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I disabili scendono in piazza contro i tagli

I disabili scendono in piazza contro la manovra in via di approvazione in queste ore in Parlamento; manovra che, come ovvio quando si parla di tagli e sacrifici, continua a scontentare un po’ tutti quanti e che rischia di abbattersi su determinate categorie particolarmente sensibili. Tra queste per l’appunto, quella dei disabili che in queste ore stanno proponendo diverse proteste. 
Di riforma assistenziale si parla ormai da tempo ed è stata spesso additata come una delle possibili soluzioni per la razionalizzazione dei costi, tuttavia le misure  in via di approvazione non sembrano convincere appieno. 
Nelle scorse ore a Roma, si è assistito ad una protesta piuttosto colorita da parte della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish), che ha effettuato un’ azione dimostrativa in Piazza del Popolo calando dal Pincio un enorme striscione per attirare l’attenzione sui tagli decisi dalla manovra alle politiche sociali: ‘Stop al massacro delle persone con disabilità’, questo il contenuto dello striscione esposto. Piuttosto forte ma rende bene l’idea dei perché della protesta.

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Invalidità civile, reversibilità e altri tagli:

“Hanno ignorato i nostri appelli e non c’è stata nessuna marcia indietro sull’assistenza –ha afferma l’ organizzatore della azione Pietro Barbieri, presidente della Fish-.  Nella Manovra di luglio e in quella in via di approvazione è prevista una delega al Governo per la riforma assistenziale e fiscale che deve recuperare tra i 20 e i 40 miliardi di euro in tre anni. La mannaia si abbatterà, a scelta, su invalidità civile, pensioni di reversibilità, detrazioni fiscali: una di queste tre prestazioni andrà persa”.
La riforma dell’assistenza comporterà infatti un notevole ridimensionamento della spesa sociale con il taglio di molti servizi; ricordiamo che lo scorso 30 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge delega per la riforma fiscale e assistenziale e che la discussione è prevista alla Camera per la prossima settimana.
Inoltre se a questo ridimensionamente di cui sopra si aggiungono i tagli agli enti locali, che comporteranno una necessaria riduzione dei servizi per le categorie deboli, dai bambini con difficoltà passando per disabili e anziani, si comprende per quale motivo il futuro non sembra essere roseo. La spesa, lamentano le associazioni del settore, potrebbe ricadere interamente sulle famiglie.

 

Mantenere i livelli essenziali di assistenza:

“Si faccia una riforma assistenziale in Italia –ha affermato ancora il presidente della Fish, Barbieri–  ma che comporti servizi migliori, più efficienti e vicini ai diritti e ai bisogni delle persone, moderni e volti all’inclusione anziché alla segregazione, che sostenga le persone e le famiglie, che fissi dei livelli essenziali di assistenza. Tutto ciò non è pensabile con la spada dei 40 miliardi che dondola sopra le nostre teste.”
La protesta intanto, come dicevamo, va avanti: la Fish insieme alla Fand (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), altra grande associazione che riunisce persone con disabilità, ha lanciato negli scorsi giorni una petizione per dire no al taglio dell’assistenza; ‘la Riforma assistenziale sia sganciata da ogni automatico vincolo di cassa’, è questo lo slogan utilizzato.
“La riforma prevista nelle due manovre impone un recupero di 4 miliardi nel 2012, 16 nel 2013, 20 nel 2014. La Commissione Bilancio e le forze politiche si sono sforzate di trovare soluzioni per non sopprimere le Province, per non imporre una tassa di solidarietà, per non incidere sui grandi redditi e patrimoni, ma non hanno attuato nessuna marcia indietro sull’assistenza e quindi sulle mire che colpiranno le persone con disabilità, i bambini, i non autosufficienti, le famiglie”  si legge sul sito della Fand.

 

Penalizzate le famiglie con disabili:

A protestare è anche il Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi, di cui in passato ci siamo occupati con il nostro giornale (La vita con un disabile grave in famiglia), e che nelle scorse ore ha annunciato una manifestazione non-stop sabato 10 e domenica 11 Settembre a Roma.
“Il Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi – si legge nel comunicato-  parteciperà sabato 10 Settembre al corteo di protesta che partirà alle 14,00 da Piazza della Repubblica a Roma per raggiungere Piazza San Giovanni dove seguirà un sit-in che proseguirà fino alla sera successiva. Pianteremo le tende presidiando la piazza 24 ore su 24 per informare l’opinione pubblica, che non è a conoscenza vista la totale indifferenza dei media, di quanto le famiglie più fragili dovranno affrontare a causa degli ultimi provvedimenti del Governo.” 
Una mobilitazione delle principali categorie a tutela di disabili e di persone particolarmente deboli; si prevede un autunno di fuoco intorno alla manovra in via di approvazione ed una serie di proteste che accompagneranno passo passo l’ iter del provvedimento.

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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