Seguici su:

Sociale

Letto 491 Volte
Condividi

Carceri: mentre i soldi dello Stato si dileguano…

Mentre di ora in ora si allarga lo spettro delle notizie inerenti fatti di corruzione inaudita, praticati da moltitudini di soggetti forniti dalle più opportune tutele politiche, appare sempre più chiaro che nel nostro Paese non mancano i mezzi finanziari per affrontare i vari problemi irrisolti che rendono difficile e precaria la vita di milioni di cittadini: è solo che tali mezzi vengono continuamente assaltati e dirottati verso scopi di arricchimento privato illecito da cricche, comitati d’affari, mafie ed altre organizzazioni che definire criminali ci sembra troppo poco.
La mancanza di mezzi operativi e talvolta di oggetti d’uso quotidiano tra i più banali che impediscono a varie strutture dello Stato di funzionare al meglio, dunque è dovuta al continuo lucro dei molti faccendieri che ruotano intorno ad una classe politica che se non è in molta parte complice, certamente non mette in atto tutti quei provvedimenti legislativi necessari a fermare la grave emorragia finanziaria di cui quotidianamente ci aggiorna la cronaca giornalistica.

Pubblicità

 

Attenuare il sovraffollamento delle carceri:

E’ di questi giorni, per esempio, il dibattito parlamentare sulle proposte del governo per attenuare il sovraffollamento carcerario indegno di un Paese che tiene a definirsi civile, quando non riesce a rispettare neppure i più semplici dettami in tema di rispetto dei diritti umani: ci sembra che anche stavolta ci troviamo dinanzi ai soliti spot pubblicitari che non approderanno a nulla di concreto. A questo proposito, forniamo ai nostri lettori quanto ci è pervenuto dal sindacato autonomo di polizia penitenziaria, a proposito delle situazioni che si registrano in Puglia.
“Il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria e maggior sindacato di categoria, ha iniziato un monitoraggio presso le carceri pugliesi per verificare una situazione drammatica a causa del grave sovraffollamento di detenuti che fa della Regione Puglia, la più affollata in termini presenza di detenuti. Dopo Taranto è la volta di Lecce e la situazione di precarietà più volte denunciata diventa ancora più preoccupante poiché oltre al sovraffollamento di detenuti, quasi 1400 a fronte dei 660 posti, si registra una pesante diminuziondi personale in servizio a causa dei pensionamenti e delle assenze per malattia e di chi non ce la fa più a reggere il peso di uno stresso insopportabile.
A ciò c’è da aggiungere la fatiscenza della struttura che, malgrado recente, mostra diverse crepe (piove in molti reparti) che mettono a rischio la stabilità della struttura e, cosa ancor più grave, si registra la mancanza di acqua che con l’ arrivo del caldo potrebbe provocare proteste da parte dei detenuti ancora più eclatanti di quelle poste in essere finora.
E’ necessario mettere sotto i riflettori la situazione del carcere di Lecce al fine di costringere l’ Amministrazione Penitenziaria a prendere seri provvedimenti poiché la situazione, con l’ esplosione della calura estiva potrebbe portare a situazioni drammatiche, nonché provocare epidemie dovute alle carenti condizioni igienico sanitarie in cui vivono i detenuti.”
Tutto questo a fronte di quanto già raccontanto dalle pagine di questo giornale circa la situazione del carcere di Bari. (Carcere di Bari: chiudere la sezione lager)

Pubblicato in Sociale

Scritto da

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Seguici su: