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E’ stato tolto ai poveri per dare ai ricchi

“Abbiamo denunciato da tempo che la politica sociale di questo Governo avrebbe prodotto meno di niente. Anzi, ha tolto ai poveri per dare ai ricchi. Restiamo convinti che, in questa fase, il solo obiettivo del movimento sindacale deve essere l’ affermazione di una politica economica e sociale che promuova il lavoro e lo sviluppo e renda meno ingiusto questo Paese.”
È quanto ha dichiarato nelle ore scorse il segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone, commentando quanto emerso dallo studio effettuato sui dati della Commissione di indagine sulla esclusione sociale.
Secondo lo studio condotto dallo Spi Cgil sui dati della Commissione di indagine sull’esclusione sociale, che opera alle dipendenze del ministero del lavoro e che nelle tabelle pubblicate sul sito dello stesso ministero dà conto delle risorse destinate nel 2008 all’inclusione sociale e degli effetti che queste hanno prodotto, su circa 4,6 miliardi di euro destinati nel 2008 dall’attuale governo alle famiglie meno abbienti, solo un terzo è andato a quelle che ne avevano davvero bisogno.

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Alle famiglie povere poco o niente:

La metà dei soldi sono stati dati alle famiglie ricche e del ceto benestante. E nel 2009 vista la natura degli strumenti, non può essere andata meglio. Social card, bonus famiglia, bonus elettrico e abolizione dell’Ici sulla prima casa: sono queste le voci prese in esame per fotografare il modo in cui sono stati ripartiti i fondi tra famiglie povere e quelle che povere non sono.
Si scopre così che dei due miliardi di euro spesi per l’abolizione dell’Ici sulla prima casa, solo 23 milioni di euro sono finiti ai poveri assoluti, mentre ben 725 milioni di euro (il 36 per cento del totale) sono andati a vantaggio dei ricchi; un po’ meglio è andata ai poveri relativi, con 132 milioni di euro. Ma la parte del leone l’ha fatta la classe media, che ha ricevuto 855 milioni di euro (43 per cento del totale).
Quanto al bonus famiglia, su 1.936 milioni di euro stanziati, il 75 per cento è andato alle famiglie meno abbienti, mentre il 25 per cento è comunque finito alle famiglie medie e ricche. Anche il 2,02 per cento dei 385 milioni di euro stanziati per la social card è andato a chi non ne aveva certo bisogno; così come il 5 per cento dei 282 milioni di euro spesi per il bonus elettrico.
Per Cantone la via maestra per ridistribuire la ricchezza resta quella fiscale. Lotta all’evasione e tassazione delle rendite più elevate per reperire le risorse necessarie a contrastare la povertà e aumentare il reddito da lavoro e le pensioni.
“Su queste priorità e sul fondo per la non autosufficienza, il sindacato dei pensionati, così come Cgil, Cisl, Uil, da tempo hanno indicato strumenti e obiettivi” ha concluso il segretario generale dello Spi-Cgil. “Su questo il Governo ci deve rispondere, e se troverà un sindacato unito, non avrà scappatoie.”

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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