e sano sviluppo psico-fisico, sia per quanto riguarda il diritto all’istruzione.
Comunque, se l’art. 31 del testo unico prevede la permanenza, anche irregolare di un immigrato, per un breve periodo, solo nel momento in cui per il minore si verifichino delle situazioni particolari e di emergenza (ed il ciclo scolastico non rientra nella straordinarietà degli eventi per cui l’allontanamento del genitore per un processo educativo ordinario, come l’istruzione, non può essere evitata) certamente ci troviamo davanti ad una legge che richiede al più presto delle modifiche. Anche perchè la sentenza in oggetto in poche ore ha fatto il giro del mondo suscitando polemiche e proteste.

 

L’arretramento civile dell’Italia:

Per Navi Pillay l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, sembra una decisione preoccupante e si riserva di confrontare la sentenza con la giurisprudenza già esistente sulla difesa e la tutela dei diritti dei bambini 
Sconcerto è stato espresso anche dall’organizzazione umanitaria EveryOne che chiederà al più presto un appuntamento ufficiale al Presidente della Repubblica affinché intervenga direttamente sulla questione, impedendo che questo nuovo orrore porti ancora più disperazione nella comunità dei migranti, già duramente perseguitata da autorità e istituzioni.
Comunque vada a finire, quest’ulteriore sentenza, a breve distanza di tempo dai vergognosi fatti di Rosarno, rappresenta un altro segno evidente del processo di arretramento civile che sta subendo il nostro Paese da qualche tempo.

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