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Un Parlamento di schiaccia bottoni

Da molti anni, come è noto a tanti, il nostro Parlamento è svuotato dalle sue importantissime funzioni fissate dalla Carta Costituzionale, avendo perso il potere di promuovere iniziative legislative e riducendosi quasi a semplice notaio della volontà del governo.
I parlamentari, che non possono, nè riescono ad incidere nel processo di formazione delle leggi, attualmente costituiscono delle pietose comparse nel palcoscenico del potere, atte esclusivamente a far numero, soprattutto quando la loro presenza si rivela importante per schiacciare il bottone per votare secondo le direttive del vertice del gruppo di cui fanno parte o la forza politica cui appartengono.
Quando negli anni a venire gli storici si occuperanno di catalogare dopo profonda analisi gli eventi di questo periodo quasi certamente classificheranno la gran parte di deputati e senatori attuali come gli “scacciabottoni”. Chiaramente loro lo sanno benissimo, ma forse non hanno ancora riflettuto a fondo sulle eredità di disistima e biasimo che si stanno trasferendo sulle spalle dei loro posteri.

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Il ruolo inutile dei parlamentari:

Nel nostro Parlamento, che è il luogo delegato ad esprimere la sovranità dell’intero popolo, essi svolgono, senza ribellarsi e senza avere il coraggio di dimettersi in massa, una funzione che rasenta il ridicolo: visionare i provvedimenti già confezionati per loro dagli uffici legislativi del governo o del partito d’appartenenza, e, in modo ossequioso e talvolta quasi servile, approvarli ove richiesto.
Tra i provvedimenti che spesso sono spronati ad approvare, taluni colpiscono al cuore quanto di più importante esiste in difesa della nostra Storia, Cultura, Arte. Altri mirano ad indebolire e neutralizzare una delle più grandi basi della nostra democrazia: la libertà di informazione e di stampa.
Non si rendono conto di essere complici di uno dei più grandi misfatti mai portati a termine contro il nostro Paese, apparendo ai cittadini come dei cortigiani al seguito del loro principe di turno, che li ha scelti secondo criteri di affidabilità e fedeltà, per condurli a partecipare a fini prefissati secondo sottili strategie di potere personalistico.
Sono complici perchè coscienti del fatto che che è in atto un vero e proprio sequestro del Parlamento da parte del governo e che a causa di questo sequestro esso sta perdendo la propria funzione di centralità. Dicono che le cose si presentano così in quanto la legge elettorale attualmente in vigore, che tra l’altro non consente di avere un rapporto diretto con l’elettorato, ha determinato tale situazione: ma non si ribellano, probabilmente perchè la posizione di cortigiani ha dei risvolti positivi.
Noi cittadini, che restiamo attenti a quanto accade a questi modestissimi personaggi, sappiamo, purtroppo, che questa situazione rende conseguente l’immobilismo che paralizza da tempo il nostro Paese, impedendogli di crescere ed ostacolandone i vari movimenti, soprattutto nei momenti di crisi. Che pena!

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