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Razzismo: tra apologia e resistenza

“Non ci sono i quattrini per fare la manutenzione delle due Fiat Punto in dotazione ai poliziotti della sezione di pg della Procura di Lecce e così i due veicoli (che hanno già 7 anni di vita) restano fermi e gli agenti sono bloccati.
Un grave danno alle indagini e alla sicurezza dei cittadini, visto che le unità della pg sono alla dipendenza permanente, diretta e funzionale, del Procuratore della Repubblica e svolgono per lui e per i magistrati della Procura tutte le attività di volta in volta loro delegate”.
Questa è una notizia di qualche giorno fa in evidenza nelle cronache pugliesi: che i tagli del governo alle forze dell’ordine avrebbero provocato disservizi e guasti al settore giudiziario e dell’ordine pubblico, comunque già lo sapevamo. Ma questa notizia è emblematica di tutta la generale organizzazione dello Stato che, passo dopo passo, sta andando in malora.
Pompieri, insegnanti, ricercatori, operai dei più diversi settori produttivi, piccoli commercianti, artigiani, liberi professionisti, e chi più ne ha ne metta, sono tutti nelle stesse condizioni di precarietà, senza che si vedano interventi governativi atti a frenare la catastrofe economica e sociale che avanza.

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Lega Nord: sapone per chi tocca i migranti

Il fallimento della classe dirigente però ha bisogno di diversivi in questo momento in cui potrebbe essere risaltato in tutte le sfaccettature di incompetenza, corruzione, incapacità. La Lega Nord, geniale come al solito, sembra abbia trovato la soluzione nel dirigere le ire dei cittadini, soprattutto quelli malmessi finanziariamente, verso una categoria di persone ancora più debole: gli immigrati.
E’ di queste ore infatti la notizia della distribuzione, da parte degli adepti leghisti nel territorio di Sansepolcro ed in altri paesi della provincia di Arezzo, di sapone da utilizzare per lavarsi le mani nel caso in cui si venisse a contatto fisico con un immigrato. In questo semplice gesto è descritto l’intero dramma in cui, ancora una volta, sta sprofondando il nostro Paese.
In pochi ricordano ormai che la legge italiana vieta l’apologia e la diffusione del razzismo, perchè il sonno ipnotico dentro cui versano troppi cittadini ha chiuso molte vie d’accesso alla memoria storica del nostro popolo, chiamato a rispondere severamente, in un periodo non molto lontano, di azioni che somigliavano in modo impressionante a quelle portate aventi nelle ore scorse dai leghisti.

 

Gli immigrati come untori portatori di malattie?

Come successe nell’era Fascista per gli ebrei italiani che furono soggetti all’oppressione che conosciamo dopo una sottile e capillare propaganda che ne deleggittimava le peculiarità umane, così oggi, nel nostro territorio, gli immigrati vengono descritti come untori, portatori di malattie e di sventure.
E, cosa di enorme gravità, ciò accade con la copertura di persone che ricoprono ruoli istituzionali di primo piano, cui spetterebbe il compito di spezzare fin dal loro primo insorgere, queste manifestazioni di inciviltà e regresso.
Ma forse chiedere a questi personaggi un pronto intervento a difesa della legalità è chiedere troppo, in un momento in cui sembra siano completamente impegnati a cercare di portare allo sfascio le altre istituzioni fedeli Repubblica ed alla sua Carta costituzionale, che si oppongono decisamente ai loro barbari progetti.
Chiaramente il loro impegno non approderà ai risultati sperati perchè, per fortuna, nel nostro Paese sono ancora presenti eserciti di uomini capaci, all’occorrenza, di dar vita ad una nuova Resistenza.

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