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Quando la lotta ai falsi invalidi rasenta il ridicolo

La manovra finanziaria “etica” voluta dal ministro Tremonti crea condizioni molto stringenti ad alcune categorie di cittadini che richiedono il contributo statale per l’accompagnamento o la pensione per motivi di invalidità. Ciò per la semplice ragione che in mezzo ai tanti aventi diritto si infiltrano sempre più spesso personaggi che, avvalendosi di connivenze e complicità di pubblici funzionari, riescono ad alleggerire le casse dello Stato facendosi elargire emolumenti cui non avrebbero assolutamente diritto.
E’ chiaro che lo Stato cerca di difendersi come meglio può da tali comportamenti illegali e mette in atto le strategie difensive più appropriate. Ecco come i controlli contro i falsi invalidi divengono sempre più severi, rasentando purtroppo, talvolta, addirittura il ridicolo.

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I controlli agli invalidi per evitare truffe:

E’ il caso di un modenese di 49 anni, Fabio Bartacchini, che è costretto a vivere con le gambe amputate e che deve subire controlli annuali per dimostrare che le sue condizioni di invalido non vengano a mutare. Lo Stato, cioè, controlla che al soggetto in questione non spuntino improvvisamente dei nuovi arti inferiori.
Lo fa chiaramente in buona fede, per evitare le truffe di cui accennavamo prima parlando di falsi invalidi: e siccome lo Stato italiano è quello che è, di conseguenza agisce come meglio non saprebbe fare, cioè controllando minuziosamente che le condizioni di tale soggetto invalido non mutino. Lo fa, ci scusiamo per la ripetizione, nell’interesse della collettività: il giorno in cui, infatti, all’amputato dovessero sbocciare delle nuove gambe, ecco che questi non avrebbe più diritto al sostegno sociale, con risparmio certo e repentino per il pubblico erario.
Lo fa, inoltre, perchè è uno Stato furbo, che ritiene che l’arma della prevenzione sia la carta migliore da giocare contro i furbacchioni che si annidano in mezzo ai cittadini onesti. Per prevenire, controlla di anno in anno che  coloro che si trovano senza gambe non siano improvvisamente graziati da un miracolo divino che farebbe perdere loro i vantaggi dell’intervento pubblico.

 

 

Ha le gambe amputate, subisce controlli periodici:

 

Sentiamo, però, cosa dice il diretto interessato, sig. Fabio Bartacchini: “La mia storia? Presto detta. Mi hanno amputato tutte e due le gambe per un grave problema alle vene. Non ci sono cure nè medicine, bisogna solo tagliare. Il guaio è che dalla Commissione Medica provinciale mi viene chiesto di passare ogni anno per effettuare una nuova visita di controllo. Domando: ma è mai possibile? Forse che le mie gambe potranno ricrescere? I signori che ci governano non possono prevedere un’ esenzione per malattie particolarmente gravi?
Oppure come nel mio caso irreversibili? Sino a che vivrò dovrò muovermi in carrozzina, fuori casa e in casa. Anche quando mi preparo da mangiare o devo lavarmi devo arrangiarmi appoggiandomi ai corrimano. Non mi lamento, perchè sono ancora vivo e a parte questo problema fisico ho una buona salute. Non mi lamento affatto.
Ma la fatica di dover tornare una volta all’anno ad una visita di controllo mi umilia, anche perchè devo chiedere ogni volta la cortesia a un qualche amico di un accompagnamento; viste le mie condizioni vuol dire chiedere pure che chi mi aiuta deve prendersi una mezza giornata di ferie o di permesso per andare e tornare. Mi sembra veramente troppo per chi già deve convivere con una malattia che non lascia scampo“.
Ha scritto Ennio Flaiano: “La stupidità ha fatto progressi enormi. E’ un Sole che non si può più graduare fissamente. Grazie ai mezzi di comunicazione, non è più nemmeno la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sè”.

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