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Le dimissioni di Papa Benedetto XVI: non ci sono più i papi di una volta

Questa volta Benedetto il sedicesimo l’ha fatta davvero grossa. Dimettersi non è da Papa, anzi. E poi a chi vanno consegnate le dimissioni? Che dirle così è facile ma la burocrazia deve pure seguire il suo corso.
Fino ad ora a tutti è stato raccontato che il Papa viene eletto sì da uomini, ancorché cardinali e ancorché porporati, ma sotto la vigile attenzione di una colomba che pare abbia stretti contatti con i piani alti del cielo e quindi non dovrebbe farsi gabolare con facilità.
Perché, si dice, che questa riesca a vedere anche attraverso le pesanti bardature, i pensieri più reconditi. Che talvolta, sotto quegli zuccotti e qui ciuffi canuti, ne corrono taluni che sono veramente pericolosi.
Quindi Benedetto XVI, come tutti gli altri prima di lui, sarebbe stato scelto con cognizione di causa dallo svolazzante pennuto. A meno che non si ipotizzi che l’ultima volta anziché una colomba a controllare i porporati sia stato mandato un piccione. Magari solo per una questione di pecunia: è noto che il piccione costa meno della colomba. Specie se questa la si vuole anche bianca e immacolata. Che in giro ce ne sono poche.
D’altra parte la spending review pare che abbia lambito anche il Vaticano pure se hanno avuto la fortuna di schivare la Fornero, Grilli e pure Passera. Che poi quest’ultimo pare piaccia tanto in quelle stanze..

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Le dimissioni del Papa nel diritto canonico:

Ma c’è certezza di queste dimissioni? Non bisogna dimenticare che si è in pieno carnevale e che questo è il periodo in cui ogni scherzo vale. Dai tempi delle dionisiache feste di Grecia ai baccanali romani. E i preti, a proposito di scherzi, ne sanno più di Bertoldo. Non dice la vulgata quando ne esce qualcuno di veramente feroce che si tratta di uno “scherzo da prete”? Che poi sarebbe bellissimo.
Se domani affacciandosi alla finestra dicesse: “ci siete cascati. Non mi dimetto più”. Bellissimo. Anche se non tutti da quelle parti, per esempio i cardinali Bertone o Sodano o Bagnansco siano poi così spiritosi. Le dimissioni sono previste dal diritto canonico, è vero, ma a parte un paio di casi, quello pluricitato e oramai barbosissimo, di Celestino V (1249), che da centinaia d’anni ammorba i liceali d’Italia, e quello del semisconosciuto Gregorio XII, che nessuno si è mai filato, non si ha memoria di altri che abbia pensato di lasciare il soglio vaticano. E’ da dire però che precariato, contratti a progetto o a tempo determinato e soprattutto le partite iva sono cose di questi ultimi tempi. §
Che anche il Vaticano si stia adeguando a queste nuove forme di impiego.? Visto che si parla di “mestiere del Papa”.Certo è che questo papa di stranezze ne ha buttate qua e là più d’una. Già aveva detto che, oggi come oggi, l’annunciazione non sarebbe stata un evento mediatico di successo come se la protagonista dovesse partecipare ad X-factor.
Prima ancora aveva scritto che gli angeli e i pastori in quel di Betlemme non cantavano e che il bue e l’asino non c’erano neppure aggiungendo come soprammercato, che tra i magi quello nero era di pura invenzione. Con tutto ciò cercando di distruggere la già fragile industria delle statuine di terracotta dei presepi. Una delle poche che a Napoli ancora tirino e facciano un qualche profitto.
Che poi mollare proprio adesso, quando era riuscito a costruirsi pure una sua personale squadretta di marxisti, i così detti marxisti ratzingheriani, proprio non ci sta. Dov’è finita la sottile capacità politica dei chierici. Capaci di stare seduti a tutte le tavole dando ragione agli opposti ed ai contrari? E’ carnevale. E’ carnevale.

 

Papa Ratzinger come Cossiga?

A meno che Benedetto XVI non abbia deciso di voler imitare l’indimenticato e indimenticabile Francesco Cossiga. Il Presidente emerito che appena mollò il Quirinale decise, con perfetta scelta di tempo, di slacciarsi le scarpe e una volta tolte volle far cadere qua e là qualche sassolino. E un po’ ci si divertì. Che anche Benedetto XVI nella nuova veste di Papa emerito intenda farne cadere qualcuno?
Sarebbe divertente avere delle chicche su alcune delle questioni più intriganti: Ior, elezioni americane, pedofilia, rapporti con i partiti italiani, attività nell’America latina, azionariato industriale in quel della Svizzera. Uno spasso. Sì, sarebbe proprio uno spasso.
Tante domande e poche certezze
. Per il momento non resta che accontentarsi di poche cose certe: non ci sono più le mezze stagioni e non ci sono più neppure i papi di una volta.

Pubblicato in Satira

Scritto da

Castruccio Castracani

Blogger satirico, polemico, dadaista, ghibellino, laico, uomo d'arme e di lettere - Il Vicario Imperiale

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