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Crisi e disoccupazione: l’ Italia che non ce la fa

Secondo dati riferiti dai carabinieri della stazione di Limena (PD), che monitorano quasi ogni notte le strade del territorio loro assegnato come competenza, sono almeno tre o quattro le nuove prostitute italiane che battono i marciapiedi in cerca di clienti. Lo fanno perchè si trovano in stato di necessità. A Padova gira voce che si tratta di un fenomeno nuovo nel panorama della prostituzione locale.
A metà degli anni Novanta ad ogni retata finivano in caserma 20-25 ragazze soprattutto straniere. Ora a «battere» sono 7-8 donne: un paio di rumene, un?albanese, un’ ucraina, due nigeriane. E qualche italiana. L’ effetto dell’ordinanza del sindaco che multa i clienti ha sortito solo minimi effetti. Il bisogno di soldi adesso vale il rischio, dicono.

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Le donne italiane si prostituiscono per la crisi:

Sembra che le donne italiane che si prostituiscono per colpa della crisi siano in continuo aumento e si notano solo in parte in quanto molte di esse praticano la professione presso la propria abitazione. Del resto talvolta la prostituzione è un’alternativa al procacciarsi i mezzi per vivere attraverso piccoli furti.
Come nel caso accaduto a Treviso qualche giorno fa, dove una donna di 70 anni  è stata fermata dal personale di una pattuglia della polizia chiamata dai sorveglianti del negozio in cui aveva sottratto un pò di merce: un detersivo e generi alimentari per un valore di poco più di 12 euro.
Mentre il nostro governo attuale non prova vergogna alcuna per quanto sta accadendo nel nostro Paese alle fasce sociali più deboli, quotidianamente in Italia continuano a ripetersi fatti come questi.
Nel caso dell’anziana di Treviso, ella ha spiegato alla polizia di essere stata costretta a farlo, di non riuscire più a comprare generi alimentari o i banali prodotti per pulire casa vista la magra pensione, la crescita delle spese per servizi, l’affitto e i medicinali. Nel suo portafoglio gli agenti hanno trovato appena pochi euro. La donna non è stata denunciata e l’episodio si è concluso senza conseguenze legali.

 

Aumentano i furti nei supermercati:

Ancora senza conseguenze si è verificato qualche giorno fa un episodio che ha visto protagonista una cinquantenne disperata ed affamata, madre di un ragazzo disabile, sorpresa a rubare qualche pezzo di formaggio in un supermercato di un centro commerciale di Cassino.
Scoperta dalla sorveglianza, erano stati immediatamente allertati il proprietario ed i carabinieri. Quando il dirigente del centro commerciale è venuto a conoscenza della situazione di disagio che la signora è costretta a vivere, non solo ha deciso di non sporgere denuncia ma l’ha assunta nel supermercato.
Ciò accade mentre continua quello che a Roma viene chiamato il “magna-magna” che coinvolge la classe politica dirigente in tutto il territorio nazionale. E mentre la nostra moneta subisce vistosi contraccolpi nei mercati che ne decurtano il valore, dal governo si continua a manifestare immutato ottimismo: una moneta debole agevola le nostre esportazioni, si è affermato nelle ore scorse.
Non è stato chiarito agli italiani, però, come con una moneta debole faremo fronte alle forniture di energia che costeranno molto di più ed intaccheranno i modesti bilanci delle famiglie già fiacchi.

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