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Calabria, una nuova rimborsopoli: la politica colpita al cuore

Siamo di nuovo punto e a capo. La storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia e la seconda come farsa. Altre inchieste, altri arresti, spese pazze di consiglieri regionali e l’ennesima volta la Calabria è nel caos.
Non si fermano gli scandali che coinvolgono il mondo politico calabrese, già alle prese con tanti problemi. Forse i cittadini, nonostante la voglia di cambiare le cose non ce l’hanno fatta o hanno preferito arrendersi e lasciare tutto così come era.
È evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra. Ma cosa è la destra, cosa è la sinistra?”. Così cantava Giorgio Gaber qualche anno fa e ora più che mai una risposta i cittadini calabresi la meritano, la cercano o forse no. Forse sono troppo arrabbiati e incavolati, forse sono stanchi di subire. Dipende dalle situazioni e delle circostanze. Colpa anche dell’etica e della moralità che purtroppo in politica non esistono più, figuriamoci in Calabria.

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L’indagine Erga Omnes

L’indagine Erga Omnes, sui rimborsi facili in Calabria ha aperto delle ferite che forse non si erano del tutto rimarginate. È passato ormai qualche giornoconsiglio-regionale-calabri dallo tsunami che ha colpito la politica al cuore e più passa il tempo più vengono fuori altri dettagli. Proviamo a ricostruire dall’inizio questa brutta e umiliante storia.
Un vero e proprio terremoto politico e giudiziario ha raso al suolo la politica calabrese. Nel mirino dell’inchiesta, l’intera giunta regionale, eccezion fatta per il governatore Mario Oliverio.
La regola condivisa era prelevare soldi, tanti soldi, dalle casse di tutti i gruppi per sperperarli in piaceri senza freni: viaggi, pranzi in ristoranti di lusso, champagne, servizio limousine, trattamenti corpo e spa; per non parlare di fitness, carburante, cancelleria, materiale edile e cesti natalizi. Chi più ne ha più ne metta senza dimenticare l’attività di finanziamentodelle iniziative politiche di partito, per ovvi motivi vietata dalla legge e che per molti politici, giustificherebbero una larga parte delle spese.
Così viene alla luce che non solo i politici hanno fatto ricorso al rimborso facile, ma hanno anche fatto la furbata della doppia rendicontazione, ovvero gruppo e Consiglio, insieme ai più bravi che hanno provato a presentare false fatture.
L’inchiesta Erga Omnes colpisce due uomini forti di Mario Oliverio: Nicola Adamo, a cui vengono contestati 278.856 euro e Carlo Guccione, assessore regionale al lavoro e alle Politiche sociali. Quest’ultimo in particolare è stato il primo degli eletti in tutta la regione con quasi quindici mila voti. Gli vengono contestati 27 mila euro, al momento è ancora in carica. Un rosario di soldi sperperati.

I rimborsi del Consiglio Regionale passato:

È quanto emerge dall’inchiesta con cui la Procura di Reggio Calabria ha passato al setaccio tutti i rimborsi intascati dai gruppi del passato consigliomario-Oliverio regionale, il cui periodo di riferimento va dal 2010 al 2012. I politici indagati sono 27 e l’accusa è di peculato.
Per tre di questi è già scattata un’ordinanza di custodia ai domiciliari, si tratta dell’attuale assessore ai trasporti Antonino De Gaetano del Pd, che si è dimesso e autosospeso dal partito; l’ex assessore regionale Luigi Fedele e il senatore ed ex consigliere regionale Giovanni Bilardi.
Quattro ex componenti della giunta capitanata da Mario Oliverio, sono stati anche raggiunti da un’altra misura cautelare ben più grave, il divieto di dimora in Calabria. Se venissero fermati in un qualsiasi territorio calabro potrebbero essere arrestati subito. Tra questi Alfonso Dattolo, Pasquale Maria Tripodi, Giovanni Nucera, Carmelo Trapani e anche Nicola Adamo.
I Pm però, hanno anche fatto scattare sequestri di beni mobili e immobili, per cercare di raggiungere una somma almeno pari a quella rubata ai cittadini, circa 2 milioni e mezzo di euro.

Un malcostume di tutta la Regione:

Questo e molto altro è quello che viene fuori dalle 855 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip di Reggio Calabria Olga Tarzia. Dall’inchiesta è venuto fuori sicuramente un malcostume diffuso un po’ in tutto Palazzo Campanella.
Senza dubbio la magistratura reggina ha messo sotto scacco la politica calabrese che ha visto Mario Oliverio perdere pezzi della sua giunta, anche se il governatore stesso ha dichiarato nelle ultime ore che entro lunedì 6 luglio ci sarà una nuova giunta, probabilmente con sette nuovi assessori, anche se molti calabresi si chiedono se saranno esterni oppure rimarrà in giunta Carlo Guccione, che a quanto sembra non ha voglia di dimettersi.
Sono tanti gli interrogativi per una terra che ha subito per troppo tempo le angherie di una classe politica, destra sinistra e centro, incapace di riportare alla luce un territorio che ha tante bellezze. La responsabilità è della politica. Speriamo che questa volta, davvero, sia l’ultima.

Pubblicato in Politica

Scritto da

Diletta Della Rocca

Calabrese, testarda e con la passione per il giornalismo.

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