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I conciatori di Vicenza sono conciati male

Le vicende legate al giro di tangenti e corruzione recentemente scoperte in Veneto e che riguardano soprattutto la città di Vicenza e Arzignano, si riempiono, ogni giorno di più, di fatti che, se non vivessimo in un periodo in cui le casse dello Stato sono vuote e dissestate con gravi rischi e ripercussioni del tipo Grecia, potrebbero dare impulso a scene comiche simili a quelle che scorrono nei film di Totò.
Il sistema di collusione, scambi di favori, passaggi di denaro, contornato da varie coreografie di seducenti signorine disponibili alla qualunque per sollazzare i “compagni di merende” durante succulenti cene intime, è stato filmato e ben circostanziato (forse per sollazzo anche dei giudici?).

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Funzionari del fisco pagati:

Ma ciò che si presenta come incredibile nella vicenda è il fatto che gli autori delle riprese nulla hanno a che fare con gli investigatori delegati del caso: sono stati gli stessi protagonisti delle ruberie, forse perchè non si fidavano l’uno dell’altro, a fare le riprese e a registrare le conversazioni, utilizzando soprattutto i telefonini personali.
Ricordiamo per i lettori che nella vicenda sono coinvolti molti imprenditori, commercialisti e funzionari dell’Ufficio delle Entrate, attualmente accusati di corruzione e associazione a delinquere e che vari imprenditori inquisiti svolgono l’attività di conciatori. Questi ultimi si sarebbero piegati a pagare i funzionari del Fisco in quanto probabilmente nascondevano nelle loro contabilità irregolarità e dati falsi che, se fossero venuti alla luce, avrebbero portato a gravi conseguenze penali.
Sui contenuti di quelle riprese, in mano alla Guardia di Finanza, vige attualmente il massimo segreto, anche perchè l’ inchiesta sembra giunta a una fase cruciale, in cui si stanno valutanto le prove acquisite a carico dei fiscalisti (molti dei quali hanno cominciato a confessare) e si prepara il salto di qualità, al terzo livello, l’Ufficio Entrate del Veneto, con sede a Venezia, responsabile delle verifiche nelle imprese di maggiori proporzioni.

 

Escort, veline e belle ragazze:

Questa inchiesta, che viene da lontano e che è condotta in prima persona dal procuratore Ivano Nelson Salvarani, oltre che dal sostituto Peraro, si è anche imbattuta in altri filmati, forse non probanti come quelli dei commercialisti, ma sicuramente più imbarazzanti.
Si tratterebbe dei video che l’ imprenditore Andrea Ghiotto avrebbe girato in una suite dell’ Hotel Principe di Trieste dove invitava per festini piccanti qualche finanziere o uomo dell’Ufficio delle Entrate, amici imprenditori, politici e tante belle ragazze.
Ghiotto è personaggio cruciale della prima parte di questa lunga inchiesta sulla concia, che dopo le sue rivelazioni si è arricchita delle ammissioni di alcuni ispettori delle Entrate che hanno ora creato un mare di guai ai commercialisti. Spunta anche il nome della escort Barbara Montereale che avrebbe partecipato alle feste di Ghiotto intervenendo almeno in una occasione. Barbara Montereale è la ragazza-immagine che rivelò pubblicamente di aver passato una serata a palazzo Grazioli con il premier Silvio Berlusconi.
Nella vicenda è coinvolta anche una velina di “Paperissima”, Rajaà Afroud, di origini marocchine, volto noto della televisione. Insomma, il solito quadro dell’Italia di oggi, di cui tutti sappiamo.

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