Vecchie magagne per le quali la chiesa non ha fatto niente:
Certo i monsignori non sono sporchi, nel senso dell’igiene s’intende, anzi danno l’idea di essere ben annaffiati da costose acque di colonia e anche i vestiti han l’aria di essere ben tagliati ma quanto a esser brutti e cattivi potrebbero tenere lezioni a livello di master.
E s’immagina che a pochi sia sfuggita la sicumera dei molti porporati che sotto paludate parole ripetono in buona sostanza il motto del marchese del Grillo: «Io so io e voi non siete un c….» Che fa il paio, sempre con l’Albertone, del discografico finito ne “L’ingorgo”. Tutti film con i quali due o tre generazioni di italiani hanno riso fino alle lacrime.
E perché ora i monsignori non ridono più? E dire che ne avrebbero motivo visto che ad ogni episodio del quartetto Risi-Monicelli-Scola-Comencini loro si possono vantare di conoscere di persona il protagonista. Il fatto è che sulle magagne di casa propria la voglia di scherzare passa e allora si tende a minimizzare come han fatto sia padre Lombardi sia Nunzio Galantino: «Notizie vecchie, fatti già superati dalle riforme …»
Con ciò dando credito all’adagio che «S’è pegio il tacon del buso.» E qui un esperto di comunicazione, non la paccottiglia che si aggira per i salotti televisivi, direbbe che saper minimizzare è un’arte e i due in questione non ne sembrano propriamente padroni.. Perché a dire che son fatti vecchi e già noti e superati si è esposti alla controreplica: «E perché la Chiesa non ha fatto nulla? O se ha fatto non ha denunciato il colpevole punendolo?» Già, perché?
Quello che raccontano i documenti trafugati:
Non sarà mica per quella sottile passione per l’omertà che con la voglia di voler apparire sempre come il meglio ha fatto lavare i panni sporchi in famiglia per decenni?
Che poi solo a sfogliare il Decameron già si vedono vizi e stravizi di quella corte che a dispetto del cielo si vuole (e si suole) definire santa. Vizi e stravizzi che infine son sempre quelli. I moderni epigoni dei Borgia peccano anche di fantasia: ripetono senza originalità. O non sarà forse per quella voglia di solidarietà che si traduce nel: «Una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso.»?
E poi a dirla tutta Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Chaouqui, saranno, forse, colpevoli di trafugamento di documenti che però è un nulla rispetto a quello che i documenti raccontano. Al solito si fa il tiro al piccione mentre le prede grosse se ne stanno acquattate e ben pasciute. E chi le tocca.
Storia a sé meritano i giornalisti delle italiche gazzette che si impegnano, con puntigliosa volontà, a trovare nobili motivazioni a tutto in ciò distinguendosi da L’Osservatore Romano e da L’Avvenire che sul caso Marino fecero sberleffi. E questo denota nobiltà d’animo che se è condizione necessaria non è di per sé sufficiente nel trattare le notizie.
Qualche volta dire che il re è nudo fa bene a tutti. Anche al re. Il che pur tuttavia non li salva da attacchi di bassa lega: «fan tutto per denaro.» Dimenticando che un giornalista campa di notizie, articoli e qualche volta di libri. Ma chi da millenni arraffa le monetine delle elemosine questo non lo può capire.