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Violenza di piazza e classe politica corrotta

La giornata di ieri martedì 14 Dicembre, da molti ribattezzata D-day o più semplicemente il giorno della fiducia del Governo in Parlamento, rischia di passare alla storia come una delle giornate più nere del 2010 da un punto di vista politico e non solo; gli scontri in piazza che hanno messo a ferro e fuoco diverse città, soprattutto Roma dove si è assistito a vere e proprie scene di guerriglia, non possono passare sotto silenzio né tantomeno esser considerati come un episodio sporadico e non degno di considerazione.
Ciò a cui stiamo assistendo oramai da diversi mesi è un decadimento generico che abbraccia tutti i campi della società, politica in primis (tutta quanta), e che inevitabilmente si rispecchia su ogni componente di cui tale società è costituita.
Dicevamo della giornata nera caratterizzata da scontri e violenza che mai dovrebbero trovar spazio; il contraltare di questa situazione è inequivocabilmente fornito dalla questione politica che da tempo (forse decenni) caratterizza il nostro paese.

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Scontri in piazza e professionisti della guerriglia:

Il voto di fiducia andato in scena ieri al Senato con le insistenti voci che sono circolate circa una compra/vendita di “onorevoli” rappresenta lo specchio più limpido della politica che governa l’ Italia da quando è nata la cosiddetta “Seconda Repubblica” (c’è chi rimpiange addirittura la prima) e contribuisce in modo ineluttabile ad alimentare il malcontento generale e la protesta di piazza.
Situazione quest’ultima nella quale, è bene sottolinearlo, trovano terreno fertile e sguazzano liberamente i cosiddetti professionisti della guerriglia, vale a dire fomentatori di violenza per i quali situazioni del genere rappresentano una vera e propria manna, occasione irripetibile per mischiarsi a chi è in piazza per protestare realmente (e magari pacificamente).

Il malcontento che rischia di dilagare:

Sono due aspetti della società che non possono essere sottovalutati, due facce di una medaglia che in apparenza hanno poco da spartire ma che convergono andando a dar vita a meccanismi perversi; il malcontento genericamente diffuso cui stiamo assistendo da diversi mesi, con molte e disparate categorie sociali che sempre più spesso scendono in piazza e protestano per la loro condizione, non può più essere preso come un episodio singolo né tantomeno sottovalutato o, peggio ancora ignorato; è importante estrapolare quella che è la violenza di pochi (che non è mai giustificabile) dalla rabbia di molti che pacificamente continuano a palesare il proprio disagio e constatare come ci sia un fuoco sotto la cenere pronto a bruciare.

La corruzione politica alimenta la violenza:

Come dicevamo, anche la politica tutta, da destra a sinistra, contribuisce in maniera sostanziale a creare questo clima di protesta; ogni giorno che apriamo i giornali leggiamo storie di privilegi, parentopoli, raccomandazioni, rimborsi milionari, leggi pro casta e quant’altro.
E tutto questo mentre gran parte del paese sta vivendo una crisi economica che poche volte era stata così forte e reale, con intere categorie lavorative in condizioni prossime al dramma ed una classe media ormai quasi del tutto cancellata e scivolata verso il basso; è questo il contrasto forte che si alimenta da tempo nel nostro paese e che spinge verso un malcontento diffuso e generale.
Una distanza reale tra governanti e governati che contribuisce ad innescare una spirale di rabbia ed odio che sfocia sempre più spesso nei movimenti di piazza. In passato il nostro paese ha già vissuto anni di violenza che sono, come la storia ci insegna, culminati nel dramma; non imparare dalla propria stessa storia sarebbe un abominio nonché un errore grossolano.
È fondamentale assottigliare la distanza tra governanti e cittadini ed iniziare ad occuparsi dei problemi reali del paese, mai come adesso la politica è sentita lontana ed inutile e mai come ora il malcontento generale è stato così diffuso; se questo non avverrà la spirale di violenza è destinata ad autoalimentarsi.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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