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Stazione Termini di notte: degrado e prostituzione minorile

Una passseggiata notturna nel quartiere centrale di Roma presso il quale sorge la stazione Termini, snodo ferroviario centrale della Capitale.
Ormai è notte fonda e a quest’ora, ci dicono, muoversi da queste parti potrebbe essere altamente pericoloso in quanto girano solo disperati, ubriachi, ragazzi e ragazze che si prostituiscono: in sostanza persone poco raccomandabili.
Se durante il giorno Termini è una zona trafficata, ad alta densità, tra caroselli di macchine, autobus, turisti che girano a piedi con le valigie… insomma un crogiuolo di facce e visi; di notte la zona cambia radicalmente volto per apparire nel pieno del suo lato oscuro.
D’altra parte come noto, l’ombra e l’oscurità aiutano, per loro stessa natura, a nascondersi; ed allora personaggi loschi e poco raccomandabili ne fanno il proprio campo di azione. E quello che si può trovare a Termini di notte è esattamente un micrcosmo fatto di illegalità, gente ai margini della società, azioni ai limiti della legge.
Arriviamo di notte sul luogo e la prima persona nella quale ci imbattiamo è un transessuale che, su via Gioberti, batte il marciapiede nella speranza che un cliente si fermi per usufruire delle sue prestazioni sessuali. Siamo di notte, nel regno dei disperati e degli sbandati: ma l’abbigliamento di questa figura lascia ben poco all’immaginazione.
Scambiando qualche parola con il transessuale ci informa del fatto che lavora lì di tanto in tanto, quando ha bisogno; o almeno così ci dice. Perchè poi in realtà anche la prostituzione su strada, per quanto strano possa sembrare segue le proprie regole: e, come noto, a Roma non si può scegliere liberamente, quando lo si vuole, di andare su un marciapiede e provare ad alzare qualche soldo. Si rischia di invadere il territorio di qualcun’altro.

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Termini di notte: ubriachi e senza tetto

Ma Termini non è soltanto il regno della prostituzione, aspetto sul quale torneremo tra qualche riga mettendone in risalto una connotazione peculiare. No. La stazione Termini a Roma, di notte, è anche il territorio di sbandati e senza tetto, ubriachi e gente che va lì per drogarsi.
C’è un po’ ditutto, soprattutto su via Marsala, nelle vicinanze della Caritas che di giorno offre pasti gratuiti a tanti indigenti. La notte diventa un dormitorio a cielo aperto nel quale si può trovare un po’ di tutto. Alcuni non disturbano e cercano, per quanto possibile, di riposarsi magari coprendosi con un cartone o una coperta regalata da qualche anima pia.
Ma ci sono anche altri che, visibilmente ubriachi, finiscono per infastidire i passanti; i quali il più delle volte affrettano il passo quando si trovano nelle loro vicinanze.
Vediamo un uomo con un forte accento dell’est Europa e visibilmente ubriaco che urla frasi apparentemente senza senso e che si scaglia verbalmente contro chi malauguratamente passi su quel marciapiede. Non è violento comunque e alla fine il massimo che azzarda è qualche insulto in lingua madre (almeno così intuiamo).

Disperati che vanno lì di notte per drogarsi:

Più avanti ci sono altri senza tetto sdraiati per terra, alla meno peggio, sui cartoni: notiamo, nella fila paradossalmente anche ordinata di giacili posti per terra quasi si trattasse di una camerata militare, anche un uomo con una gamba amputata che trascorre lì la notte. Sembrerebbe essere uno di quelli che di giorno vanno per semafori a chiedere l’elemosina facendo leva sulla loro menomazione fisica.
Improvvisamente vediamo uscire da dietro un angolo un ragazzo, piuttosto giovane ma che dall’aspetto abbondantemente trasandato lascia intendere di non avere un luogo fisso dove dormire, che cammina a stento, trascinandosi; sembrerebbe essere sotto l’effetto di qualche sostanza.
Cosa che non rappresenterebbe di certo una sorpresa visto che, di notte, la stazione Termini è anche il regno dello spaccio, di disperati che vanno lì a farsi di qualsiasi cosa sapendo di non dare troppo nell’occhio in quanto inclusi, come un quadro in una cornice, dentro una zona franca.

Altre storie di prostituzione dalla stazione Termini:

Ma torniamo alla prostituzione di notte, uno degli aspetti peculiari di Roma e della stazione Termini. Chi, dopo una certa ora, fosse alla ricerca di avventure sessuali di qualsiasi tipo, anche particolari, a Roma, trova nella zona della stazione la risposta ad ogni pulsione.
Ci imbattiamo in un chioschetto aperto in zona adiacente alla stazione e chiediamo se, essendo lì tutte le notti, sanno di questa situazione particolare; hanno mai visto storie di prostituzione. Il sorriso con il quale ci rispondono è piuttostoprostitute-termini-roma evidente, a metà tra il non volersi sbilanciare troppo e il volerci dire “benvenuti nella realtà. Non lo sapevate?
Alla fine tuttavia l’esercente ci risponde con un molto più diplomatico “io personalmente non ho mai visto nulla, ma ho sentito diverse storie su questa tema e letto diverse volte articoli di giornale nei quali si raccontavano storie di prostituzione a stazione Termini di notte.”
Risposta che può essere presa sia come un lasciare in sospesa il tema che come una conferma; e che comunque viene accompagnata dalla chiosa finale “ma d’altra parte le prostitute a Roma di notte sono un po’ ovunque. in tutti i quartieri. Non mi stupirei se ci fossero anche qui.”

Il degrado in una delle zone più centrali di Roma:

In effetti non ci stupiamo neanche noi, malgrado il fatto che la prostituzione sia illegale in Italia; e tralasciando l’aspetto più importante di tutta la vicenda. Che la stazione Termini di Roma si trova in una zona centralissima della Capitale, a pochi passi ad esempio dal Viminale, sede del ministero degli Interni; della questura centrale di Roma, in via san Vitale; di via Nazionale, di piazza della Repubblica e persino di via Veneto. Proprio la strada della Dolce Vita, il film capolavoro di Federico Fellini del 1960; una delle strade più belle e prestigiose della Capitale, sede anche di ambasciate e consolati piuttosto importanti.
Ecco, il fatto che tutto questo degrado si trovi qui, in questo contesto centrale di Roma, rende il tutto più inverosimile. O forse, verrebbe da dire, più democratico: visto che in fondo si tratta delle stesse problematiche avvertite nelle periferie di Roma più disastrate e abbandonate.

Pubblicato in Reportage

Scritto da

Marco Cherubini

Scrittore, giornalista, ricercatore di verità - "Certe verità sono più pronti a dirle i matti che i savi..."

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