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Italia e disuguaglianza: un paese al capolinea

E’ stato varato ad Ancona, qualche giorno fa, il nuovo yacht da 37 metri  del vicepresidente di Mediaset Pier Silvio Berlusconi, un «Custom line 124», da 18 milioni di euro costruito dai cantieri del gruppo Ferretti.
Lo yacht  è caratterizzato da 4 suite e una sala fitness e può raggiungere una velocità di 27 nodi. Può ospitare fino a dieci persone oltre alle sei di equipaggio. Certamente questa perla dell’industria italiana porterà enormi benefici all’economia del Paese, ultimamente leggermente depressa dato il contesto mondiale di crisi imprevista (dal governo di Berlusconi, non da noi).
Nessun beneficio porterà invece all’Italia la tragedia avvenuta nelle scorse ore in provincia di Treviso, nel quartiere di Canizzano, dove Enrico Barosco, un uomo di 30 anni, si è tolto la vita impiccandosi nella casa che divideva con il fratello gemello.

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Ancora un disoccupato che si toglie la vita:

Alla base del gesto, secondo uno scritto lasciato dal suicida, vi sarebbe l’acuirsi di elementi di disagio determinati dalla mancanza di un lavoro. Il giovane, infatti, aveva da poco ottenuto un importante titolo di specializzazione post universitaria a Londra ma, nonostante le qualifiche,l’impegno e lo studio, sembra non avesse ancora trovato l’impiego fisso cui aspirava.
Questo caso si aggiunge ai tantissimi di cui hanno parlato nelle settimane e mesi scorsi le cronache dei giornali di tutt’Italia. E’ il risultato della disuguaglianza sociale che ormai procede senza freni, agevolata da un governo che non mette in atto provvedimento alcuno per bloccare il fenomeno. E si conoscono bene le ragioni.
La classe politica senza ritegno nè vergogna che ci ritroviamo e che risparmia ben pochi ancora degni di rappresentare i cittadini italiani, è presa da tutt’altre faccende che si chiamano tangenti, collusioni, favori e così via dicendo, come sanno bene i lettori e dunque non può occuparsi dei drammi che sta vivendo la popolazione.

 

Una classe politica da vergogna:

La sua più viva aspirazione,  come alcuni grandi italiani avevano ben spiegato oltre vent’anni fa, è quella di avere le mani in pasta su tutti i passaggi del denaro pubblico, da dove prelevare quattrini e consenso elettorale, infischiandosene dei problemi del Paese. In mezzo a loro c’è anche chi, in buona fede, si manifesta per quello che realmente è.
Ci riferiamo al caso di pochi giorni fa avvenuto in provincia di Genova, esattamente ad Arenzano, dove il sindaco (PD), a proposito di aspirazioni, non ha avuto remora alcuna ad affermare: “La mia unica aspirazione è trombarmi una diciottenne“. Pensiamo che basti per tirare due conti ed arrivare alla conclusione che l‘Italia sta per arrivare al capolinea.
Ha scritto Georges Bernanos: “Le democrazie non possono fare a meno di essere ipocrite più di quanto i dittatori possono fare a meno di essere cinici”.

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